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La storia di Richard: la mia infanzia all'Org

Il figlio di staff di Scientology racconta la sua esperienza tra Saint Hill e Flag. Tratto da Ex Scientology Kids

Traduzione a cura di Martini, marzo 2008.

 

Ritengo di dovere per certi versi venire a patti con le mie esperienze nella chiesa, e su come esse abbiano influenzato la mia vita sia direttamente che indirettamente, ancora oggi, 25 anni dopo che i miei genitori hanno lasciato per sempre Scientology.

Premetto dicendo che il motivo per cui ho deciso di scrivere è qualcosa detto da lulu-belle su OCMB circa la tragica storia di Serge Obelinky. Dice praticamente che così come nel "mondo wog" ci sono genitori buoni e genitori cattivi, la stessa cosa succede nell'Org. Di conseguenza, come succede nel "mondo reale", la salute e la sanità mentale di quei bambini vengono modellate innanzitutto dai genitori e poi dall'Org... sto parafrasando perciò chiedo scusa se non riporto la frase giusta ma credo che questo fosse il succo di quanto voleva dire.

Ad ogni modo, sono sicuramente d'accordo al 100% con quanto ha scritto lulu visto che io stesso sono cresciuto in un'org e posso confermare che tra i miei pari/amici c'erano tutti gli stili parentali, che spaziavano dalla genitorialità inesistente a ciò che si potrebbe definire genitorialità severa e autoritaria. Come potete immaginare, è mia opinione che i bambini lasciati liberi di provvedere a se stessi tendevano ad essere più "fuori etica" di quelli i cui genitori erano sempre presenti per i propri figli... almeno nel contesto della chiesa. Il tempo da dedicare alla famiglia era certamente limitato ma sottolineo di nuovo che la qualità del tempo parentale è fortemente sottostimata. Tuttavia non voglio minimizzare il fatto che la chiesa può rendere la vita molto difficile a chi voglia essere un buon genitore come definito nel mondo esterno.

Mi considero molto fortunato ad avere avuto i genitori che ho avuto anche se a volte devo ammettere che mi infurio per quello che mi hanno fatto passare. Adesso che io stesso ho dei figli faccio fatica a immaginare come si possa permettere a dei bambini di vivere quello che molti di noi hanno vissuto. Molti di voi sono entrati nella chiesa da adulti, e se è vero che comprendo le vostre situazioni ed esperienze difficili, credo però che non riuscirete mai a capire pienamente le ramificazioni che comporta avere la chiesa come prima e unica realtà.

Eccovi le mie esperienze:

Devo partire dicendo che i miei genitori non sono particolarmente arrabbiati con la chiesa e non hanno secondi fini. Ad essere onesti non gliene importa più niente e quando li incoraggio a rivivere alcune delle nostre esperienze, ad esempio leggendo gli scritti storici, in particolare quelli di Jon Atack e Peter Green, non sono particolarmente interessati. Dicono che visto che c'erano anche loro non hanno bisogno di leggere i resoconti altrui. È divertente, a volte chiedo se qualcosa è successo nel modo in cui viene raccontato e loro mi dicono quale parte della storia è corretta e quale non la è ecc. Poiché non voglio rivelare la loro identità starò attento a non raccontare alcuni dettagli; questa è la mia storia e non deve avere ricadute su di loro.

Poi cercate di capire che parlo dalla prospettiva di un bambino per cui se uso male i termini o sbaglio qualche evento siate comprensivi. Accetto volentieri correzioni.

Quando i miei genitori conobbero Scientology, nei primi anni '70, erano entrambi studenti universitari. Si innamorarono della sua missione dichiarata e ben presto si dedicarono completamente alla "salvazione" del pianeta, a rendere il mondo un luogo migliore, il che sembrava una missione quanto meno onorevole... credo non fosse una cosa insolita in quel periodo post-hippy.

All'inizio le cose erano abbastanza normali. Vivevamo in casa nostra, quasi sempre a Washington. Poi a un certo punto cominciarono a lavorare fino a tardi e io trascorrevo le serate in una specie di "asilo" serale dove altri 5 o 6 bambini scientology venivano messi a letto nell'attesa che i genitori andassero a riprenderli per portarli a casa. Diventò la norma: mi portavano lì dopo cena [in USA i bambini mangiano verso le 6 del pomeriggio - N.d.T.] e mi venivano a prendere verso le 10 o le 11 di sera.

