In ottemperanza al provvedimento 08/05/2014 Garante per la protezione dei dati personali, si avvisa il lettore che questo sito potrebbe utilizzare cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche anonime. Proseguendo con la navigazione si accetta l'uso dei cookie.
John Travolta: Fuga (pericolosa) da Scientology

La morte del figlio l'ha distrutto. Perché, per seguire il suo credo, gli aveva negato le cure. Ma allontanarsi dalla «chiesa» non sarà facile. E potrebbe costargli caro

Di Fiamma Tinelli, Oggi, 12 agosto 2009.

 
Los Angeles (Stati Uniti), agosto

Tony Manero non esiste più. Seduto al tavolino di un fast food, John Travolta ha la faccia gonfia di uno che non dorme da un secolo. Un piatto di patatine flosce gli ricorda che bisogna mangiare, per restare vivi. Sentirsi vivi, quella è un'altra storia.

Negli ultimi sei mesi ha messo su dieci chili. Quando il dolore morde, tu ingoi. E chi se ne frega della dieta. Nel video amatoriale che sta facendo il giro del web, John mangia da solo. Completamente, desolatamente solo. Passa un cameriere, poi la ragazza che pulisce i tavoli. Gli sorridono. Lui no. Lui guarda nel nulla. Sono mesi, che guarda nel nulla. Da quando è morto Jett.


Una notizia bomba

John Travolta vuole lasciare Scientology. L'indiscrezione diffusa dal quotidiano britannico Daily Mail, ha fatto il giro del mondo. Dopo anni di fedele appartenenza alla «chiesa», dopo aver scalato le gerarchie fino al livello OT7 (quasi il top), dopo i milioni di dollari investiti in auditing e purification rundown (le due pratiche base della dottrina di Ron Hubbard), Travolta avrebbe detto basta.

Il 2 gennaio scorso suo figlio Jett, 16 anni, è stato ritrovato senza vita nel bagno della villa di famiglia alle Bahamas. Quel giorno, i soccorritori hanno raccontato di un padre sconvolto, che cullava il suo ragazzone e ripeteva, ossessivamente: «Scusami, Jett, scusami». Come se si sentisse responsabile, o in colpa. Il suo ripensamento, sarebbe partito da lì.


Il male inesistente

Il fatto è che Jett era autistico, ma non si poteva dire. E soprattutto, non si poteva curare. Per Scientology l'autismo non esiste, come non esistono la depressione o la schizofrenia. La psichiatria è una «macchina di morte», gli psicofarmaci «veleno». A causa delle frequenti crisi epilettiche, Jett aveva bisogno di un farmaco, il Depakote. Per Travolta, darglielo voleva dire disobbedire. Non darglielo, rischiare.

Aveva deciso per il sì, Jett stava bene. Poi, è arrivato il veto dei ministri di Scientology. Sospeso il farmaco, Travolta e la moglie Kelly Preston (scientologa ortodossa), hanno optato per i purification rundown, le (carissime) cure a base di saune e vitamine che l'organizzazione raccomanda come panacea di qualsiasi malattia. Poche settimane dopo, Jett è morto. «La chiesa poteva aiutarmi a salvarlo, e non l'ha fatto», pare abbia detto Travolta piangendo a un amico. Lo stesso che ha raccontato di aver visto più volte l'attore alle 3 del mattino aggirarsi nei dintorni nella sua villa a bordo di un golf cart. Insonne.

Due ore dopo l'annuncio dell'allontanamento di Travolta da Scientology, il suo ufficio stampa è intervenuto a gamba tesa: «La notizia è totalmente falsa. John è membro della chiesa, lo è ora e lo sarà sempre», ha dichiarato Paul Bloch, assistente personale dell'attore. Tutto chiarito, quindi? No. Perché la voce di Travolta, in quest'affare, non l'ha sentita nessuno.


La quinta colonna

Paul Bloch è una colonna delle pubbliche relazioni: rappresenta Travolta, Tom Cruise, Geena Davis. Tutti e tre attori, tutti e tre scientologi. Un caso? No. Chi conosce la politica dell'organizzazione, la loro esigenza di controllo assoluto, assicura che Bloch è un uomo dell'«apparato», appositamente messo accanto alle star perché ogni loro parola sia valutata e approvata. Se anche John avesse davvero intenzione di lasciare la setta, insomma, sarebbe difficile saperlo.

E soprattutto, dal quartier generale di Flag (in Florida), gli renderebbero la vita impossibile.

«Per Scientology, un OT7 che si allontana dalla chiesa è un "essere degradato", e come tale, va screditato con qualsiasi mezzo», spiega Simonetta Po, curatrice di Allarme Scientology, il sito italiano più documentato sulla setta di Ron Hubbard (xenu.com-it.net). Trovare un modo per gettare fango su Travolta - o su chiunque frequenti Scientology - non è difficile: le sessioni di auditing, le sedute di ascolto durante le quali gli adepti devono confessare ogni loro colpa e peccato, vengono infatti registrate. Col risultato che Scientology è in possesso di una mole di dati sensibili da far impallidire la Cia (durante le perquisizioni per il processo contro membri italiani di Scientology, nel 1988, erano stati rinvenute relazioni riguardanti il privato di noti politici e imprenditori).

Perderebbe la famiglia

Della presunta omosessualità di Travolta si parla da tempo, e Scientology potrebbe sapere molte cose. A fronte a uno dei migliori «azionisti» che vuole allontanarsi, potrebbe non farsi scrupoli a diffonderle. Nel 2006, il National Enquirer pubblicò una foto in cui Travolta baciava sulle labbra Jeff Kathrein, il «baby sitter» di Jett. C'è chi ritiene che a mandarla alla stampa sia stata proprio la «chiesa»: Travolta aveva tentato un primo distacco, e questo era un avvertimento.

Ma quello che preoccupa di più l'attore sarebbe l'atteggiamento della moglie, Kelly Preston: asservita a Scientology, se John lasciasse l'organizzazione sarebbe costretta a «disconnetterlo», allontanarlo per sempre. Travolta perderebbe così qualsiasi contatto con la loro secondogenita, Ella Bleu. È già successo. La «fuggitiva» si chiama Nicole Kidman e i suoi due figli, Isabella e Connor, oggi frequentano esclusivamente il padre, Tom Cruise. Se Travolta dichiarasse guerra a Scientology, ne andrebbe della carriera e della famiglia.

Forse stava pensando a questo, mentre fissava il vuoto, seduto in quel fast food.

 
 
 
INDICE
 
 
 

Copyright © Allarme Scientology. L'utilizzo anche parziale dei materiali di questo sito - testi, traduzioni, grafica, immagini, digitalizzazione e impaginazione - con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto, non consentita senza il preventivo consenso scritto del gestore del sito. Per richieste e chiarimenti contattare: allarmescientology@email.it