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WISE e la "tecnologia amministrativa" sviluppata da L. Ron Hubbard

Un lettore di Allarme Scientology che desidera restare anonimo, ex scientologist di alto livello ed ex utilizzatore della "tech amministrativa" di L. Ron Hubbard, mi ha inviato le sue riflessioni sull'uso in azienda della "tech" hubbardiana. Dicembre 2008.

 



In questo saggio cercherò di parlare nel dettaglio sia di WISE che della cosiddetta "tech amministrativa" sviluppata da L. Ron Hubbard.


Che cos'è WISE

WISE (World Institute of Scientology Enterprises) è un'associazione di scientologist che operano o intendono operare nel mondo degli affari, utilizzando, divulgando e promuovendo l'utilizzo dei principi che sono alla base della cosiddetta "tecnologia amministrativa" sviluppata da L. Ron Hubbard. Con il termine "tecnologia amministrativa" si è soliti riferirsi all'insieme di filosofie, tecniche e principi manageriali che Hubbard sviluppò per la gestione delle chiese (org) di Scientology. Alcune delle filosofie, tecniche e principi che Hubbard concepì originariamente per la gestione ottimale delle chiese di Scientology, infatti, potrebbero essere usati per la gestione di gruppi di persone come, per esempio, la gestione di un'impresa. La tecnologia amministrativa di Scientology, che approfondirò meglio in seguito, è un insieme molto vasto di dati ed informazioni che spaziano da come dovrebbe essere organizzato un gruppo, al modo di gestire l'etica al suo interno, ai modi migliori per comunicare tra individui, al controllo statistico dei risultati, ecc.

Lo scientologo che abbia un'azienda o che operi in qualche misura all'interno del mondo degli affari come professionista, manager o imprenditore, viene stimolato ad associarsi a WISE.

Detta associazione permette al socio di partecipare ad eventi dove responsabili di WISE spiegano come utilizzare al meglio la tecnologia di Hubbard per i propri affari; consigliano azioni vincenti circa il suo utilizzo e come promuoverla efficacemente tra i propri amici e colleghi (rientra infatti tra gli obblighi dell'associato WISE quello di promuovere l'espansione di Scientology), e riceve riviste e materiale informativo circa l'utilizzo migliore di tale tecnologia nella propria impresa.

Uno scientologo quindi si associa a WISE principalmente per i seguenti motivi:

  • Perché vorrebbe utilizzare la tecnologia amministrativa di Hubbard nella sua professione o impresa in quanto la ritiene utile per il proprio successo;
  • Perché vorrebbe contribuire maggiormente all'espansione di Scientology diffondendo i principi di Hubbard nel mondo degli affari;
  • In parte perché viene stimolato dai responsabili locali di WISE e delle chiese di Scientology a farlo.


La struttura di WISE

In base alla descrizione data sopra, WISE parrebbe essere un club o una normale associazione imprenditoriale o di categoria come ce ne sono tante, dove gli associati scelgono o eleggono chi si farà carico di fornire ai soci una serie di servizi convenzionati - in questo caso informazioni ed azioni di successo circa il corretto utilizzo della tecnologia di L. Ron Hubbard nel campo degli affari. La struttura di WISE è però un po' più complessa.

WISE infatti è un vero e proprio ente appartenente al management della Chiesa di Scientology. Tutti i suoi responsabili fanno capo alla élite ecclesiastica della Chiesa di Scientology, la Sea Organization. Come tali, essi si occupano principalmente dell'espansione delle attività della chiesa, nello specifico dell'ambito imprenditoriale.

Vediamo quindi che WISE, in sé, si compone di due livelli:

  • I responsabili veri e propri (suoi dirigenti, responsabili e manager) che sono tutti componenti del management della Chiesa di Scientology (Sea Org);
  • Gli associati o soci, che sono invece singoli scientologist che svolgono generalmente un'attività imprenditoriale e che vogliono utilizzare i principi di Hubbard nell'ambito delle loro imprese, e/o desiderano aiutare la promozione dei concetti da lui delineati nel mondo delle aziende.
Potremmo riassumere dicendo che WISE è un ente che ha lo scopo di portare avanti gli interessi della Chiesa di Scientology nel mondo degli affari, principalmente in tre modi:
  • Facendo sì che la tecnologia gestionale e i principi etici sviluppati da Hubbard vengano diffusi e promossi ampiamente dai suoi associati presso la comunità imprenditoriale;
  • Creando occasioni di proselitismo nei confronti di manager, professionisti, imprenditori e loro dipendenti che, una volta introdotti ai fondamenti della "tecnologia di management" di Hubbard, vengono in seguito invogliati a proseguire gli studi di Scientology diventando a tutti gli effetti membri della chiesa;
  • Assicurandosi che le attività degli imprenditori e dei professionisti legati a Scientology mai, in alcun modo, possano ledere gli interessi della Chiesa di Scientology stessa.
L'affiliazione della maggior parte degli scientologist/imprenditori permette a WISE di svolgere un ruolo che non sempre è pubblicizzato ampiamente presso i soci: mantenere un certo controllo sui propri membri. Parte dei compiti di WISE, infatti, è disincentivare tentativi da parte di imprenditori scientologist di "condurre attività e affari" utilizzando la rete di contatti e gli spazi fisici delle chiese di Scientology. A modo di vedere del movimento questa rete di contatti e spazi fisici deve essere mantenuta libera da "inquinamenti imprenditoriali e affaristici", ma deve essere utilizzata unicamente per i fini spirituali della religione di Scientology (per esempio non è permesso che uno studente di Scientology che abbia anche un'azienda lasci dei volantini ai suoi colleghi studenti promuovendo i propri prodotti/servizi, oppure che cerchi di assumere un elemento del personale della chiesa per la propria azienda, ecc). In presenza di tali comportamenti, il personale di WISE interviene per "sistemare l'etica" dello scientologo coinvolto.

