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Prigioniera sul Monte Ortobene, gli aguzzini adepti di Scientology

Una donna francese viene liberata dalle forze dell'ordine in Barbagia. Il suo stato mentale e le condizioni in cui versava al momento del ritrovamento farebbero pensare fosse sottoposta a una pratica Scientology chiamata "Rundown dell'Introspezione", tecnica pseudo-terapeutica che il fondatore della Chiesa di Scientology L. Ron Hubbard ideò per chi, durante le sue assistenze mentali chiamate "auditing", subiva una rottura psicotica. Il caso più noto di "Programma dell'Introspezione" è quello a cui fu sottoposta la 36enne Lisa McPherson, morta dopo 17 giorni di cure scientologiche il 5 dicembre 1995.

Rassegna stampa

 



Prigioniera sul Monte Ortobene, gli aguzzini adepti di Scientology

© di Marco Sedda, "Il Sardegna", 22 gennaio 2008, pag. 28

Segregata da tre connazionali in una villetta del Monte Ortobene, a pochi chilometri da Nuoro, e costretta a vivere mezza nuda tra sporcizia, rifiuti e insetti. Tre cittadini francesi, due ragazzi di 18 anni e una donna di 42, sono stati arrestati domenica sera dalla Squadra mobile della Questura di Nuoro con l'accusa di sequestro di persona ai danni di una loro connazionale di 47 anni. Oltre che la nazionalità, le quattro persone hanno in comune l'appartenenza alla discussa Chiesa di Scientology, una setta fondata negli anni Cinquanta dallo scrittore di fantascienza Ron Hubbard e nota alla cronaca perché il numero due della Chiesa è l'attore americano Tom Cruise.

La vicenda sembra scritta da uno sceneggiatore di Hollywood. Il giallo comincia domenica pomeriggio quando un signore di Nuoro che vive al Monte Ortobene nota per terra alcuni pezzi di carta su cui legge alcune scritte che chiedono aiuto: «Help, Sos, Polizia». L'uomo chiama il 113 e in cima al Monte arrivano gli agenti della Squadra Mobile e delle volanti. I poliziotti individuano la villetta da cui sembrano provenire le richieste di soccorso: una casa indipendente a due piani e con giardino che si trova nascosta tra gli alberi, poco lontano dalla statua del Redentore che domina il capoluogo barbaricino. A questo punto fanno irruzione nella casa e il giallo si trasforma in autentico dramma. Al piano terra gli agenti trovano tre cittadini francesi, Marie Claude D., di 42 anni, Rachid H.K. e Julien Q., entrambi di 18, mentre in una stanza del primo piano scoprono una donna di origine tunisina di 47 anni che vive in mezzo ai rifiuti. La donna si trovava rinchiusa in una stanza, mezza nuda, costretta a vivere tra la sporcizia e le blatte e a dormire in un materasso sporco infestato da insetti di ogni specie.

Soccorsa dai medici del 118, la donna viene accompagnata all'ospedale San Francesco di Nuoro dove da domenica sera si trova ricoverata in osservazione. Dalle prime visite mediche sembra che non abbia subito maltrattamenti fisici o alcun tipo di violenza sessuale, anche se al momento della sua liberazione si trovava in pessime condizioni igienico-sanitarie. Dopo che la donna ha raccontato la vicenda, per i tre francesi aguzzini si sono aperte le porte del carcere nuorese di Badu 'e Carros, dove si trovano a disposizione dell'Autorità giudiziaria che questa mattina dovrebbe convalidare l'arresto.

Secondo una prima ricostruzione, il gruppo di francesi si trovava in città da circa un mese e mezzo e aveva preso in affitto la villetta agli inizi di dicembre. Appena arrivato, il gruppo si è messo in contatto con la sezione nuorese della "Chiesa di Scientology della Sardegna. Centro Dianetics Hubbard (Dipartimento della Chiesa di Scientology)", ma i rapporti in tutto questo tempo sono rimasti sporadici.