In quel periodo i miei genitori lavoravano nel Guardian's Office e io trascorrevo un sacco di tempo sul tetto dell'org di Washington. Non era un brutto posto per noi ragazzini perché tutta l'org era molto disponibile verso i bambini, che non venivano tenuti separati dai genitori come poi appresi succedeva al Saint Hill Manor. Per lo più era un posto felice e divertente... almeno per un bambino di cinque anni. Volevo bene a tutti i colleghi dei miei, naturalmente per qualcuno adesso i nomi di Hugh W., Patsy e Mike Meisner, Rick e Carla Moxon hanno un significato diverso, ma erano i nostri migliori amici e mi trattavano tutti molto bene.

All'epoca frequentavo una scuola wog "normale". Certo, ancora non conoscevo il significato della parola "wog" o come usarla... ero semplicemente troppo piccolo e non mi sembrava che la mia vita fosse molto diversa da quella degli altri, anche se conoscevo già il contact assist e il touch assist. Quando vieni indottrinato a tecniche del genere fin da bambino possono diventare routinarie e dai per scontato che funzionano perché te lo hanno insegnato i tuoi genitori. Inoltre ormai i fondamenti della sequenza overt-motivatore erano diventati motivo di discussione ed avevano perfettamente senso... credo che in certa misura l'abbiano ancora, ma non sono sicuro che si tratti di una teoria di Scientology, mi sembra una cosa abbastanza ovvia e nel complesso buona.

Le cose cambiarono nel 1977 quando a uno dei miei venne offerta la possibilità di andare a lavorare al GO WW [Guardian's Office WorldWide] a Saint Hill. Per cui partimmo tutti. Credo sia stato a quel punto che le cose cominciarono a cambiare, o almeno cambiò la mia consapevolezza che eravamo diversi dagli altri che ci circondavano.

Credo di essermi reso conto per la prima volta che le cose stavano diventando furtive e reticenti quando mi dissero che per entrare in Inghilterra avrei dovuto tenere a mente una "mezza verità" sul perché io e i miei eravamo lì. All'epoca l'Inghilterra non permetteva l'ingresso agli scientologist. In realtà divenni molto bravo e riuscivo a scivolare tranquillamente attraverso le dogane tutte le volte che tornavo a casa (a Washington). Il più delle volte viaggiavo solo perché i miei genitori non se lo potevano permettere, almeno non senza qualche aiuto.

La nostra prima casa in Inghilterra non era, naturalmente, casa nostra e vissi la mia prima esperienza con dei "coinquilini". Dividevamo l'alloggio con altre 8 o 10 persone e anche se era decisamente un ripiego ero troppo piccolo per considerarlo strano o anormale. Ricordo solo che non mi era permesso invitare altri bambini perché dopo la scuola a casa non c'era nessuno, e non mi era nemmeno permesso raccontare ai compagni di scuola che mestiere facessero i miei, dove fossero impiegati ecc. Ero il classico bambino introverso. In casa c'erano altri bambini per cui non ero proprio solo del tutto ma era dura avere 7 anni, in un paese nuovo, strappato dalla famiglia allargata e da mio padre... (mio padre naturale).

Comunque quando i miei erano a casa erano sempre molto presenti e premurosi e facevamo tutto assieme: la spesa, il bucato ecc. Nei fine settimana facevamo cose divertenti come andare ai castelli o fare gite di una giornata intera e cose del genere. Facevano anche la giornata del giardinaggio - si teneva ogni due domeniche e tutti gli staff dell'org venivano messi a lavorare sulla proprietà. Mai per un solo minuto mi sono sentito orfano. Parlavamo anche parecchio dei miei turbamenti e del dispiacere di aver lasciato gli Stati Uniti... i miei erano comprensivi e mi aiutavano sempre. Credo mi avessero anche detto che se davvero volevo tornare a casa mi ci avrebbero mandato. Ma scelsi sempre di restare... ripensandoci adesso non so se intendessero dire che saremmo tornati tutti o avrebbero mandato indietro solo me. Immagino che uno di questi giorni dovrei chiederglielo...