L'affiliazione a WISE impegna lo scientologist imprenditore a non utilizzare i canali di comunicazione delle chiese per condurre i propri affari, e a non mettere mai in pericolo in alcun modo, con le proprie attività, quelle delle chiese di Scientology.


Comitati Charter

Gli associati più "militanti" di WISE sono chiamati a far parte dei cosiddetti "comitati charter", i quali conducono, per conto di WISE, attività di controllo sui soci (in collegamento con l'"ufficiale di etica" delle chiese di Scientology) per assicurarsi che detti soci seguano il "Codice del Membro WISE" (una sorta di codice morale che spiega che cosa il membro può o non può fare) e, più in particolare, non ostacolino in alcun modo, tramite le proprie attività imprenditoriali o manageriali, le attività della Chiesa di Scientology.


Consulenti aziendali

Un'altra categoria di associati WISE è composta da chi decide di intraprendere la carriera di consulente aziendale professionista. Si tratta di affiliati che firmano con WISE un vero e proprio contratto di licenza al fine di utilizzare la cosiddetta "tecnologia amministrativa" per fornire consulenze e servizi gestionali ad aziende o singoli imprenditori non scientologist. Il contratto dà diritto a utilizzare tale "tecnologia" dietro pagamento a WISE International di una royalty che varia dal 6% al 15% su tutte le entrate derivanti dalla vendita dei servizi.

Lo scopo dei consulenti WISE è aiutare le aziende e gli imprenditori fornendo loro servizi basati sulla tecnologia amministrativa di L. Ron Hubbard.

Riassumendo, quindi, si potrebbe dire che le attività di WISE si concentrino su tre fronti principali:

  • Stimolare gli scientologist esistenti ad associarsi a WISE affinché utilizzino le tecniche di amministrazione di Hubbard all'interno delle proprie imprese;
  • Effettuare un'attività di controllo sui membri della comunità di Scientology attivi nel mondo imprenditoriale affinché non utilizzino i canali delle chiese di Scientology per condurre i loro affari, e le loro attività non arrivino mai a ledere in alcun modo quelle delle chiese;
  • Far sì che i principi di amministrazione sviluppati da Ron Hubbard vengano ampiamente utilizzati nelle imprese, grazie al lavoro dei membri WISE che decidono di intraprendere la carriera di consulenti.
Essendo parte del cosiddetto "management intermedio" della Chiesa di Scientology (per intenderci, quell'entità ecclesiastica della Sea Organization che ha sede a Los Angeles e gestisce le attività di tutti i rami di Scientology), WISE è anche parte integrante della strategia religiosa di Scientology.


Lo schema della struttura di WISE

  1. Responsabili e manager di WISE (parte del Management della Chiesa di Scientology, la Sea Organization);

  2. Membri dei Comitati Charter (associati che esercitano un lavoro di controllo sugli altri membri);

  3. Consulenti WISE (associati che, su licenza WISE, usano la tecnologia di Hubbard come professionisti presso le imprese);

  4. Associati WISE generici (imprenditori, professionisti e manager che vogliono utilizzare o diffondere la tecnologia amministrativa di Hubbard).
Comitati Charter, Consulenti WISE e Associati WISE generici sono gestiti dai Responsabili e Manager di WISE con un unico scopo principale: diffondere ampiamente e al meglio possibile la religione di Scientology e i suoi principi presso la comunità imprenditoriale. Nonostante dal secondo livello in giù i singoli individui non siano parte integrante della struttura della Chiesa di Scientology ma singoli o imprese autonome, tutte quante dipendono dalla supervisione o gestione di WISE con l'obiettivo principale di aumentare il numero di scientologist o, comunque, di potenziare le attività della chiesa.


La tecnologia amministrativa di L. Ron Hubbard

Dovendo affrontare situazioni gestionali di svariati tipi, nel corso degli anni L. Ron Hubbard scrisse e sviluppò numerosi articoli indirizzati ai funzionari delle organizzazioni di Scientology in merito alla loro direzione e gestione. A questi articoli dette il nome di "policy letter" ("lettere direttive"), le quali costituiscono la cosiddetta "tecnologia amministrativa" o gestionale. Raccolte in grandi volumi, detti anche "volumi verdi", esse spiegano, spesso in dettaglio, come deve essere gestita una "org" (o "chiesa") di Scientology.

Tali policy letter toccano quasi tutti i campi della gestione di un'organizzazione o azienda: da come commercializzare i propri prodotti o servizi a come istruire una persona appena assunta; da come riuscire a capire se un dirigente non sta lavorando bene a come devono essere le comunicazioni che vanno da un dipartimento all'altro, ecc.; insomma, esse costituiscono un campo di studio piuttosto vasto e, mi permetto di dire, affascinante per il neofita che si affacci all'argomento.

Hubbard, checché se ne dica e per quanto la sua figura resti per certi aspetti controversa, era indubbiamente dotato di una certa capacità di: a) semplificare procedure complesse nei suoi passaggi intermedi e b) comunicare in modo da rendere affascinanti anche argomenti per così dire noiosi, come potrebbero essere la fatturazione o la gestione delle comunicazioni.

In Italia il termine "Administrative Technology" (usato negli USA per definire l'insieme delle policy di Hubbard) è stato tradotto come "Tecnologia Amministrativa", ma si tratta di una traduzione scorretta. Infatti chiunque in Italia si intenda un minimo di management sa bene che nel gergo comune "amministrativa" si riferisce ad attività in area amministrativa, cioè quell'area aziendale che si occupa di fatturazione, incassi, fornitori e contabilità. Probabilmente avrebbe reso meglio l'uso di "Tecnologia di Management" o "Tecnologia Manageriale" piuttosto che "tecnologia amministrativa", definizione che alla maggior parte del personale di un'azienda fa pensare a qualche tecnica per fare bene la prima nota.


La tecnologia amministrativa di Hubbard funziona?