A quanto pare la segregazione della donna è cominciata subito, dai primi giorni in cui il gruppo aveva preso possesso della villetta. Rimane ancora da chiarire il motivo del sequestro anche se gli inquirenti sembrano puntare sulla pista dell'estorsione di denaro. Sembra infatti che la donna sia ricca e che i suoi aguzzini, che vivevano anche loro in condizioni definite disagiate, volessero estorcerle una grossa somma di denaro. Al momento i tre cittadini francesi, accusati di sequestro di persona, non hanno rilasciato nessuna dichiarazione in attesa di poter parlare con i loro avvocati.

La dura reazione della "Chiesa": «Siamo estranei»

Una villetta immersa nel verde e nascosta dai rigogliosi alberi del Monte Ortobene. Una località da sogno che però è diventata la location di un incubo. Davanti alla villetta si trova parcheggiata una vecchia berlina marca Mercedes Benz con targa francese, immatricolata nel 1993 a Parigi e con l'assicurazione scaduta da una decina di giorni. Il fatto che i protagonisti di questa vicenda siano membri della Chiesa di Scientology ha fatto scattare l'allarme rosso.

L'Ufficio Affari pubblici Chiesa di Scientology ha diramato un comunicato: «Siamo estranei a quanto accaduto a Nuoro e siamo in attesa di capire quanto possa essersi verificato. Sicuramente la Chiesa di Scientology italiana è completamente estranea a quanto riportato dalla stampa».

Circuiti dalle logiche di setta - nel '97 tragico caso a Cagliari

Il caso Deplano

Roberto Deplano, ragazzo cagliaritano di 19 anni, è morto il 19 febbraio 1997. Suicidio: si era lanciato dalla finestra della casa dove viveva con i genitori in via Castiglione. Una morte senza un perché, fino a quando il padre si rivolge all'avvocato Mario Canessa, raccontandogli che il figlio si era iscritto alla setta di Scientology. Da allora era cambiato, si era incupito. Canessa indaga, e fa riaprire il caso. Ed emerge una storia torbida, fatta di ricatti dei quali è protagonista il cugino di Roberto, Giorgio Carta, adepto della setta.

Carta - secondo la tesi accusatoria - avrebbe preteso denaro da Deplano, con il pretesto dei corsi e del materiale, indispensabili per aderire all'associazione religiosa cui Roberto si stava avvicinando.

La famiglia denuncia la scomparsa di 100, poi di 150 milioni di lire, che il figlio avrebbe avuto in contanti e consegnato a Carta, perché minacciato. Questi gli elementi che hanno indotto il Magistrato ad aprire un fascicolo per estorsione a carico dell'imputato. Le indagini vanno avanti, Carta viene prima rinviato a giudizio poi condannato a quattro anni e sei mesi. L'accusa per lui era di estorsione. [NB: Carta è stato successivamente assolto].




Nuoro: liberata francese sequestrata da tre connazionali appartenenti a Scientology

© Corriere della Sera, 28 gennaio 2008

Un cittadino del posto ha trovato un biglietto con richiesta d'aiuto fuori dalla casa
La donna, una 47enne di origine tunisina, era tenuta prigioniera in un casolare sul Monte Ortobene

Nuoro - Un sequestro di persona. A cui potrebbe essere non estraneo il movente religioso. Gli agenti della squadra mobile di Nuoro hanno liberato domenica sera una 47enne francese di origine tunisina sequestrata da tre connazionali, tutti adepti della setta religiosa di Scientology, in un casolare nel cuore della Sardegna, in località Monte Ortobene.

La liberazione - L'operazione è partita dopo la segnalazione di un cittadino del posto, che nei pressi di un casale rurale aveva trovato alcuni biglietti di carta con scritte richieste di aiuto. L'uomo ha subito avvertito le forze dell'ordine che, fatta irruzione nell'abitazione, hanno scoperto al primo piano i tre francesi e al secondo la donna di origine tunisina, seminuda e in pessime condizioni igienico-sanitarie: di fatto era costretta a vivere in una stanza piena di rifiuti e a dormire su un materasso sporco e pieno di insetti. Mentre la donna veniva fatta accompagnare da un'ambulanza del 118 in ospedale, gli agenti della polizia hanno arrestato con l'accusa di sequestro di persona i tre francesi: Marie Calude D. 42 anni, Rachid H.K. 18 anni, Julien Q. 18 anni. Dopo gli accertamenti di rito sono stati accompagnati nel carcere di Badu e Carros.




