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Furboni galattici

Messa sotto accusa in Francia, Germania, Belgio, è il più controverso e ricco movimento religioso "a pagamento". Sostengono che gli umani sono alieni esiliati sulla Terra da Xenu, imperatore della Confederazione galattica. Infiltrati ovunque, anche da noi, dove hanno ottenuto "credito" dal governo.

Di Roberto Rossi, L'Unità, Anno 86, N. 84, 28 marzo 2009, pagg. 28-31.

 

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Associazione per delinquere, estorsione, esercizio illegale dell'attività medica, truffa. Bandita dal Kazakhstan, messa sotto accusa in Francia, Germania, Belgio, oggi Scientology è forse il più controverso e ricco "movimento religioso" esistente. Tom Cruise, Katie Holmes, John Travolta, Kelly Preston, l'attrice e cantante Juliette Lewis, Priscilla Presley, i musicisti Chick Corea e Isaac Hayes, la lista delle star di Hollywood che la seguono è lunga. Così come le denunce davanti ai magistrati.

In tutta Europa, Italia compresa. Dove Scientology è presente con undici "chiese", oltre 20 "missioni", un fatturato, stimato in difetto, che varia dai 10 ai 50 milioni annui. E un seguito di 5mila persone. Tutti devoti alle parole di L. Ron Hubbard. Uno scrittore di fantascienza che nel 1954 fondò la setta. Con una peculiare teoria: gli esseri umani sarebbero spiriti esiliati sulla Terra dall'Imperatore Xenu, che 75 milioni di anni fa governava sui 26 pianeti della Confederazione galattica. Lo scopo di Scientology è, quindi, liberare dai traumi legati a questa esperienza e recuperare le reali capacità della mente. Attraverso un cammino chiamato "Ponte verso la libertà". Che prevede livelli di "auditing" (33) per raggiungere lo stato di "clear" ("ripulito") e, in seguito, quelli di "OT" ("tethan operante"). Ad ogni livello nuovo materiale. A pagamento. Il culto del denaro è un credo molto in voga in Terra e, come pare, anche nella Confederazione galattica.




Punto "A": "Fare soldi". Punto "B": "Acquisire più soldi tramite stanziamenti per le spese (teoria dei fagioli)". Punto "C": "Non impegnarsi in spese che vadano al di là delle future possibilità di pagare". (...) Punto "J": "Fare soldi". Punto "K": "Fare più soldi". Punto "L": "Fare in modo che altre persone producano così da fare più soldi". Ecco il credo che orienta gli interni di Scientology incaricati di raccogliere fondi. La "policy" dominante delle finanze scritta dal fondatore Ron Hubbard. Sta in documento revisionato e classificato ed è il succo, l'essenza, dell'organizzazione. Una vera e propria multinazionale. Che aggancia il suo pubblico con diverse forme di reclutamento. Molte di queste occulte, tramite una serie di associazioni che operano nel campo della scuola, dell'assistenza ospedaliera, del volontariato, che si insinuano nell'imprenditoria, nella cura delle tossico dipendenze, sponsorizzati anche da istituzioni, sindacati e associazioni di categoria, con i quali firmano contratti per corsi di miglioramento della personalità, di analisi del comportamento. Che altro non sono se non porte. Porte d'ingresso a Scientology.

Gli "studenti" di Narconon "Narconon", ovvero "Non narcolessia", è una di queste. Fa parte di "Able" (Association for Better Living and Education), un'associazione che raccoglieva anche i gruppi "Criminon" ed "Education". Il primo dedicato al recupero di carcerati, il secondo contro l'analfabetismo. Esperienze in parte chiuse in Italia. Al contrario di quella di Narconon. Che si dovrebbe occupare del recupero dei tossicodipendenti. In Italia ne esistono sei: Il Gabbiano (Lecce), Astore (Pesaro), Alfiere (Pesaro), Albatros e Falco (Cosenza) e il Grifone (Catania). Di questi solo il primo, a Nardò in provincia di Lecce, ha avuto un riconoscimento formale dalla regione Puglia nel 2005. Ed è proprio in virtù del riconoscimento pugliese, il 18 luglio scorso, in un incontro organizzato dal sottosegretario con delega alle tossicodipendenze Carlo Giovanardi, Narconon ha acquisito ufficialmente il diritto di parola in un contesto governativo. Una sorta di lasciapassare per la V Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze che si è tenuta a Trieste dal 12 al 14 marzo. C'è voluta un'interrogazione parlamentare (a firma Lenzi) e la presa di posizione di alcune associazioni del settore, come Itaca Italia, per sollevare il caso.