Domanda da un milione di dollari a cui non è nemmeno facile dare risposta. La cosiddetta "tecnologia amministrativa" si compone di migliaia di articoli che coprono le più svariate situazioni aziendali ed organizzative. Alcuni di quegli articoli furono scritti da Hubbard nei primi anni '60 e mai più modificati, altri negli anni '70, altri ancora negli anni '80. Alcuni di essi cercano di fornire principi manageriali generali (del tipo "è più facile gestire un'azienda se si effettuano delle misurazioni statistiche sul suo andamento" o "se si vogliono avere dei clienti bisogna effettuare numerose attività promozionali", ecc.), altri ancora scendono nel dettaglio e forniscono vere e proprie procedure applicative (del tipo: "il modo esatto per lanciare un nuovo prodotto sul mercato è il seguente: 1, 2, 3, 4 , ecc."), altri ancora si riferiscono a situazioni sperimentate nelle chiese di Scientology di tutto il mondo e forniscono la soluzione che Hubbard a suo tempo aveva trovato. Va da sé che, trattandosi di un corpo di conoscenza così vasto, non è possibile fornire una risposta che contempli tutte le situazioni.

Visto però che tali principi gestionali e procedure applicative costituiscono il principale sistema di gestione delle organizzazioni di Scientology è possibile, osservando l'andamento di queste ultime, dedurre se siano più o meno funzionali. Guardando la situazione delle organizzazioni di Scientology a livello mondiale, e fermo restando che la mia sarà certamente una valutazione soggettiva, è possibile in modo induttivo farsi un'idea della maggiore o minore funzionalità dei principi che costituiscono la tecnologia amministrativa di Ron Hubbard. Analizzando la cosa in tal modo si potrebbe dedurre che:

  • La tecnologia relativa alle PR (Pubbliche Relazioni) è pessima o inadatta ai nostri tempi (se ne ottiene la prova digitando la parola "Scientology" su Google). A livello internazionale Scientology soffre di un grave problema di relazioni pubbliche che non può essere ascritto, come fa la chiesa, unicamente alle attività dei suoi nemici;
  • La tecnologia relativa alla gestione del personale funziona in alcuni ambiti, mentre in altri ottiene risultati pessimi:
  • Funziona come attività di motivazione a breve termine per fare entusiasmare le persone;
  • Funziona quando permette di identificare persone o manager che, potremmo dire, non condividono più lo scopo del gruppo o non sono più adatti alla posizione che svolgono;
  • Non pare funzionare per quel che riguarda il benessere del personale e il ricambio che ne consegue. Nelle organizzazioni (chiese) di Scientology il turnover del personale è certamente piuttosto elevato; anche se va detto che il personale è formalmente inquadrato come personale ecclesiastico, quindi quasi a livello di volontariato, resta sottopagato e ha serie difficoltà a mantenere uno standard di vita adeguato (negli USA, per esempio, non ha alcuna copertura assicurativa). Esistono poi numerosi casi di ex collaboratori di Scientology fortemente critici verso il modo in cui sono stati gestiti all'interno dell'organizzazione (vedi Internet). Scientology, intesa come organizzazione, trarrebbe sicuramente grande beneficio dalla messa in funzione di un singolo strumento quale è la "certificazione etica".
La tecnologia relativa al marketing, fermo restando quanto detto al punto a) circa le PR, ha un certo tipo di funzionalità in quanto Scientology è in grado di fare nuovi adepti/acquisire nuovi clienti su base regolare. Possiede inoltre una buona capacità di rimanere in contatto con i clienti passati e presenti che le permette, di tanto in tanto, di riattivare chi era inattivo. Esistono però numerosi sprechi di marketing dovuti ad attività non più al passo con i tempi (scrivere lettere a mano, inondare di riviste che in molti casi vengono cestinate, ecc.), ma nel complesso il sistema di marketing funziona per creare persone qualificate pronte ad acquistare i servizi che vende.

Il "customer service" o "customer support" (assistenza post vendita) è assente o quasi. Fallimenti nel conseguimento del risultato promesso al cliente vengono spesso gestiti addossando a questi ultimi la colpa per il malfunzionamento, o indicandogli che "egli non ha raggiunto il risultato sperato a causa di ulteriori difficoltà che potrà risolvere solamente comprando altri servizi". Sicuramente un peccato per un'organizzazione che, almeno inizialmente, ottiene un certo entusiasmo da parte del neo adepto o nuovo cliente.

La vendita, nonostante alcuni critici sostengano sia troppo "dura" per gli standard e la cultura europea, in generale funziona in modo piuttosto efficace. Prova ne sia il fatto che Scientology incassa regolarmente denaro proponendo idee, speranze e servizi intangibili, piuttosto che prodotti materiali.

Il sistema gestionale in uso ha il suo plus nel mantenere un forte controllo sull'organizzazione tramite statistiche, organigrammi, sistemi di rapporti e programmazione, tutte attività, queste, che possono indubbiamente fornire giovamento all'imprenditore che decida di utilizzarle; ma ha il suo minus nell'essere un sistema troppo rigido, piramidale e burocratico rispetto a quanto richiesto dai tempi moderni. In particolare, il rapporto tra chi effettivamente produce un servizio che sia di giovamento al cliente e chi gestisce l'organizzazione è troppo sbilanciato verso questi ultimi, creando un'organizzazione rigida e, molto spesso, burocratica.

Una simile analisi, che ovviamente è legata al punto di vista soggettivo dell'autore, evidenzia dunque come alcuni dei principi della tecnologia amministrativa di Hubbard siano brillanti e utili, e possano portare giovamento all'imprenditore o manager che decida di utilizzarli, mentre altri siano potenzialmente problematici. Come in tutte le cose una grande differenza la fa il buon senso di chi decida di utilizzare tali concetti, che infatti nello studiare o provare ad applicare la tecnologia di Hubbard dovrebbe avere una "mente aperta" a sufficienza da capire che: «certo, questa è una buona idea ed è giusto che la metta in pratica», oppure: «assolutamente no, questa cosa poteva essere una buona idea nel 1965, ma oggi non si dovrebbe fare...».