Francese liberata a Nuoro. L'ombra nera di Scientology

© di Francesco Moscatelli, La sestina, martedì 22 gennaio 2008

Se non fosse successo veramente, sembrerebbe la trama di un romanzo noir: una donna francese di 42 anni segregata da oltre un mese, un casolare in affitto nel cuore della Sardegna, tre aguzzini appartenenti per loro stessa ammissione a Scientology, la discussa setta americana fondata da Ron Hubbard. Questa storia, però, non nasce dalla fantasia di uno scrittore di thriller, ma dalla conferenza stampa della Questura di Nuoro.

Il quadro, per il momento, è quanto mai nebuloso. Di certo ci sono solo le prime parole dei tre fermati - "Non l'abbiamo rapita. Era qui per sottoporsi ad un trattamento di sua spontanea volontà" - e la testimonianza degli uomini della Squadra Mobile del capoluogo sardo. Non usa mezzi termini il dottor Fabrizio Mustaro, commissario capo della Questura: "Abbiamo trovato la donna seminuda, in condizioni igieniche e psicologiche pietose. Il materasso su cui dormiva era pieno di insetti e la camera era ridotta ad una discarica. Al piano inferiore del casolare c'erano i tre fermati". Alla faccia della terapia e della riabilitazione. La ragazza, se si è salvata da qualcosa, di qualunque cosa si tratti, lo deve al suo coraggio, alla curiosità di un passante e alla prontezza delle forze dell'ordine. E' stata lei, infatti, a trovare la forza per lanciare fuori dalla finestra della sua prigione alcuni bigliettini con le scritte "Police", "Sos" ed "Help me". A trovarli è stato un uomo che passeggiava alle pendici del Monte Ortobene, all'interno di un parco agricolo della periferia cittadina. Il blitz della Polizia è scattato poche ore dopo. I tre fermati hanno mostrato documenti francesi: sono una donna di 42 anni, Marie Claude D., e i due 18enni Rachid H.K. e Julien Q.

Ma cosa ci facevano a Nuoro? «Non lo sappiamo ancora - spiega il commissario capo Mustaro - Avevano affittato il casolare e, dalle prime indagini, avevano anche avvertito la locale chiesa di Scientology della loro presenza. Ma per farci un'idea esatta di quello che stava accadendo bisognerà attendere l'interrogatorio del magistrato.» Altro che Tom Cruise, sorriso smagliante e mogliettina al seguito, in posa per i fotografi fra sfilate di moda e ristoranti del jet set internazionale. Il volto nero di Scientology, questa volta, sembrerebbe aver preso il sopravvento.




Segregata a Nuoro: convalidati tre arresti

© Sardegna Oggi, 24 gennaio 2008

Convalidati gli arresti per le tre persone straniere accusate di sequestro di persona. Secondo gli inquirenti, le tre persone, una di 42 e le altre diciottenni, avrebbero tenuto in segregazione una donna di 47 anni in condizioni disumane. La signora sarebbe riuscita a chiedere aiuto scrivendo dei bigliettini lanciati dalla finestra. Dopo aver riacquistato la libertà la donna è stata ricoverata in ospedale dove ora sta meglio.

Nuoro - Il Gip di Nuoro Francesco Mameli ha convalidato l'arresto disponendo, però, la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di Nuoro, delle tre persone accusate di avere segregato una donna francese di 47, vittima, secondo gli inquirenti, di un gruppo di adepti di Scientology.

I tre, M. C. D., di 42 anni, R. H. K. e J. Q., entrambi di 18, sono stati arrestati tre giorni fa con l'accusa di sequestro di persona. Avevano affittato una delle tante villette nella quiete del Monte Ortobene, l'altura che domina Nuoro, confidando di non dare nell'occhio. Secondo gli inquirenti avrebbero tenuto in segregazione la donna (che è riuscita a chiedere aiuto scrivendo dei bigliettini lanciati dalla finestra) in condizioni disumane.

E' stata trovata dalle forze dell'ordine denutrita, in mezzo ai rifiuti, con un materasso infestato da insetti e vermi. Dopo aver riacquistato la libertà la donna è stata ricoverata in ospedale dove ora sta meglio.




