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"Niente tasse per Scientology" 
 
Il ministero accoglie il ricorso: "Sì, è una religione". 

Di Cinzia Sasso. La Repubblica, "Cronaca", pag. 26, 15 Ottobre 1998.

MILANO - La vicenda, com'è per tutte le cose italiane, si trascina da tempo, precisamente dal 1989: Luciano De Faveri, fino a ieri sconosciuto presidente del direttivo della Chiesa di Scientology di Verona, ha combattuto in trincea la sua guerra contro il fisco e oggi, solo oggi, può dichiararsi fieramente vincitore. Fieramente perché, dopo corsi, ricorsi, ingiunzioni dell'Intendenza di Finanza, obbligato a pagare 240 milioni di multa per aver evaso tributi per 410 milioni, ha ottenuto dal dipartimento delle entrate del ministero delle Finanze l'annullamento dell'ingiunzione al pagamento. Ma fieramente soprattutto perché, nel suo nome e a proposito del suo caso, lo Stato italiano ha riconosciuto a Scientology la dignità - e la realtà - di religione.

Stesso copione, più o meno stessi tempi, stessa conclusione: anche Giorgio Lanaro - stavolta presidente del consiglio direttivo della Chiesa di Scientology di Padova - ha ottenuto soddisfazione. Non rileva - ha scritto il ministero delle Finanze - che non abbia vidimato i libri contabili né versato le tariffe adeguate, perché l'associazione della quale era presidente aveva come "scopo la contribuzione della diffusione, nella conoscenza e pratica, della religione di Scientology". E quella Chiesa "si prefigge scopi idealistici e di natura spirituale"; mentre "i corrispettivi richiesti per specifiche prestazioni sono effettuati in conformità delle finalità istituzionali proprie dell'ente" e "tali finalità sono ravvisabili nella formazione religiosa dei propri associati o partecipanti mediante corsi qualificati di istruzione privata sulle scritture religiose, sui riti e sulle tecniche create dal fondatore della religione, L. Ron Hubbard".

Punto e a capo. Da qui, da queste decisioni, i fedeli di Scientology intendono partire per continuare la loro marcia verso la fine "di una discriminazione decennale [1] e verso un accordo con lo Stato". "Si tratta - dicono soddisfatti - di un importante riconoscimento governativo che apre la strada all'intesa con lo Stato italiano". È Fabio Amicarelli, direttore degli affari pubblici della Chiesa di Scientology, a tendere la mano: "Abbiamo sempre avuto - spiega - il massimo rispetto delle istituzioni, anche nei momenti in cui la discriminazione nei nostri confronti aveva assunto toni drammatici". E continua: "Adesso, a un anno esatto dalla sentenza della Cassazione che ha spazzato via ogni tentativo di discriminazione nei confronti delle migliaia di scientologi italiani, questi decreti del ministero delle Finanze non solo chiudono definitivamente con il passato ma ci permettono di guardare con fiducia ad un'intesa, come previsto dall'articolo 8 della nostra Costituzione".

Nel futuro, però, non tutto è limpido. Un anno fa la Cassazione bocciò una sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva condannato per associazione a delinquere una trentina di aderenti a Scientology. La bocciò accogliendo le tesi dei difensori, ispirate al principio della libertà di religione [2]. Quel processo d'appello deve essere ancora celebrato e già una volta una corte d'appello di Milano era giunta a un verdetto di colpevolezza dopo una prima bocciatura della Suprema Corte. La stessa Cassazione, nella sua seconda pronuncia a proposito della Chiesa di Scientology, ha spiegato come manchi "una definizione legislativa della nozione di confessione religiosa". La Corte Costituzionale ha enunciato alcuni requisiti (ma non ne ha esclusi altri) utili a riconoscere le realtà "autenticamente confessionali" che non siano formalmente riconosciute dallo Stato: lo Statuto, la comune considerazione, i precedenti riconoscimenti pubblici. Come i recenti decreti del ministero delle Finanze.

Quello di avere rapporti difficili con le istituzioni non è una prerogativa soltanto italiana: se in America Scientology è riconosciuta come religione [3], in Germania contro i dianetici si sono scatenati sia il governo, che è arrivato a far dichiarare per iscritto a ogni impiegato pubblico la propria non appartenenza a Scientology, sia i giovani della Junge Union della Cdu, che hanno proclamato il boicottaggio del film "Missione impossibile" di Tom Cruise, sostenitore eccellente di Scientology [4]. In Francia, invece, addirittura una commissione parlamentare ha denunciato la pericolosità sociale dei dianetici. In Grecia, infine, i giudici sono arrivati a chiudere la sezione ateniese della chiesa. Motivo: la magistratura era convinta che Scientology sottomettesse i propri adepti al lavaggio del cervello.
 

Note 

[1] Si vedano qui i motivi concreti che hanno dato avvio al Processo di Milano, che al Novembre 1998 vede Scientology sotto indagine da 11 anni (fonte: Rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, Febbraio 1998).

[2] Si veda il testo integrale della sentenza, contenente le motivazioni del rinvio a giudizio e della condanna per "associazione a delinquere" da due distinte sezioni della Corte d'Appello di Milano.

[3] Dal 1993 negli Stati Uniti, a seguito di una guerra di contro-cause che ha dell'incredibile.

[4] Si veda qui per un'esposizione dell'attuale situazione (1997) da parte delle autorità tedesche.

 
 
 
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