Questo perché Narconon è generalmente considerata fuori da ogni consesso scientifico e istituzionale. Non divulga dati, metodi e risultati. Non si conosce neanche il numero di tossicodipendenti che vi transitano e non è ammessa nel Forum of Civil Society, un coordinamento di 35 grandi associazioni che operano sulle dipendenze costituito dalla Commissione europea. Mentre le altre strutture sono periodicamente controllate e retribuite dallo Stato (con una retta di 45 euro al giorno), Narconon non ha forme di controllo. Vende un presunto programma disintossicante per 20mila euro senza dichiarare il suo legame con Scientology (leggi intervista). Il che è un controsenso. Perché ciò che in effetti si vende, dopo aver fatto superare la crisi di astinenza a colpi di massicce dosi di vitamine e saune (non sono consentite medicine), sono una serie di corsi base per entrare nella setta. "I Narconon - si legge in un documento interno di Able di qualche anno fa - hanno finora sempre fornito un ottimo flusso di studenti per le organizzazioni di Scientology".

Tra ospedali.... La guida che dà suggerimenti sulla "disseminazione", cioè su come avvicinare le persone, è contenuta in un documento dell'"Hubbard Communication Office". Dopo il contatto personale e la vendita di libri, il terzo suggerimento scritto è quello del "contatto da ospedale". "Questo è molto vecchio, non viene quasi mai provato ed è sempre un successo strepitoso", si legge. "Usando un tesserino (...) l'auditor si introduca in un qualsiasi ospedale non settario (...) non dica sulla sul processing (su Scientology, ndr) e dica solo che si vuole occupare dell'anima della gente (...). Non scegliete dei casi in condizioni pessime, inconsci. Puntate sulla corsia di traumatologia e quella di maternità". Che gli ospedali siano un buon centro di reclutamento lo dimostra un accordo siglato, qualche anno fa, tra il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (Ccdu) e la Federazione Europea per il Volontariato "Tuttinsieme", che al Molinette di Torino fa assistenza volontaria.

Ed è proprio il Ccdu una delle associazioni più presenti di Scientology. Sostiene di combattere gli abusi perpetrati dalla psichiatria e per la difesa dei diritti umani. È uno dei fondamenti di Hubbard. La psichiatria, in quanto abuso del diritto umano, è da "eradicare". Uno dei cavalli di battaglia è stata la campagna contro il farmaco Ritalin - usato per la cura dell'Adhd (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), il disturbo da deficit di attenzione e iperattività nei bambini - denominata "Perché non accada". Aveva avuto il patrocinio della Rai, del Codacons e del Rotary club. Il che aveva permesso al Ccdu di tenere lezioni in comunità centri terapeutici e anche scuole pubbliche. ... e Confindustria.

Per l'ingresso in queste ultime Scientology ha un altro canale: l'Applied Scholastics, che promuove nel mondo laico i diversi aspetti della dottrina ma che in realtà vende la "Tecnologia di Studio di Ron Hubbard". Nel 1999 ha avuto l'autorizzazione dal ministero della Pubblica istruzione a formare insegnati tramite l'Ancim (Associazione nazionale centro istruzione moderna) con sede a Castelnuovo di Porto vicino Roma. Sempre l'Ancim ha stipulato qualche anno fa con una serie di comuni del reatino collaborazioni per la promozione della cultura svedese. Ma Scientology si è mossa anche tra le forze dell'ordine. Attraverso il gruppo "Giovani in divisa" che nel 2004 ha creato un progetto con il quale, si legge nel sito, ha aiutato i giovani a "superare esami per accedere in corpi di polizia". L'ultimo di questi progetti è stato a Forlì per la formazione dei Vigili Urbani.