Al consulente WISE (cioè quell'associato che ha firmato un contratto di licenza per vendere ad altri imprenditori le procedure e i principi di Hubbard dietro pagamento di una royalty sulle vendite) sfortunatamente non è sempre permesso utilizzare il buon senso di cui sopra. Egli è infatti assoggettato a un forte controllo tecnico da parte della struttura ecclesiastica di WISE, uno dei cui scopi principali è il mantenimento della purezza delle tecniche manageriali di Hubbard (parificate a dottrina religiosa), indipendentemente dal fatto che siano state ideate per il 1957 o per il 1986; modificarle, adattarle o in qualsiasi modo alterarle è spesso considerato un "crimine ecclesiastico" e viene disincentivato dalla stessa WISE e dai suoi funzionari, oltre che dai funzionari delle chiese di Scientology. Ciò fa sì che il consulente WISE che decida di utilizzare i principi di Hubbard nella consulenza che vende alle imprese finisce quasi sempre per duplicare, in piccolo, sia i benefici che i guasti della struttura più vasta di Scientology.


Dove sono i casi di successo?

Un altro modo meno soggettivo per condurre un'analisi sulla funzionalità della tecnologia amministrativa di Hubbard consiste nel verificare chi, applicandola, sia riuscito a costruire una grande azienda.

Analizzando il panorama imprenditoriale italiano ci si rende conto che tra le imprese associate a WISE LINKARE ULTIMO ANNUARIO DISPONIBILE non figurano aziende note o comunque leader nel proprio settore.

Viene quindi da osservare che probabilmente, nonostante io non metta in dubbio la funzionalità di alcune sue parti, questa tecnologia sia più che altro utile allo scientologo medio per rimanere in qualche modo legato a principi che ammira ed apprezza (quelli relativi alla religione di Scientology) ma non costituisca necessariamente uno strumento che lancerà imprenditore e impresa nel gotha del suo settore.

Altra analisi utile sarebbe la percentuale di singoli scientologist appartenenti alla classe medio alta e/o che hanno elevate disponibilità finanziarie. Una tecnologia che promette prosperità dovrebbe appunto produrre individui che dispongano di una certa capacità finanziaria. Ma nonostante i giornali a volte parlino di questo o di quell'attore, un'analisi del popolo più vasto di Scientology (automobili possedute, standard di vita, presenza o assenza di situazioni debitorie) evidenzia come la maggior parte degli scientologist rientri né più né meno nella normale curva sociale della distribuzione della ricchezza, contraddicendo il fatto che tale tecnologia gestionale dovrebbe aprire la porta alla prosperità. Chi non fosse d'accordo con questa mia affermazione potrebbe semplicemente frequentare per un mese una chiesa di Scientology così da rendersi conto personalmente della reale prosperità dei suoi membri.

A volte lo scarso successo finanziario di uno scientologo o di un associato WISE viene attribuito - o giustificato - sostenendo che egli non sta realmente applicando fino in fondo le tecniche che gli vengono insegnate. Senza voler fare di tutt'erbe un fascio obietterei che più che una verità sembra una giustificazione associata a un concetto piuttosto vecchio di customer care che Scientology (e WISE) in questo caso trasmettono ai propri membri. Poiché i servizi di Scientology sono a pagamento (esiste un sistema di "donazioni fisse" per ogni servizio), il mancato successo di chi ha ricevuto il servizio non dovrebbe essere addebitato all'individuo stesso, ma alla mancanza di perizia del personale tecnico dell'organizzazione (se io faccio un corso di inglese e, al termine, non sono in grado di esprimermi quanto meno a livello di base, l'azienda generalmente è disponibile a risarcirmi o comunque a rimediare alla mancanza di risultati).


Cosa funziona?

Poiché il mio vuole essere un saggio equilibrato, ritengo opportuno spezzare una lancia in favore di alcuni aspetti della tecnologia amministrativa di Scientology che a mio parere innegabilmente funzionano e forniscono dei benefici a chiunque decida di utilizzarli:

  • Il concetto di responsabilità che viene istillato ("TU sei responsabile della tua condizione") toglie all'individuo o all'imprenditore la possibilità di giustificarsi e lo porta ad essere più efficace;
  • La filosofia generale di Scientology induce al buonumore e allo sviluppo di un atteggiamento mentale positivo, piuttosto che negativo. Questo inevitabilmente aiuta nell'attività;
  • Il sistema di controllo statistico (una delle basi della tecnica amministrativa di Scientology è il fatto che ogni dipartimento dell'azienda deve essere soggetto a controllo statistico, vale a dire che le sue prestazioni vengono misurate regolarmente nel corso del tempo) spinge ogni manager ad incrementare la propria produttività;
  • Il concetto di "responsabilità della funzione" è utile in quanto permette al manager di "costruire" dei responsabili intermedi stabili e che si assumano le responsabilità del proprio lavoro, piuttosto che lasciare fluire i problemi verso l'alto;
  • Il concetto di "etica personale" inteso come "se da manager hai dei comportamenti poco etici o che ti distraggono a livello personale, del tipo droghe, donne, ecc. sarai meno efficace...", aiuta a creare manager più stabili che hanno meno distrazioni;
  • La ricerca del miglioramento continuo a livello personale aiuta l'individuo ad avere un sistema di auto-correzione, di ricarica, di analisi dei propri dilemmi etici, ecc. In un mondo del lavoro come quello odierno, molto esigente sul piano personale, questo fattore sicuramente aiuta;
  • Lo studio costante dei materiali di Hubbard fornisce una casistica enorme di riflessioni riguardo alla vita, a quello che potrebbe far perdere entusiasmo e produttività e, come tale, un imprenditore che studi regolarmente tali materiali ha tantissime idee che potrebbe utilizzare per uscire da situazioni difficili o che non riesce a comprendere.
Lo scientologo, in generale, è una persona decisamente ottimista e come tale è capace di trasmettere all'imprenditore entusiasmo e carica positiva, e di solito i consulenti WISE non fanno eccezione. Si può quindi vedere come i punti di cui sopra, uniti all'assistenza di un consulente WISE, possano fornire a un imprenditore o manager non scientologo una serie di vantaggi innegabili, almeno nella fase iniziale. Ma tali vantaggi, per il modo stesso in cui WISE è strutturata, per l'imprenditore o il manager hanno un costo, non solo economico, che sebbene all'inizio non sia chiaramente manifesto con il tempo comincerà inevitabilmente a concretizzarsi.