Ad ogni modo verso la fine degli anni '70 e i primi anni '80 cominciarono a lavorare sempre di più per via dei processi dell'Operazione Snow White ecc. Evidentemente erano impelagati in qualche modo e in seguito venni a sapere che uno dei due era sull'elenco dei testimoni per il processo. All'epoca naturalmente pensavo che erano semplicemente in missione; MISSIONE, parola curiosa per un ragazzino di dieci anni ma come ben sapete ricorreva molto spesso nel vocabolario familiare di Scientology. Era davvero una scocciatura avere uno dei tuoi lontano per mesi di fila, ma per il mio mondo era abbastanza normale. Dopo tutto, anche molti dei genitori dei miei amici andavano in missione, almeno lo facevano i genitori dei miei amici Scientology.

Nei cinque anni trascorsi in Inghilterra cambiai tre scuole diverse. Fui fortunato perché in tutte e tre avevo amici scientology. Dipendevamo veramente l'uno dall'altro e diventammo una famiglia perché vivevamo un'esistenza che nessuno, salvo i bambini scientology, conosce e può conoscere, o sarà mai in grado di capire. Eravamo costretti a vivere una doppia vita fin da piccoli... e diventammo molto bravi, dovevamo farlo. È divertente ma anche abbastanza triste riflettere su come un bambino scientology debba imparare a districarsi e a gestire perfettamente due linguaggi, due realtà, due cerchie di amici e riuscire in qualche modo a farli convivere. Non ricordo che qualcuno mi abbia mai detto specificamente che cosa dire o non dire a chi non apparteneva alla chiesa, semplicemente imparavamo e ci adattavamo di conseguenza. Forse si potrebbe fare un'analogia con il crescere in una famiglia bilingue e sapere istintivamente quale lingua parlare con chi, senza rifletterci su. Per qualche ragione non volevo parlare di "parole malcomprese" e di "engram" con i bambini wog. Credo che quando hai 9 o 10 anni non vuoi apparire diverso dai tuoi compagni di scuola, magari usando termini che solo uno scientologist può capire.

La scuola mi diventò difficile per diverse ragioni. Innanzi tutto noi (bambini scientology) eravamo quasi tutti americani e quindi facilmente identificabili. Eravamo tutti molto poveri, notevolmente poveri e quasi tutti vestivamo con abiti acquistati alle vendite di beneficenza e faticavamo a tenere in ordine la divisa scolastica obbligatoria. Risaltavamo decisamente, e ce lo facevano capire. Quasi tutti i nostri insegnanti sapevano che eravamo scientologist e per qualcuno era un problema... si capiva. D'altra parte quante sono le probabilità che un bambino americano non scientologist venga iscritto a una scuola pubblica di East Grinstead?

A quel punto sia io che tutti i miei amici scientology avevamo sperimentato la medesima realtà di continui traslochi, di convivenza con persone praticamente sconosciute sia nelle case affittate dai genitori che affittate da qualcun altro. Tutti noi avevamo un sacco di "studenti" che stavano da noi per periodi variabili, andando e venendo con grande frequenza.

Nel periodo trascorso in Inghilterra tra i ragazzini "wog" c'era anche un diffuso gruppo che per quanto ne so era sconosciuto agli adulti scientology, e si chiamava ASL o Lega Anti-Scientology. L'ASL era una specie di gang che molestava apertamente e pesantemente i ragazzini scientology. Ci deridevano, offendevano e alla fine scoppiava la rissa. Io ero abbastanza piccolo e mi tenevo gli insulti, ma alcuni dei miei amici più cari facevano regolarmente a botte.