Nuoro, Scientology: rapimento? Non questione di soldi né di religione

© Alice Notizie, 24 gennaio 2008

Roma, 24 gen. (Apcom) - La chiesa italiana di Scientology ritiene «oltraggiose e calunniatorie» le accuse avanzate a proposito del sequestro a scopo estorsivo che ha coinvolto in questi giorni a Nuoro cinque cittadini francesi. «È solo una vicenda familiare - spiega una nota -. Una vicenda di sofferenza di una donna con problemi mentali e la ferrea volontà di prestarle aiuto, da parte del fratello, medico, dopo che i trattamenti psichiatrici tradizionali non avevano sortito alcun effetto.»

«Le accuse di sequestro a scopo di estorsione pesavano come macigni sull'intera comunità di Scientology», ha detto Luigi Brambani esponente della chiesa di Scientology italiana. «Erano accuse scandalose e oltraggiose - prosegue - rivolte pregiudizialmente nei confronti di una confessione religiosa i cui fedeli sono impegnati da anni anche in campagne di volontariato sociale.»

«Il versante giudiziario - conclude il comunicato - ha chiarito, con la scarcerazione dei tre ragazzi, che la vicenda barbaricina, nelle sue linee essenziali, non è né una vicenda di soldi, né una vicenda di religione, mentre l'unica cosa su cui meriterebbe ancora interrogarsi è la tolleranza nel nostro paese sulle convinzioni meno storicizzate.»




Segregata a Nuoro: Obbligo dimora per adepti Scientology

© Kataweb, 24 gennaio 2008

È stato convalidato stamane l'arresto di tre cittadini francesi adepti di Scientology, accusati di aver tenuto segregata una connazionale in una casa di Nuoro, fra sporcizia e rifiuti.

Per Marie Claude D., 42 anni, Rachid H.K., diciottenne, e un suo coetaneo, Julien Q., il giudice ha disposto la scarcerazione e stabilito l'obbligo di dimora. La donna segregata, 47 anni, di nazionalità francese ma di origine tunisina, è ancora ricoverata all'ospedale di Nuoro. Secondo gli arrestati, soffre di disturbi psichiatrici. Qualche giorno fa era riuscita ad attirare l'attenzione di un passante lasciando cadere in strada dalla sua stanza sul Monte Ortobene alcuni pezzi di carta con richieste di aiuto.




Segregata sull'Ortobene, 4 a processo

© di Simonetta Selloni, La Nuova Sardegna, 19 giugno 2012

Per il sequestro di una francese rinviato a giudizio anche il fratello, noto esponente di Scientology

Nuoro - La vicenda aveva mosso le agitate acque nelle quali nuota in Francia il movimento di Scientology, sollevando nel contempo, ancora una volta, la dolorosa problematica legata al trattamento dei malati psichiatrici, in Italia esplosa con il vuoto legislativo seguito alla legge Basaglia. Il ritrovamento di Martine Boublil, nel gennaio 2008, la donna di 51 anni di origine tunisina ma di nazionalità francese, ex adepta di Scientology, tenuta segregata, secondo l'accusa, in condizioni di assoluta precarietà igienica all'interno di una casa sul Monte Ortobene a Nuoro, approderà il 27 settembre davanti al tribunale del capoluogo.

In quella data infatti inizierà il processo per sequestro di persona nei confronti del fratello della donna, Claude Boublil, medico e noto per essere un esponente in vista di Scientology a Parigi, e nei confronti delle tre persone che il professionista affermava aver incaricato, affinché si prendessero cura della sorella: Marie Claude Decouduh, cittadina francese di 46 anni, Rachid Hassereldith Kabbara e Juline Quyrou, di 21 anni. I carcerieri, ritiene l'accusa: e il giudice delle udienze preliminari, Silvia Palmas, ha concordato con questa linea, rinviandoli tutti a giudizio.

Ne avevano chiesto il proscioglimento i difensori, l'avvocato Antonio Busia per il dottor Boublil, gli avvocati Antonio Careddu e Pilerio Plastina (del foro di Milano) per gli altri tre.

All'udienza preliminare, nei giorni scorsi, Claude Boublil si è presentato a sorpresa, tanto che, per consentirgli di rendere dichiarazioni spontanee, si è in tutta fretta dovuto trovare un interprete.