Uno scopo non rivelato che apre un problema di ordine morale

Dal punto di vista etico un consulente, a prescindere dalla sua appartenenza politica o religiosa, dovrebbe avere come interesse primario il successo del suo cliente. Il consulente WISE, essendo un consulente direzionale, dovrebbe sottostare né più né meno a questa regola che guida qualsiasi consulente. In altre parole, nel fornire servizi basati sui principi manageriali delineati da Hubbard dovrebbe curarsi principalmente e unicamente del successo dell'imprenditore/cliente, dei suoi fatturati, dei suoi utili, del suo benessere imprenditoriale.

Il problema però insorge quando WISE tenderà in ogni modo a far sì che il consulente METTA AL PRIMO POSTO L'INTERESSE DELLA CHIESA DI SCIENTOLOGY, il proselitismo e l'incremento di membri e fatturati di Scientology. E lo farà, essendo WISE parte del management della Chiesa di Scientology.

Con questo non voglio dire che il consulente, nel suo rapporto con l'impresa cliente, metta sempre e comunque al primo posto il proselitismo per Scientology. Nella maggior parte dei casi il consulente non è stupido (né disonesto) e cerca di creare risultati tangibili per il cliente ma, fermo restando quanto appena detto, la pressione esercitata su di lui da WISE e dai funzionari della Chiesa di Scientology affinché proselitizzi è certamente molto forte. Si viene perciò a creare una sorta di conflitto di interessi: il consulente viene premiato dal mercato se si concentra sulla creazione di risultati economici tangibili per l'imprenditore e i clienti. Viene invece premiato da WISE e da Scientology quando crea risultati tangibili (sotto forma di adepti e denaro) per la Chiesa di Scientology. Ed è in tale conflitto di interessi che, a mio avviso, risiede la principale difficoltà per l'operatività del consulente WISE, che resta pur sempre e soprattutto un seguace della Chiesa di Scientology, «Unica speranza per l'umanità».

WISE mette al centro e al di sopra di tutto la purezza e l'inalterabilità delle procedure di Hubbard e l'interesse della Chiesa di Scientology, mentre il mercato (cioè le imprese che andranno ad acquistare quei servizi) vorrebbe, giustamente, che fosse il suo interesse ad essere in primo piano. Spesso questa situazione mina in modo marcato l'efficienza del consulente che operi su licenza WISE. Quand'anche "dimenticasse" di fare primariamente gli interessi di WISE e di Scientology piuttosto che quelli del cliente, prima o poi la struttura di controllo di WISE "arriverebbe sulle sue tracce" e cercherebbe di portarlo ad avere una condotta "più etica" (ovviamente nei confronti di Scientology). Inoltre, se il consulente WISE dovesse rendersi conto che uno dei principi di Hubbard non è la cosa migliore per il suo cliente e dovesse quindi preferire l'uso di tecniche manageriali diverse o di altri autori, la chiesa di Scientology potrebbe accusarlo di avere "corrotto la purezza" della tecnologia di Hubbard (cosa per la quale sono previste sanzioni disciplinari, sia per il consulente WISE che per lo scientologo non associato a WISE).

Dunque un imprenditore che decida di rivolgersi ad un consulente WISE potrebbe, dopo rapporti iniziali con risultati anche incoraggianti, trovarsi a vivere situazioni di questo tipo:

  • Iniziare a subire pressioni per cominciare a frequentare una chiesa di Scientology;
  • Venire incoraggiato a incontrare un addetto (ministro della Chiesa) di Scientology;
  • Vedere che ad alcuni dei suoi collaboratori o dipendenti sono stati venduti o regalati libri di Scientology con il fermo consiglio di leggerli al fine di auto migliorarsi;
  • Vedere che alcuni dei suoi collaboratori o dipendenti sono stati invitati a partecipare a servizi della Chiesa di Scientology.
Intendiamoci, niente di tutto ciò rappresenta una violazione della legge. Quello che però si tiene a far notare è che il consulente WISE, proprio per il modo stesso in cui WISE è strutturata, si presenta all'azienda con un evidente conflitto di interessi. La struttura di WISE e i suoi modelli associativi portano a una strana commistione di business e religione sulla quale, almeno a mio modo di vedere, non c'è nulla da obiettare sul piano legale, ma è certamente molto opinabile sul piano etico.


Il controllo (o l'influenza) sulle imprese associate

La sezione appena trattata apre un capitolo interessante, cioè quello del controllo esercitato da WISE (intesa qui come entità facente parte del management di Scientology) su imprese e individui che si associano, o sui consulenti che operano su sua licenza.

Diciamocelo: il concetto di "controllo occulto" suscita un certo timore. Non penso che nel caso di WISE e delle sue relazioni con gli associati si possa parlare di controllo occulto quanto piuttosto di controllo vero, aperto e manifesto.

Per diventare socio WISE si deve firmare un vero e proprio contratto di affiliazione con cui, fondamentalmente, si accettano come valori primari la diffusione dell'etica di Scientology (cioè di tutti quei comportamenti positivi che generano l'espansione di quella religione) e gli interessi di Scientology. Il contratto di associazione non ha valore legale vero e proprio, ma rappresenta comunque un forte impegno morale (un po' come la firma di un ipotetico contratto di associazione con il Vaticano per diffondere nel mondo imprenditoriale i principi del Vangelo).