È questo forse il momento in cui comincia a prevalere la mentalità "noi" contro "loro", che è parte inevitabile dell'essere scientologist... almeno per me, il termine "wog" cominciò ad assumere una connotazione negativa ed offensiva, divenne veramente un'offesa. Quando parlavamo con gli adulti dei problemi che avevamo con la ASL, senza alcuna sorpresa ce la rigiravano addosso facendoci la famosa domanda scientology: «Che cosa hai fatto per tirartela addosso?» oppure «che cosa hai fatto tu per primo?». Fatico a spiegarvi quanto disprezzassi quella domanda senza senso ed era il motivo principale per cui non parlavo di quelle cose con gli adulti. Adesso però vorrei tornare indietro nel tempo e dire «Mi picchiano per nessun'altra fottuta ragione salvo il fatto che TU sei uno scientologist», e sapete cosa, non azzardatevi a dirmi di usare il mio TR3 o 4 - NON FUNZIONA quando hai qualcuno sopra che ti pesta a sangue. Certe scemenze andatele a raccontare a qualcun altro.

Essere un bambino in Scientology è davvero una lama a doppio taglio. Da una parte Scientology può darti davvero pieni poteri perché trattano i bambini più da adulti di quanto non si faccia nel mondo reale, ma la cosa brutta è che ti trattano davvero da adulto! Provate a risalire le condizioni inferiori a 9 anni, senza oltrepassare una parola malcompresa... diventa un gioco dell'oca al dizionario, cercando parole da una definizione all'altra, cercando di chiarire tutto. Poi devi fare una plastilina di una idea o concetto astratto che riesci a malapena a capire, al fine di dimostrare che lo hai capito... siete davvero seri? Oggi quando vedo un bambino di 9 anni mi rendo conto di quanto veramente piccolo sia, e di quanto abbia appena una conoscenza di base e non riesco a credere che si pretendesse che mi prendessi una tale "responsabilità" delle mie azioni ad un'età così giovane. Che cosa ne è dell'essere semplicemente un bambino?

Tutta questa responsabilità fa sicuramente crescere in fretta e siccome i miei genitori erano sempre al lavoro immagino che fosse una cosa giusta, imparai ad essere quasi auto sufficiente. Naturalmente dovevo fare la mia parte nella "gestione domestica" per non essere "fuori scambio" e lavavo regolarmente i piatti di tutta la casa, falciavo l'erba e tutto il resto. Avevo anche un meraviglioso lavoro alla mensa di Saint Hill, vendevo Goldfingers e Crisps poi si decise che per quel lavoro dovevi avere almeno 12 anni (ehi, se qualcuno di voi era a Saint Hill in quel periodo forse vi ho servito!). Fortunatamente per me, trovai un lavoro al mercato di East Grinstead e nei fine settimana vendevo canottiere... gestivo la bancarella da solo. Non so se ho mai guadagnato a sufficienza da risparmiare qualcosa, dopo aver pagato l'autobus ed essermi comprato una bibita a pranzo.

Nel periodo in Inghilterra, tra il 1977 e il 1981, traslocammo 7 volte e per noi era una cosa del tutto normale. Nel peggiore dei casi dovevo semplicemente dividere la camera con qualche altro bambino. I miei genitori cercavano sempre di assicurarsi che non dovessi vivere la situazione del dormitorio e nel poco tempo libero il mio patrigno faceva spesso "moonlighting" [avere un lavoro "wog"] in modo da poterci permettere spazio extra. Lo apprezzavo perché era talmente stanco che avrebbe potuto evitare di cercarsi lavori di fatica nei giorni di libertà, ma lo faceva per tutti noi. Grazie.

Verso il 1981 tutta la cosa del GO scoppiò sul serio e ci trasferimmo a Flag. Di alcune delle cose successe non ne sapevo nulla e ne sono venuto al corrente solo di recente leggendo della guerra CMO contro GO, e tutti i vari complotti del periodo. Ricordo che poco prima di trasferirci a Flag uno dei miei andò in missione a Los Angeles. In seguito appresi che il motivo della missione era di aiutare a maneggiare la situazione con Jane, Mary Sue Hubbard, David G ecc.... mi hanno anche raccontato del tristemente noto albero intorno a cui bisognava correre, quindi presumo che ci fossero dentro fino al collo. Sono stato fortunato ad avere racconti di prima mano di molti dei meeting che si tennero nel periodo in cui il GO fu "ri-ristrutturato". È divertente leggere alcuni dei racconti e chiedere «È andata così?» e mi dicono sì, ma stava succedendo anche questo oppure no, non è andata proprio così ecc. Voglio dire che ero figlio di genitori che all'epoca erano vicini al vertice dell'Org e del tutto addentro a ciò che stava succedendo. Ciononostante riuscirono a mantenermi sano di mente ed equilibrato, almeno per quanto possibile data la situazione.