Anche il mondo imprenditoriale non ne è immune. Attraverso la Wise (World Institute of Scientology Enterprises) si cerca di convertire aziende alla dottrina offrendo una finta tecnologia di management e di analisi della personalità sui neo assunti. Ad esempio, attraverso il ramo dell'Hubbard College of Administration, Scientology ha ottenuto contratti con la Confindustria di Siracusa e Ragusa, ma anche un contratto con la società di gestione degli aeroporti di Catania. Si legge nei siti ufficiali che sponsorizzano l'evento: "Si offrono tariffe agevolate con sconti fino al 20% su tutti i servizi offerti dall'Hubbard College of Administration di Catania, ma soprattutto un check-up aziendale gratuito". Che proprio servizi non sono. Sono ingressi. Porte occulte che aprono al mondo di Scientology. Nel quale si entra ma si esce con difficoltà.



Il gruppo
I vip italiani e la struttura dell'organizzazione

Come negli Stati Uniti anche in Italia Scientology ha scelto il mondo dello spettacolo per cercare proseliti. Chi sono? L'attore Aldo Reggiani ne ha fatto parte ma è uscito di recente. Roby Facchinetti dei Pooh ha partecipato ad alcune feste, suonando, ma sembra solo per amicizia. Luca Jurman che ha lavorato ad "Amici". I due attori emergenti Michael Altieri e Jessica Polski nei loro rispettivi siti ringraziano apertamente il movimento. Inoltre: Emanuele Ruffinengo, che ai più dice poco ma è suo lo studio di registrazione Altavox, molto quotato nel''ambiente. Ha anche vinto qualche Emmy. E' molto attivo nel proselitismo tra i suoi clienti. Così come la scuola d'arte fiorentina "Florenceartacademy". >p>La struttura di Scientology è piramidale. Il vertice è a Los Angeles ed è in mano a Davide Miscavige, presidente del Religious Technology center che detiene tutti i marchi. Miscavige è subentrato a Ron Hubbard morto nel 1986, miliardario. Da lui dipendono la Sea Org e la Ias. La prima gestisce e organizza le strategie della setta nel mondo. Si riconoscono dalla divisa, simile a quella degli ufficiali americani di Marina. La seconda si occupa della gestione finanziaria con la raccolta fondi. In Europa Scientology ha due sedi principali. La prima è Saint Hill nel Sussex in Gran Bretagna, la seconda a Copenhagen in Danimarca. Queste due organizzazioni a cascata controllano quelle nazionali.



Sotto inchiesta da Milano a Cagliari

Anche in Italia Scientology è spesso finita sotto inchiesta. Il primo grande processo contro l'organizzazione si celebrò a Milano nel 1988. 33 fedeli della "chiesa" vennero portati alla sbarra per associazione a delinquere. Dopo le prime condanne, ricorsi in Cassazione, la celebrazione di nuovi processi, nell'ottobre del 2000 la parola fine la mette la seconda sezione penale della Corte d'appello, che assolve tutti gli imputati dal reato associativo.

Nel frattempo era già arrivata un'altra condanna. Nel 1993 la Corte d'appello di Bologna, a seguito di una denuncia fatta nel 1987 da un affiliato al centro Dianetics di Modena, condannò cinque soci di Scienology. Il reato contestato, in questo caso, fu abuso della professione medica. A differenza di altri procedimenti iniziati nel corso degli anni, i magistrati non si soffermarono sull'aspetto più o meno religioso di Scientology, ma su precisi reati. Tra questi, appunto, l'abuso della professione medica. Tra le altre cose, nelle varie sentenze, infatti si legge: «Nel prescrivere intense sedute di "sauna", con conseguente pericoloso stato di disidratazione, trattamento proprio di "idrologia medica"; nel somministrare, prescrivere e fornire, senza autorizzazione ministeriale e senza effettivo controllo medico, farmaci (in particolare gluconato di calcio, vitamine del gruppo B) per i quali annunciavano effetti di sviluppo delle facoltà intellettuali dei soggetti, fuori da ogni accertata necessità clinica di ciascun soggetto; nel sottoporre i soggetti a periodici test strumentali, con un apparato elettronico denominato "elettrometro" costituente, in realtà, un misuratore della conducibilità epidermica superficiale (lie-detector) e non già "un misuratore della forza vitale e intellettuale" come reclamizzato (...)» si possono rinvenire i reati di truffa e di abuso della professione medica.