Martine Boublil era stata trovata segregata in una villetta del Monte Ortobene. Denutrita, in una stanza piena di ogni genere di rifiuti. Secondo la ricostruzione della polizia, e confermata anche dal fratello, era arrivata a Nuoro verso la fine del mese di dicembre 2007. Il medico aveva sostenuto che la sorella, una donna con gravi patologie psichiatriche, era stata condotta a Nuoro per aver la possibilità di essere meglio sorvegliata. In altri termini, per difenderla dai suoi stessi comportamenti che la esponevano a problemi notevoli, come spesso accade per le persone che soffrono il disagio mentale.

I difensori degli imputati hanno a lungo argomentato il fatto che la condotta posta in essere dal dottor Boublil e dai presunti carcerieri non possa essere riconducibile al sequestro di persona. E hanno introdotto la problematica sull'abisso che circonda le patologie psichiatriche, sentenze della Cassazione alla mano, nelle quale si rileva che la custodia di una persona con difficoltà di quel tipo venga di fatto demandata dal legislatore alle famiglie. Spesso abbandonate ai loro strumenti culturali ed emotivi, di fronte a situazioni di gravità estrema. Gli avvocati Busia, Careddu e Plastina hanno cercato di spiegare che i comportamenti contestati agli imputati potrebbero al più essere riconducibili ad altre tipologie di reato, ma non al sequestro di persona. Il gup è stato di diverso avviso, tutti a processo. Per sequestro di persona. E bisognerà capire se Martine Boublil, attualmente in una casa di cura in Francia, sarà in grado di partecipare al dibattimento.




Prima udienza del processo all'esponente di Scientology

© La Nuova Sardegna, 28 settembre 2012

Nuoro - Si è aperto ieri il processo a carico di Claude Boublil (difeso dall'avvocato Antonio Busia ieri sostituito dall'avvocato Ramazzotti) medico e noto esponente di Scientology a Parigi, chiamato a rispondere dell'accusa di sequestro di persona della sorella Martine Boublil, la donna di 51 anni origine tunisina ma di nazionalità francese, ex adepta dell'organizzazione, tenuta segregata in condizioni di assoluta precarietà igienica in una casa sul Monte Ortobene a Nuoro nel gennaio del 2008.

Della stessa accusa dovranno rispondere anche altre tre persone che il medico affermava aver incaricato per prendersi cura della sorella: Marie Claude Decouduh, cittadina francese di 46 anni, Rachid Hassereldith Kabbara e Juline Quyrou, di 21 anni, difesi dagli avvocati Antonio Careddu (ieri sostituito dall'avvocato Pina Mastroni) e il collega Pilerio Plastina (del foro di Milano).

Davanti al giudice monocratico Mariano Arca non sono state sollevate questioni preliminari e la parte lesa non si è costituita parte civile. Il processo è stato aggiornato per l'escussione di tre testi del pubblico ministero (Andrea Vacca) al prossimo 4 febbraio.

Martine Boublil era stata trovata segregata in una villetta del Monte Ortobene. Denutrita, in una stanza piena di rifiuti. Secondo la ricostruzione della polizia, e confermata anche dal fratello, era arrivata a Nuoro verso la fine del mese di dicembre 2007. Il medico aveva sostenuto che la sorella, una donna con gravi patologie psichiatriche, era stata condotta in città per aver la possibilità di essere meglio sorvegliata. Da qui la tesi dei difensori del dottor Boublil e dei presunti carcerieri atta a dimostrare che la condotta degli imputati non poteva essere riconducibile al sequestro di persona. (k.s.)




Donna segregata al monte Ortobene, parla la testimone

© La Nuova Sardegna, di Kety Sanna, 21 giugno 2013

Nuoro - La signora Nicole Monique Marie Mocquant, parigina, ma nuorese d’adozione, parla con tranquillità davanti al giudice monocratico Mariano Arca e risponde alle domande del pm Andrea Vacca premettendo che, visto il tempo trascorso, ma anche la voglia di rimuovere dalla memoria quella triste vicenda, spera di essere il più precisa possibile. Lo fa in un italiano perfetto ripercorrendo i momenti della scoperta, in una casa del monte Ortobene nel gennaio del 2008, di una donna, Martine Boublil, 51 anni, origine tunisina ma di nazionalità francese, ex adepta di Scientology, tenuta segregata in condizioni di assoluta precarietà igienica.