Mi trasferii a Flag nell'estate del 1981 e a quel punto ero già un ragazzino scientology fatto e finito. Tenete presente che ci ero dentro fin dove arrivava la mia memoria per cui le sue norme, valori e procedure operative erano la mia sola realtà. A quel punto non riuscivo a pensare di lasciare la chiesa e, a parte il sogno di diventare un giocatore di football professionista, davo per scontato che la chiesa sarebbe stata il mio futuro. Dopo tutto adesso frequentavo la Cadet Academy di Flag, una scuola 100% Scientology e la chiesa stava sempre di più penetrando nella mia vita, mentre il mondo wog diventava un ricordo sempre più lontano. Anche se i miei genitori non erano nella Sea Org, io sguazzavo nella cultura Sea Org di Flag e adesso vivevo al Sandcastle in una stanza con altri 4 o 5 ragazzini (a parte l'onnipresente studente occasionale). I miei genitori lavoravano di continuo e non cenavamo più assieme, solo noi tre, come avevamo sempre fatto in passato. Al contrario adesso mangiavamo con un paio di migliaia dei nostri migliori amici nella mensa del Fort Harrison.

Per cui una giornata tipica di ragazzino andava più o meno così... al mattino prendere il bus di Estates fino alla Flag Cadet Academy assieme a tutti gli altri ragazzini del Sandcastle. Arrivati a "scuola" bere un po' di Cal-Mag (sto scherzando... ma mentre scrivo mi torna continuamente in mente il Cal-Mag), studiare un po' e poi riprendere lo stesso autobus per Clearwater e poi andare a lavorare a CCCW fino all'ora di cena, che consumavo con i miei genitori al Fort Harrison. Non male per un bambino di 11 anni. Ah già, fumare era un must... tutti i ragazzini fumavano. Che pena. Comunque dopo cena io e i miei genitori tornavamo a piedi al Sandcastle e trascorrevamo un'oretta insieme prima che loro tornassero al lavoro.

E non appena se ne andavano era festa grande. Libertà totale... nessun controllo e sapevamo che non sarebbero tornati almeno fino mezzanotte. Naturalmente qualche ragazzino si spingeva più in là degli altri ma facevamo cose del tipo salire sul tetto delle cabine degli ascensori del Fort Harrison e andare su e giù. Oppure lanciarci nello scivolo della biancheria sporca e atterrare nel cestone del seminterrato, 8 o 10 piani più sotto. Oppure ci lasciavamo penzolare dal tetto del Fort Harrison, uno che tratteneva l'altro per gli avambracci.

Avevamo anche trovato un "fortino" segreto dentro al Fort Harrison, non so se qualcun altro ne è a conoscenza. Nella lobby una volta c'erano le scale centrali, appena a destra dell'ingresso... se giravate subito a destra c'era una rampa di scale che finiva giù al distributore di sigarette. Girando a sinistra c'era una porta che conduceva a una delle sale macchina del palazzo. Subito dopo la porta, sulla sinistra, avevamo scoperto che si poteva rimuovere uno dei pannelli e dietro c'era uno spazio di un paio di metri quadrati. Potete immaginare che cosa combinavamo lì dentro!

A quel punto a noi ragazzini non era più permesso stare attorno ai genitori mentre lavoravano. Non credo nemmeno che ci lasciassero entrare al CB o nell'altro edificio vicino al Sandcastle (EB?)... non ricordo come si chiama. Le cose si erano fatte davvero tese, sia con l'Org che con i miei. Trascorrevamo sempre meno tempo assieme ed erano sempre così esausti che anche il poco tempo che ci restava non poteva certo essere definito di qualità. Con sempre meno supervisione stavo diventando sempre più "indipendente", come succede a tutti i ragazzini. A quel punto della mia vita ormai non conoscevo più nemmeno un "wog". In realtà ricordo che bazzicare "wog" veniva considerato quasi "fuori etica". Non so se fosse una regola del mio gruppo di amici o una direttiva vera, ma le cose stavano così.