La condanna più pesante, però, è stata comminata dal Tribunale di Cagliari nel 2004. Dopo sette anni di processi il giudice ritenne responsabile di estorsione un socio della Missione Scientology della stessa Cagliari. La vittima era il cugino diciannovenne, che preso dalla disperazione si gettò dalla finestra. In un primo momento la tragedia venne classificata come suicidio. L'inchiesta in seguito fu riaperta. Ci furono intercettazioni telefoniche, perquisizioni, sequestro di documenti. Alla fine il socio Scientology, disconosciuto poi dalla "chiesa", fu rinviato e condannato «perché mediante minacce costringeva ripetutamente» la vittima «a consegnargli varie somme di denaro in contanti per un ammontare complessivo di circa cento milioni di lire».



Un inferno durato 9 anni, ora voglio solo denunciare
La testimonianza, di Roberto Rossi

Non ha più un'auto, soldi, famiglia, amicizie. Ha ancora una vita e se la tiene stretta. A 42 anni Giacomo Sotgia, artigiano di Gorizia, un passato da kick boxer, è tornato ad essere «carne cruda». Lui che aveva sacrificato tutto per seguire le regole imposte da L. Ron Hubbard, che aveva deciso di credere nel "tethan operante", nei super poteri, nella reincarnazione, in livelli di spiritualità talmente elevati da garantire la cura di qualsiasi malattia, che nell'aprile del 1999 aveva deciso di seguire le orme di Tom Cruise, senza sapere che quello sarebbe stato l'inizio della sua fine. Lui, si diceva, è tornato «a respirare aria». «Ho vissuto nove anni di inferno, ma sono fuori». Fuori da Scientology. Di nuovo "carne cruda". E cioè, nella terminologia scientologa, un esterno. Una persona da avvicinare. O, più prosaicamente, un cliente. Un potenziale cliente.

Nonostante la pesante borsa che si porta dietro, Giacomo Sotgia cammina veloce. A Gorizia fa freddo. La denuncia, datata luglio 2008, contro Scientology la appoggia sopra un tavolo di un bar al confine con la Slovenia. In quelle sei pagine dattiloscritte, depositate presso la procura di Pordenone, ci sono dieci anni della sua vita e la sua più grande colpa: «Averci creduto». Se prima viveva per Scientology, tanto da diventare un membro dello staff interno, ora Sotgia, che ha perso oltre 90mila euro, di Scientology ne ha fatto una questione di vita. «Tutti devono sapere». Per questo ha denunciato. Nonostante l'anno scorso, con una transazione amichevole, abbia riavuto 44mila euro. Per questo ha messo in piedi un sito internet dove raccoglie denunce di ex. Di tutti quelli che sono finiti nella rete. Molti. Contattati nei modi più disparati.

Giacomo Sotgia, invece, fu coinvolto nella maniera più comune. «Sono stato portato dentro da un amico». Che lo introdusse alle parole di Hubbard nella "chiesa" di Pordenone. Una delle undici esistenti in Italia (Padova, Roma, Torino, Brescia, Catania, Firenze - riservata alle celebrità - Monza, Novara, Verona e Nuoro). Formalmente l'una indipendente dall'altra e tutte no profit, ma di fatto legate alle stesse regole, direttive, listini, provvigioni. Coordinate da una sede principale che è a Vimodrone in provincia di Milano. Dalle chiese, poi, discendono una ventina di missioni. Al fondo della catena ci sono i "city office".

Tutte queste associazioni quanti soldi fanno? Nessuno lo sa. Si può fare una stima. L'organizzazione di Pordenone, che conta circa 200 aderenti, quando Giacomo Sotgia faceva parte dello staff (Mso, Membership-Officer e poi funzionario dei tesseramenti Ias), incassava dai 10 ai 50mila euro a settimana dalla vendita dei servizi (libri e cicli terapeutici). Vuol dire, e ammesso che le altre organizzazioni facciano lo stesso risultato, da un minimo di 5 a un massimo di 20 milioni l'anno. Il tutto senza calcolare le tante donazioni.

Chi entra è sottoposto a un programma di purificazione. Che si chiama "rundown". Basato sull'assunzione giornaliera di dosi sempre più massicce di diverse vitamine, oltre a sedute di sauna a temperatura elevata dalle durata di 5 ore l'una. In questo modo, secondo la teoria di Ron Hubbard, si dovrebbero espellere tutte le tossine dal proprio corpo e gli "engram" (le negatività accumulate). «Mi avevano promesso che con le terapie e lo stato di "clear" avrei risolto i miei problemi di gastrite nervosa».