Responsabile sarebbe il fratello, Claude Boublil (difeso dall’avvocato Ramazzotti) medico e noto esponente di Scientology a Parigi, chiamato a rispondere dell’accusa di sequestro di persona della sorella. Della stessa accusa dovranno rispondere anche altre tre persone che il medico affermava aver incaricato per prendersi cura della donna: Marie Claude Decouduh, cittadina francese di 46 anni, Rachid Hassereldith Kabbara e Juline Quyrou, di 21 anni, difesi dagli avvocati Antonio Careddu e il collega Pilerio Plastina (del foro di Milano). Martine Boublil era stata trovata segregata in una villetta del Monte Ortobene. Denutrita, in una stanza piena di rifiuti.

Secondo la ricostruzione della polizia, e confermata anche dal fratello, era arrivata a Nuoro verso la fine del mese di dicembre 2007. Il medico aveva sostenuto che la sorella, una donna con gravi patologie psichiatriche, era stata condotta in città per aver la possibilità di essere meglio sorvegliata. Da qui la tesi dei difensori del dottor Boublil e dei presunti carcerieri atta a dimostrare che la condotta degli imputati non poteva essere riconducibile al sequestro di persona.

Ieri la testimonianza della Mocquant che ha dichiarato: «Giorni prima del ritrovamento della ragazza che occupava la casa proprio a fianco alla nostra (di proprietà dei fratelli di mio marito), avevamo sentito dei rumori, quasi dei rantoli, tant'è che pensavamo ci fosse una persona anziana in precarie condizioni di salute. Non avevo mai visto nessuno in casa – ha aggiunto la donna – ma ero certa che fosse abitata solo di recente. Le due case sono divise da un muro di cinta. Dalla mia abitazione vedevo le finestre della camere da letto dell’altra che rimanevano sempre chiuse. Un giorno però, notai dalla parte del mio giardino della spazzatura tant'è che pensai di andare a contestare la cosa ai nuovi vicini. Mi avvicinai e trovai dei foglietti di carta con su scritto: «Sos», «Aidez moi» (aiutatemi). Mi preoccupai. Non avevo mai sentito nessuno chiedere aiuto. Chiamai la polizia. Quando un agente bussò alla casa, una donna si affacciò alla finestra. Non mi sembrava denutrita – ha sottolineato la teste – ma molto trasandata. Mi avvicinai e in francese mi disse di essere stata sequestrata dal fratello che voleva escluderla dall'eredità dopo la morte della madre».

Il resto è storia nota. Il processo è stato rinviato al 25 novembre giorno in cui si deciderà quando fissare l'audizione del teste principale che è anche parte lesa al processo.




La francese segregata all'Ortobene: «Era in pessime condizioni»

© La Nuova Sardegna, di Kety Sanna, 20 febbraio 2015

La francese segregata all'Ortobene: «Era in pessime condizioni» In aula il perito ha spiegato come aveva trovato la donna: «Stava male sia dal punto di vista fisico sia psichiatrico» © La Nuova Sardegna, di Kety Sanna, 20 febbraio 2015

Nuoro - È stata un'udienza veloce quella che si è tenuta ieri mattina davanti al giudice monocratico Mariano Arca che vede sul banco degli imputati un medico francese, esponente di Scientology, accusato, insieme ad altre tre persone di aver sequestrato una donna in una casa del monte Ortobene.

Una vicenda che risale al gennaio del 2008, quando la polizia scoprì una "casa prigione" a qualche chilometro dalla città, in cui Martine Boublil, 51 anni, origine tunisina ma di nazionalità francese, ex adepta di Scientology, veniva tenuta segregata in condizioni di assoluta precarietà igienica.

Responsabile, secondo l'accusa (pubblico ministero Andrea Schirra), sarebbe il fratello della vittima, Claude Boublil (difeso dall'avvocato Pasquale Ramazzotti) e altre tre persone che il medico affermava aver incaricato per prendersi cura della donna: Marie Claude Decouduh, cittadina francese di 46 anni, Rachid Hassereldith Kabbara e Juline Quyrou, di 21 anni, difesi dagli avvocati Antonio Careddu e il collega Pilerio Plastina (del foro di Milano). Martine Boublil era stata trovata rinchiusa in una villetta, denutrita in una stanza piena di rifiuti.

