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«Vogliono schedarci»
 
Di Giordano Giommoni.
 
Tratto da Il Gazzettino di Venezia, Domenica 29 Marzo 1998, pag. 16.
 
 
Appartenenti all'ARIS denunciano alla Procura il tentativo da parte di anonimi di prendere informazioni personali nei loro confronti. L'elenco dei testimoni e la speranza di un processo.
 
 
Come ai vecchi tempi, quando prima di assumere una persona le società chiedevano informazioni personali ai vicini di casa. Solo che in questo caso, secondo le denunce presentate alla Procura, la questione è molto più delicata. Un tentativo, nascosto, di schedare i "nemici", quelli che la pensano in modo diverso. Le "vittime" sarebbero Dino Michieletto, 58 anni, di Mestre e Milena Bolgan, 61 anni, di Mira. Entrambi componenti del Direttivo dell'ARIS, l'Associazione di ricerca e informazione sulle sètte. I due, come detto, si sono rivolti alla Procura per una serie di fatti che, se confermati, hanno dell'incredibile. Da anni Michieletto e la signora Bolgan lottano, alla luce del sole, contro le sètte. Il primo è ormai di casa nei vari tribunali del nostro paese, come imputato, come testimone, o come accusatore nei processi che riguardano Scientology.
 
Nella sua denuncia [contro ignoti] Michieletto fa nomi e cognomi di persone che lo conoscono o che abitano nelle vicinanze della sua abitazione che in questi ultimi mesi hanno ricevuto telefonate anonime che avevano tutte un unico fine: scoprire qualche punto debole dell'uomo. Le domande vanno dalla richiesta dell'indirizzo e del numero telefonico della casa di Michieletto ad altre più delicate come le sue eventuali proprietà e vendite immobiliari, come vive, come si mantiene, chi frequenta. Qualche interlocutore si spinge anche più in là definendolo un "delinquente" e un "antireligioso".  [1] 
 
Per la Bolgan la situazione cambia poco. «Stiamo cercando delle prove sul conto della signora per portarla in tribunale», ha detto uno via ifilo ad una vicina di casa della Bolgan. Ed un altro ha affermato che la donna sta commettendo dei crimini contro la sua religione. Un altro ancora ha chiesto informazioni sulla figlia della signora.
 
Nelle denunce la lista di nomi di persone contattate da questi fantomatici detecitve è piuttosto sostanziosa. Tutto questo sembra non intaccare l'imperturbabilltà delle due "vittime". Michieletto, che nei giorni scorsi, secondo un comunicato stampa di Scientology, sarebbe stato denunciato per diffamazione  [2]  si è limitato a dire: «Non credo molto a questo comunicato, ma se veramente Scientology mi ha denunciato per me è una opportunità unica da sfruttare in tribunale».
 
 
 
Note
 
[1] Segnaliamo a scopo informativo che Scientology, nell'edizione italiana della sua pubblicazione principale (Freedom Magazine, da noi "Diritti dell'Uomo - La Voce della Chiesa di Scientology"), cita spesso l'ARIS. Recentemente, parlando di una presunta «campagna di intolleranza che si protrae senza sosta da circa 18 anni» da parte di quest'ultima (Numero 14, Vol. 11, anno 1999), definisce l'ARIS «una associazione dedita alla propaganda terroristica antireligiosa», e l'accusa in sostanza di «attacchi di impronta nazista contro religioni in Italia» (Numero 10, Agosto 1996. L'articolo - imperdibile per quanti sono interessati alla stampa di Scientology - è per lo più dedicato al membro dell'ARIS Ennio Malatesta, all'avvocato e studioso Michele Del Re e al parlamentare Luciano Violante, critico verso Scientology).
 
L. Ron Hubbard, nella sua copiosa produzione, etichetta sovente quanti esprimono riserve su Scientology come "esseri degradati" e "persone soppressive". «Non si trovano persone critiche verso Scientology che non abbiano un passato criminale», insegnava agli affiliati, «più e più volte ne abbiamo avuto la prova» (HCOB del 27 Agosto 1987, originariamente pubblicato come articolo in Ability 199, nel 1967, citato in Mario Di Fiorino, L’illusione comunitaria, Moretti e Vitali, Bergamo, 1998, p. 102).
 
Non possiamo non rimandare il lettore alla sezione Le Molestie ai Critici, e in particolare qui e qui.
 
[2] Il 9 Luglio 1999, la querela di Scientology è stata archiviata dal Tribunale Civile e Penale di Venezia. Per approfondire, vedi qui.
 
 
 
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