Sotgia, chiude la borsa. Lui è fuori ormai. Il confine sloveno è a un passo. «Che voglia di andarsene». Lui e la sua gastrite.



Ventimila euro per una cura a base di saune e vitamine
La storia di Federico, trent'anni, tossicodipendente in cerca di aiuto. Su Internet il primo incontro con la "setta". Ma era sotto falso nome. «Una specie di lavaggio del cervello». Di Giulio Somazzi.

Federico, trent'anni, ha alle spalle una dipendenza equamente suddivisa tra alcol e crack. Ad aprile 2008 decide di disintossicarsi: esplorando Internet, trova il centro Narconon Astore di Novilara (Pesaro), prende coraggio e telefona. Gli risponde una persona gentile che dimostra interesse nei suoi confronti, poi gli spiega che il programma Narconon sembra fare proprio al caso suo. A patto che Federico abbia ventimila euro da spendere.

Sapevi quale fosse il loro legame con Scientology?

«Sul loro sito non figurava alcun riferimento. Ti dirò di più: uno dei motivi che mi ha spinto verso il centro Astore è stato il fatto che si dichiarassero laici».

Ventimila euro per sette mesi è una bella cifra: infrastrutture, servizi e cibo erano adeguati in proporzione ad una cifra simile?

«Decisamente no: lo stabile era un casale brutto e ordinario. La mia era una stanza anonima con un letto scomodo e per tutti gli ospiti maschi c'era un unico bagno. Durante una certa fase del programma mi sono occupato anche della cucina: ho un passato come cuoco, ho lavorato per molto tempo nel settore e posso assicurarti che lì tutto veniva fatto all'insegna del risparmio. Il cibo era di pessima qualità. Per farti un esempio: eravamo trenta paganti, approssimativamente 90mila euro al mese. Beh, credimi, non ho mai visto una bistecca, neanche una volta».

In cosa consiste il programma di disintossicazione Narconon?

«C'è una fase, quella che chiamano "Astinenza": ti imbottiscono continuamente di pasticche che dicono essere "vitamine". Lo staff che ricopriva le funzioni di "soprintendente al settore astinenza" poi mi obbligava a fare quelle che definiva "assistenze", o "procedimenti". In pratica ero costretto, tre volte al giorno e per ore di seguito, a farmi toccare da qualcuno che mi chiedeva se "sentivo le sue mani". Ero anche costretto ad ascoltare lo "specialista" di turno che mi chiedeva di guardarmi intorno e dirgli "che cosa avrei potuto avere", per ore intere. Alla fine, non poche volte ho dovuto pregarli di smettere con quelle cose, perché non ce la facevo più».

E le saune?

«Anche quelle durarono un mesetto, cinque ore al giorno a sudare dentro una sauna oltre a quel bombardamento vitaminico: considera che arrivai a dover assumere fino ad 80 pastiglie al giorno. Tutte quelle vitamine avevano un effetto deleterio sul mio metabolismo, dormivo male e cominciai a sentirmi meglio solo quando iniziai a far finta di prenderle, sputandole appena possibile. Dopodiché si passa ai corsi, basati tutti su testi di Ron Hubbard. Si tratta di pratiche ripetitive e apparentemente senza senso, ipnotiche e che hanno come unico obiettivo il raggiungimento di uno stato di apatia emotiva».

Ci sono figure professionali all'interno del centro? C'era una supervisione medica?

«L'unico medico che ho visto è stato nei primi giorni: è venuto una volta per assicurarsi che fossimo idonei ad affrontare il ciclo di saune. Per il resto, il personale era composto da ex tossici che avevano terminato o che ancora erano in pieno ciclo di disintossicazione. C'era una ragazza eroinomane e piena di metadone che faceva impazzire tutti. Ricordo le sue urla in piena notte, gli svenimenti e le tentate fughe: impossibile da gestire, per i ragazzi che avevano il compito di controllarla. Non si può affidare gente in astinenza profonda a dei ragazzi che, per quanto volenterosi, non hanno le qualifiche per affrontare certe responsabilità. Non esagero se dico che spesse volte si sono sfiorate autentiche tragedie».

 
 
 
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