Ieri in aula la deposizione del medico legale Vindice Mingioni, consulente del pubblico ministero e unico teste dell'udienza, che ha descritto le condizioni in cui trovò la donna una volta che venne trasportata in ospedale.

«Quando visitai la signora in una stanza del Pronto soccorso - ha sottolineato - era già stata lavata ma le sue condizioni erano a dir poco disastrose, sia dal punto di vista fisico che psichiatrico. Chiedeva in continuazione cibo e bevande».

Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia, e confermata poi anche dal fratello, la signora Boublil era arrivata a Nuoro verso la fine del mese di dicembre 2007. Il medico aveva sostenuto che la sorella, che soffriva di gravi patologie psichiatriche, era stata condotta in città per aver la possibilità di essere meglio sorvegliata. Da qui la tesi dei difensori del dottor Boublil e dei presunti "carcerieri" atta a dimostrare che la condotta degli imputati non poteva essere riconducibile al sequestro di persona.




Segregata al Monte, nuovo teste - In aula la psichiatra intervenuta: «La donna era molto agitata»

© La Nuova Sardegna, 5 giugno 2015

Nuoro. «Ho visitato la signora, era piuttosto agitata, non accettava terapie, per questo siamo stati costretti a disporre un trattamento sanitario obbligatorio. Diceva di essere stata rapita e tenuta prigioniera in una casa al monte Ortobene, diceva che il rapimento era stato ordinato dal fratello, componente di Scientology in Francia, perché aveva ottenuto un notevole lascito ereditario e i fratelli stavano cercando di farla passare per pazza per appropriarsi del denaro. A quel punto noi non sapevamo se era nel pieno di un delirio paranoico o no. Certo è che non stava bene, per questo l'abbiamo ricoverata in Psichiatria».

Ci sono voluti ben sette anni tra indagini, udienze e snervanti rinvii, ma alla fine, ieri mattina, attraverso la deposizione di una psichiatra nuorese è entrato nel vivo il processo che vede un medico francese ed esponente di Scientology, a processo insieme ad altri tre connazionali con l'accusa di aver sequestrato Martine Boublil, 51 anni, origine tunisina ma di nazionalità francese, ex adepta di Scientology.

A processo, con l'accusa di sequestro di persona, c'è il fratello Claude Boublil, difeso dall'avvocato Pasquale Ramazzotti, medico e noto esponente di Scientology a Parigi. Con lui, con la stessa accusa, sono finite a giudizio anche altre tre persone che erano state incaricate dal medico di prendersi cura della sorella: Marie Claude Decouduh, cittadina francese di 46 anni, Rachid Hassereldith Kabbara e Juline Quyrou, di 21 anni, difesi dagli avvocati Antonio Careddu e il collega Pilerio Plastina. Il medico francese, dal canto suo, sin dall'inizio aveva spiegato alle forze dell'ordine che lui, la sorella, non l'aveva affatto segregata, ma che il soggiorno nella casa del monte Ortobene, consentiva soltanto una migliore sorveglianza della donna, che soffriva di gravi disturbi psichiatrici. Le due versioni di accusa e difesa sono, dunque, contrapposte, come spesso succede.

La testimonianza di ieri, resa dalla psichiatra nuorese che era intervenuto subito dopo la scoperta della donna al monte Ortobene, è stata importante per ricostruire meglio le condizioni di salute della francese diventata poi parte offesa nel processo.

«Era agitata - ha raccontato la psichiatra - diceva di essere stata rapita e segregata al monte Ortobene, ma non riuscivamo a capire se si trattava di un delirio. Disposi il ricovero per precauzione, e avvisai primario, dottor Giraldi. La signora continuava a raccontare di essere rimasta legata a una sedia per diversi giorni, al monte Ortobene, e di essere stata nutrita solo con scatolette».

Il processo riprenderà a settembre: in quella occasione verranno sentiti altri quattro psichiatri della difesa ed è stata citata anche la persona offesa che tuttavia da almeno tre udienze non si riesce più a trovare. È tornata in Francia, ma finora non ha ancora ricevuto la notifica relativa alla sua chiamata a deporre in udienza. (v.g.)

 
 
 
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