Inoltre, gran parte del controllo di WISE sui propri membri viene esercitato in virtù del fatto che gli associati, nella stragrande maggioranza dei casi, sono dei seguaci che partecipano con regolarità ai servizi di Scientology. Nel momento in cui dovessero comportarsi in modo non consono all'Etica di Scientology o ai dettami di WISE ne subirebbero il contraccolpo in ambito religioso, in quanto la loro organizzazione di riferimento, su ordine di WISE, potrebbe sospenderli dai servizi spirituali che hanno acquistato. Nel caso in cui l'associato venga meno ai dettami di WISE, infatti, essa stessa o uno qualsiasi dei soci ha l'obbligo dottrinale di presentare un "Rapporto per Conoscenza" all'ufficio di Etica della chiesa di Scientology di riferimento. L'associato sarà quindi convocato da un "funzionario di etica" che cercherà di farlo tornare a ragionare da "buon scientologo"; se il ragionamento o lo studio delle direttive di Hubbard non fosse sufficiente allo scopo si ricorrerà ad un sistema di sanzioni disciplinari via via più stringente che alla fine prevede l'espulsione dal movimento.

È quindi facile capire come sull'associato WISE si venga a creare un sistema dottrinale di incentivi che in qualche modo lo forza a:

  • Gestire la sua attività in modo da non commettere azioni che possano danneggiare le attività religiose della chiesa;
  • Comportarsi in azienda secondo i dettami dell'Etica di Scientology;
  • Fare opera di promozione dei principi di Hubbard e di Scientology.
Per quel che riguarda invece il consulente WISE l'ordine di priorità potrebbe essere più o meno definito in questo modo:
  • Gestire la sua attività di consulenza manageriale alle imprese in modo da non danneggiare le attività religiose della chiesa;
  • Non alterare in alcun modo i materiali originali di Hubbard, che devono essere insegnati puri e inalterati. Non aprirsi a nuovi principi o scuole di management di autori diversi, e non mescolarli assolutamente con i principi di Hubbard (= ortodossia pura nell'erogazione dei servizi);
  • Pagare regolarmente a WISE le royalty dovute;
  • Contribuire attivamente all'espansione di Scientology con operazioni di proselitismo tra clienti e loro dipendenti, o partecipando comunque alle attività che determineranno la sua espansione.
A questo sistema di controllo il consulente WISE potrebbe reagire in vari modi:
  • Il più "militante" eseguirà di buon grado, convinto che così facendo aiuterà "l'unica possibilità di salvezza per l'umanità", vale a dire Scientology;
  • Chi è convinto del valore di Scientology ma è, diciamo così, un po' "inquinato" dalle pratiche manageriali più attuali e funzionali cercherà di adempiere in giusta misura, cercando di cavarsela con un po' di "pubbliche relazioni" con i funzionari della propria chiesa e/o con WISE. In altre parole cercherà di salvare "capra e cavoli" eseguendo gli ordini di WISE anche quando li riterrà sbagliati, ma solo se proprio non ne può fare a meno. Al contempo, quando avrà una accettabile sicurezza di potersela cavare con la gerarchia del movimento userà il dovuto buon senso per favorire il cliente o la propria attività. A questo secondo gruppo appartiene chi ha generalmente una buona esperienza nel settore, ma non vuole perdere del tutto la possibilità di accedere ai servizi di Scientology;
  • C'è poi chi, non tollerando più questo controllo esterno sulla propria attività, metterà quest'ultima al primo posto. Il che lo porterà inevitabilmente a una convocazione da parte dei vari "ufficiali di Etica" di Scientology e di WISE intenzionati a "farlo ragionare" e, di fronte al rifiuto di tornare puro e ortodosso, sarà "scomunicato" o dovrà comunque abbandonare Scientology. Gli appartenenti a quest'ultimo gruppo, anche se costituiscono una decisa minoranza, sono comunque una costante nel mondo sia di WISE che di Scientology. Una ricerca su Internet metterà in evidenza più di un'azienda (o imprenditore) che ha imboccato questa strada (con particolare riferimento ai consulenti con licenza WISE). Questa resta comunque una strada parecchio difficile in quanto gli espulsi (dichiarati "persone soppressive" dalla dirigenza del movimento) subiranno l'ostracismo di familiari (anche stretti), colleghi, collaboratori, dipendenti, amici e conoscenti scientologist (magari anche del medico o del dentista di fiducia) che riceveranno l'ordine di troncare ogni tipo di frequentazione e comunicazione ("disconnessione") con il "dichiarato". Il che si va ad aggiungere all'abbandono forzoso di un sistema spirituale di riferimento che spesso ha costituito la linea-guida per anni, se non decenni della propria vita.
Ciò che di concreto vorrei sottolineare in questa sezione è:

per il consulente WISE, etica di Scientology ed etica del cliente (definita come tutti quei valori aziendali che mettono il proprio cliente e il suo successo al primo posto) non sempre sono compatibili. Nel corso del tempo il consulente, grazie alla struttura associativa stessa di WISE, si troverà a vivere una serie di conflitti di interessi tra ciò che la sua religione richiede e impone, e ciò che invece richiede il mercato.


L'etica di Scientology: un problema di ridefinizione delle parole

Uno degli argomenti certamente più affascinanti dentro Scientology è l'etica. Ogni individuo che si accosti allo studio di Scientology prima o poi verrà istruito sull'argomento, utilizzando i concetti di etica sviluppati da L. Ron Hubbard.

Per uno scientologist il primo approccio con l'etica è decisamente affascinante e premiante. Infatti nella prima fase il neofita apprende che il comportamento basato sulla verità, sull'onore, sull'adesione all'accordo concesso, sul non avere segreti, ecc. è fondamentale per la propria sopravvivenza. Numerose sono le vittorie che il neofita ricava dall'uso di queste procedure. Egli infatti arriva a sviluppare un comportamento migliore, ad avere maggiore auto disciplina, a essere un membro migliore della società. L'etica è una componente fondamentale del mix dei servizi di Scientology. Hubbard ha sostenuto, a mio avviso giustamente, che in mancanza di un buon livello di etica personale l'individuo non riesce ad avere miglioramenti spirituali e la sua vita diventa sempre più complessa.