Ricordo una ragazzina i cui genitori scientologist l'avevano tolta dalla Cadet Academy per mandarla alla scuola pubblica. La "ostracizzavamo" per il trasferimento perché si diceva che fosse stata lei a volere andare in una scuola "wog". Immaginate un po', eravamo diventati la AWL (Lega Anti-Wog).

Cosa abbastanza strana, in quella situazione totale i miei genitori non mi lasciavano lavorare direttamente per la chiesa ed era veramente insolito visto che ormai tutti i miei amici erano nella Cadet Org. Dicevano che ero troppo piccolo e che avrei preso quella decisione quando fossi stato un po' più grande. Lo ritengo davvero strano considerando che non riuscivo a prefigurarmi un futuro diverso e che i miei genitori non sembravano volersene andare. La mia realtà non riusciva nemmeno a contemplare l'idea di lasciare la chiesa.

Firmai il contratto per la Sea Org a 11 anni... fu un amico di 14 anni a reclutarmi. I miei genitori si arrabbiarono moltissimo. Andarono dal mio amico e gli fecero stracciare il contratto, il che all'epoca era una cosa davvero scandalosa da fare.

Come avrei scoperto in seguito, in quel periodo le cose all'Org si stavano facendo sempre più strane o, per mancanza di altri termini, "diverse". All'interno dell'Org volavano accuse da ogni parte e la gente veniva spostata a destra e a sinistra. Di recente uno dei miei mi ha raccontato che cosa avvenne veramente durante quei due famosi incontri dei gestori di missione a Flag, di cui naturalmente all'epoca non sapevo nulla. Sapevo solo che c'era un'atmosfera molto pesante e che un sacco di gente se ne andava o veniva dichiarata ecc.

Nel mezzo di tutto questo i miei vennero avvicinati diverse volte per missioni separate e contemporanee. Rifiutarono dal momento che non volevano lasciarmi solo, affidato alle cure dell'Org. Cercate di capire che la cosa succedeva molto spesso e conoscevo molti ragazzini che restavano letteralmente "orfani" per molto tempo. Ripensandoci ora, ringrazio i miei per aver tenuto duro e non avere obbedito agli ordini.

Credo che i miei percepissero che la chiesa aveva fondamentalmente modificato il suo scopo, o almeno il modo di operare, e dovevano decidere se restare o andarsene. Più o meno in quel periodo a uno dei due fu chiesto di diventare ED Int [Direttore Esecutivo Internazionale], un incarico veramente prestigioso. Rifiutarono dopo aver visto quanto stava succedendo, e ben consapevoli della provenienza di molte/quasi tutte le policy dell'epoca... e dello stato del "vecchio" [LRH]. Le cose stavano sfuggendo al controllo e mi raccontano che in quel periodo realtà e verità erano una semplice formalità, la posta in gioco erano potere e controllo dei conti bancari, non certo la missione, e ancora meno l'etica.

Ce ne andammo nell'estate del 1982. Fummo fortunati perché non vi furono dichiarazioni o RPF o altro. Credo fosse dovuto al fatto che uno dei miei era a conoscenza di parecchi dettagli e aveva il controllo dei soldi, dei conti ecc. Volevano semplicemente che si togliessero dai piedi per evitare altre guerre, ma si tratta soltanto di una mia congettura. So che per alcuni anni dopo essersene andati furono contattati per assicurarsi che fossero veramente e totalmente fuori.

Una volta diventato ex scientologist dovetti faticare parecchio per adattarmi. Mi mancavano gli amici ancora dentro, come ho detto molti di loro erano la mia famiglia. Eravamo assieme fin dai tempi di Saint Hill negli anni '70, e mi mancavano da morire. Sono/erano i soli che potessero comprendere davvero la mia realtà, anche adesso. Una volta uscito è difficile avere rapporti con chi è ancora dentro e non sono nemmeno sicuro che riusciremmo a comunicare adesso, anche se voglio loro ancora molto bene, li penso spesso e lo farò fino alla morte. Gli sono grato per esserci stati, in quel modo in cui i genitori non possono esserci. Grazie.