A questa componente positiva, vale a dire il fatto che l'etica personale è molto importante, all'interno delle organizzazioni di Scientology viene piano piano data una valenza differente, senza che lo scientologo ne prenda veramente coscienza. Quella che all'inizio era solo etica personale (la cui applicazione ha fruttato in molti casi grandi miglioramenti individuali) viene via via sostituita dall'etica di Scientology, cioè quell'insieme di regole e principi che servono a creare un'espansione delle organizzazioni di Scientology.

Per poter procedere sui servizi avanzati, infatti, il seguace di Scientology dovrà fornire sempre maggiori evidenze di tutto quanto fa o sta facendo per garantire l'espansione della sua religione, il mantenimento della purezza della sua tecnologia, la costante aderenza ai principi dettati da Hubbard, ecc. Questo sistema di "premi e punizioni", molto marcato, fa sì che un po' alla volta, e a volte senza rendersene pienamente conto, egli arrivi a ritrarsi da tutto ciò che non appartiene alla sfera di pensiero hubbardiano o che potrebbe cozzare con i principi di Hubbard. Il concetto di etica dello scientologist passa quindi dall'iniziale: «Che cosa hai fatto che TU ritenevi sbagliato?» a un ben diverso «Che cosa hai fatto che Scientology ritiene sbagliato?». E questo passaggio è accompagnato da un lungo elenco di "crimini", "alti crimini", "infrazioni", "atti soppressivi" (cioè negativi) espressamente proibiti al seguace (l'elenco completo di questo tipo di azioni proibite viene riportato nel libro Introduzione all'Etica di Scientology).

Lo scientologo arriva quindi a trovarsi gradatamente assoggettato a un vero e proprio codice morale o codice di comportamento che inizialmente non conosceva e che probabilmente non avrebbe condiviso, ma a cui deve per forza aderire pena la sospensione dai servizi e, nei casi peggiori, la scomunica. Lo scopo di tale codice morale non è più il benessere dell'individuo (se non di riflesso all'espansione di Scientology) quanto l'espansione di Scientology stessa.

Qualsiasi altra etica (l'etica del cliente, l'etica politica, l'etica imprenditoriale, l'etica dei rapporti con la propria famiglia) diventa secondaria rispetto all'etica di Scientology, cioè alla sua espansione. Sia chiaro: non è che l'etica di Scientology promuova azioni criminali, promuove semplicemente se stessa. È però un fatto che nel caso in cui un proprio famigliare o amico sia considerato "nemico" da Scientology, il bravo scientologo dovrebbe mettere al primo posto l'espansione del movimento e, laddove sia reputato giusto dal funzionario di etica, troncare ogni tipo di rapporto con "l'eretico". La stessa cosa dovrebbe essere fatta con i soci in affari contrari a Scientology, i dipendenti ecc. (ovviamente questi sono casi estremi, ma realmente accaduti).

Non voglio giudicare un sistema di credenze né un codice morale. Ognuno, nella misura in cui non danneggia gli altri, ha il diritto di credere in ciò che vuole e di aderire a qualsiasi codice di condotta ritenga opportuno. Quello su cui voglio dirigere l'attenzione è invece il fatto che con il passare del tempo, e spesso senza rendersene conto, il nostro scientologo (associato o meno a WISE) si troverà a dover aderire a un determinato codice morale, quando invece le premesse erano state altre: si passa cioè da un: «È etico fare qualcosa che porti il maggior bene per il maggior numero delle tue "dinamiche" » - vale a dire te stesso, la tua famiglia, i gruppi di cui fai parte, e l'umanità - a un: «È etico fare tutte quelle cose che favoriscono Scientology».

Per il consulente WISE questa ridefinizione del concetto di etica avviene in modo un poco più marcato. Egli, infatti, non solo subisce le pressioni del funzionario di etica della propria chiesa, ma anche le pressioni di WISE e della sua struttura ecclesiastica, la quale vigila affinché si mantenga fedele ai principi dell'Etica di Scientology. E questo, come abbiamo già visto, potrebbe causare un conflitto di interessi nella sua attività.


La perizia del consulente WISE deriva dall'esperienza

Analizzando la scena fin qui descritta, l'immagine che esce del consulente WISE è quella di una persona un po' fanatica o integralista nell'aderenza ai principi di Hubbard, una persona che dà la precedenza a valori quali la diffusione degli insegnamenti e delle dottrine del fondatore creando a volte un conflitto di interessi. Ancora una volta però vorrei sottolineare che la realtà non è mai in bianco e nero, ma contempla una vasta una scala di grigi.

Molto del successo del consulente WISE, come per chiunque altro, dipende dalla sua perizia ed esperienza di azienda. Quello descritto non è perciò uno scenario omogeneo. Il consulente WISE con un'esperienza pregressa importante dal punto di vista imprenditoriale, manageriale o commerciale, sarà molto più efficace (o meno integralista) nell'applicazione dei principi hubbardiani perché, avendo sperimentato in prima persona ciò che in azienda funziona e ciò non funziona, sarà portato a prediligere quei principi più affini a quanto richiesto dal mercato. Mentre il consulente WISE poco esperto in questioni aziendali, avrà qualche difficoltà in più a farlo e tenderà a seguire pedissequamente (per quanto ne capisce) i principi di Hubbard che ha studiato.

Tutte queste figure saranno certamente soggette al conflitto di interessi di cui s'è parlato, ma potremmo dire che il consulente WISE più esperto in business potrà gestire un po' meglio la quantità di "premi e punizioni" a cui viene sottoposto, e saranno sicuramente un po' più buoni anche i risultati che fornirà all'imprenditore cliente. In breve, un buon consiglio per l'imprenditore che voglia avvalersi dei servizi di un consulente è di verificare accuratamente la sua precedente esperienza lavorativa e richiedere e verificare sempre le referenze.


L'ermetismo che non permette di crescere

Avvicinandosi alla fine di questo saggio vengono spontanee anche riflessioni di carattere più generale. Fermo restando il concetto di conflitto di interessi tra esigenze dottrinali/religiose e bontà del servizio offerto, cos'altro frena l'operatività del consulente associato WISE? Che cosa potrebbe renderlo maggiormente efficace?

Come ho rimarcato a più riprese in questo scritto, alcuni consulenti WISE con una discreta esperienza aziendale possono generare buoni risultati per i clienti Cos'altro li frena, oltre al conflitto di interessi che potrebbe venirsi a creare?

Personalmente ritengo che vengano frenati principalmente dal generale ermetismo o, posso spingermi a dire, dall'antipatia che lo "scientologo tipo" sviluppa nei confronti delle altre tecniche esistenti di management e/o di miglioramento personale. Qualsiasi religione tende giustamente a posizionarsi verso i suoi seguaci come una sorta di verità divina, "LA strada" o "L'UNICA strada" percorribile per arrivare alla salvezza o alla redenzione. E in questo Scientology non fa eccezione.

Se questo punto è comprensibile in campo religioso, qualsiasi osservatore attento noterà che applicare una concetto del genere in campo aziendale, un campo ormai codificato scientificamente e basato su fatti concreti piuttosto che mistici o divini (come è tipico della religione), porta al rischio di prendere granchi colossali.

La "tecnologia" amministrativa o gestionale che il consulente WISE eroga ai suoi clienti è considerata, da WISE e da Scientology, alla stregua di una scrittura religiosa (cioè una verità divina), e i consulenti o i funzionari WISE la trattano perciò come l'unica verità, l'unica strada percorribile, mentre tutto il resto - tutte le altre tecniche di management, di gestione o di miglioramento personale - valgono poco o niente, indipendentemente da chi le abbia sviluppate o dal tipo di risultati abbiano ottenuto. Il che rischia di provocare nel consulente WISE - o nello scientologo - un generale ermetismo o ritrosia ad approfondire ulteriori tecniche di management o di gestione aziendale, anche quando non abbia ottenuto i risultati sperati dall'applicazione della "sua tecnologia". Ne consegue che lo scientologo medio potrebbe analizzare il concetto di "produzione snella" - un grande ed indubbio balzo in avanti nelle tecniche di management moderno - come qualcosa da osservare in modo superficiale, poco importante o utile in quanto non scritto da Hubbard; non parte, cioè, di quelle verità a livello semi-divino elaborate dal fondatore di Scientology. Non sto mettendo in dubbio che Hubbard possa aver codificato numerosi dei principi che regolano un gruppo e ne determinano l'efficacia, ma resto convinto che alla lunga un tale atteggiamento di chiusura non permetta l'innovazione o il cambiamento di cui tutti, anche i consulenti WISE, hanno bisogno per "fiorire e prosperare" (e dare risultati al mercato).

Porto due evidenze di quanto sopra, a mio avviso innegabili in quanto direttamente applicate alle tecniche gestionali ancora oggi usate in Scientology:

  • Qual è, oggi come oggi, il costo che Scientology deve pagare per non aver adeguato le sue tecniche di Relazioni Pubbliche a un mondo terribilmente cambiato e in costante movimento dopo l'avvento di Internet?
  • Qual è, oggi come oggi, il costo che Scientology deve pagare per la sua ostinazione a non voler lanciare un programma di "Responsabilità Sociale di Impresa" o di "Certificazione Etica"? (nonostante Scientology non si definisca un'impresa, tale assunzione di responsabilità le porterebbe innegabilmente dei veri vantaggi sotto il profilo delle relazioni pubbliche e, oserei dire, anche dell'espansione).
Insomma, è mia convinzione che trattare i principi di Hubbard quasi fossero una "conoscenza divina" e perciò non rinnovabili o migliorabili o adattabili ai tempi che corrono, sia forse il maggior problema che la struttura di WISE e (di Scientology in generale) si trova ad affrontare in questo momento.


E alla fine, che dire di Scientology? È una cosa buona? È una cosa cattiva? Va fermata? Aiutata? Sostenuta?

Nonostante per molti versi io, in quanto autore di questo saggio, sollevi critiche, non penso che la tecnologia di Scientology sia una cosa totalmente negativa. Sono invece convinto che Scientology possieda alcune tecniche e alcuni sistemi che possono portare un po' di giovamento all'individuo. Sono anche convinto che la maggior parte di chi segue Scientology sia desideroso di migliorare, di trovare risposte, di aiutare il prossimo.

Sono convinto che Scientology, oggi come oggi, soffra di alcuni vizi di impostazione della sua struttura, vizi che minano fortemente quanto di buono in essa c'è, o potrebbe esserci. E sono questi vizi di impostazione della struttura che attirano la maggior parte delle critiche, e provocano e la mancanza di risultati di cui Scientology viene accusata (vedi Internet).

  • La mancanza di una vera responsabilità sociale, fondamentale per un movimento che si prefigge fini religiosi/spirituali;
  • etichettare qualunque fonte critica come "dissenziente", "nemica" o "soppressiva" piuttosto che come un indicatore del fatto che si dovrebbe rivedere il funzionamento dell'organizzazione;
  • la mancata assunzione di responsabilità quando non vi siano stati risultati, o quando il seguace non sia stato pienamente soddisfatto del risultato ottenuto a fronte dei denari spesi;
  • un generale ermetismo o "complesso di superiorità" nei confronti del mondo.
Sono tutti difetti che spesso minano alla base qualsiasi tentativo, seppur genuino negli intenti, fatto per aiutare.

Coprire con una "propaganda interna assordante" o con la star di turno queste magagne è una strategia talmente miope che a volte ci si chiede veramente se in questa organizzazione ci sia qualcuno che si sta davvero occupando della sua gestione.

In conclusione, ognuno è libero di credere a ciò che lo fa sentire meglio con se stesso e con chi lo circonda, anche a Scientology. Motivo di discussione di questo saggio non sono gli insegnamenti o le dottrine di Scientology, né la funzionalità della cosiddetta "tecnologia amministrativa" di L. Ron Hubbard, o la buona volontà dei consulenti che decidono di utilizzarla.

(L'autore di questo saggio in seguito è stato espulso dal movimento).

 
 
 
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