Lasciare la chiesa a 12 anni è dura. Cercare di adattarsi al mondo "wog" quando l'unica cosa che conosci è Scientology. Credo che per i miei genitori sia stato più facile perché avevano già vissuto nel "mondo reale", qualche esperienza già l'avevano. Io invece non avevo alcuna esperienza e fu una vera lotta, come sono sicuro sia per quasi tutti i bambini che lasciano i confini dell'org.

Fui fortunato perché almeno ero andato alla scuola pubblica e avevo interagito con il mondo reale... mi chiedo come faccia ad adattarsi chi è nato nella Sea Org. Per me fu molto dura, con tutto che avevo degli ottimi genitori.

La chiesa e molta della tech mi hanno reso un individuo tenacemente indipendente, oltre alla cultura organizzativa a cui serviva che fossi totalmente auto sufficiente e affidabile al 100%. A 9-10 anni facevo il baby sitter, a 10 lavavo i piatti di tutta la casa e ho iniziato a mettermi a letto da solo a 8. E ho scoperto che il mondo "wog" non ama particolarmente i ragazzini di 13 anni che si comportano come se ne avessero 21! Fortunatamente non mi accadde nulla di troppo serio e dopo un po' di scossoni cominciai a cavarmela bene. Immagino che se i miei avessero deciso di andarsene appena qualche anno dopo, molto probabilmente avrei scelto di restare e forse di disconnettere da loro. Oggi non riesco proprio a prendere in considerazione una cosa del genere, ma comprendo come possa succedere e vedo anche come sia facile arrivare a quel punto. Credo che lo sapessero anche i miei genitori.

La mia esperienza non è nemmeno paragonabile a quella traumatica di tanti altri, ma spero aiuti a capire chi è cresciuto nell'Org e faccia luce sulle prospettiva unica che ciò comporta. Le mie esperienze di vita sono state sicuramente "diverse" da quelle vissute da chi mi circonda oggi, onestamente non ho ancora deciso se le baratterei con quelle degli altri. Di sicuro ho alle spalle 25 anni in cui ho avuto il tempo per risolvere i miei problemi e ho imparato come operare e funzionare nel mondo esterno. Qualsiasi amarezza è ormai dissolta ed ora riesco a vedere sia gli aspetti positivi che quelli negativi della mia esperienza.

Direi comunque che sono stato molto fortunato e ringrazio i miei genitori per avere avuto il coraggio di uscire quando lo hanno fatto. So che per loro non è stato facile e sono sicuro che molti di voi possono confermarlo. Sono sicuro di non avercela con loro, o almeno di non avercela quasi mai... Quando erano staff erano più giovani di quanto non sia io adesso, e anche io ho fatto la mia dose di errori. È la gioventù.

Non posso dire nulla su come i bambini e le famiglie vivono ora nell'Org. Però posso dire, con una certa autorevolezza, che secondo me NON è corretto che i bambini vengano cresciuti come sono stato cresciuto io. Povertà e isolamento non sono il modo per vedere come funziona il mondo reale e di sicuro non permettono di valutare criticamente la propria situazione, il contesto delle situazioni difficili, il miglioramento della popolazione in generale.

Sono vissuto nell'Org in un periodo in cui la maggioranza degli staff aveva vissuto una precedente vita fuori da Scientology; sono però sicuro che la maggioranza di chi oggi è dirigente non conosce altro che la chiesa e non ha altre esperienze se non quelle vissute all'Org. E questo, secondo me, è veramente inopportuno e per certi versi pericoloso perché porta ad un'esistenza molto disinformata, isolata e auto referenziale, con poche possibilità di vedere gli esseri umani se non attraverso il prisma di Scientology.

Mi spiace di avere scritto tanto. Credo potrei continuare per settimane... tutti noi condividiamo un legame comune e vi auguro ogni bene, spero che la vostra vita sarà piena come lo è stata la mia. E soprattutto ringrazio i miei genitori per essersene andati prima che fosse troppo tardi.

Richard

 
 
 
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