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Un altro giorno nel mondo di Scientology

Di Catarina Sandstrom Pamnell.

Traduzione a cura di Harry.

 
 
 
 
 
 
Catarina è una persona reale, non un nome su un foglio. Potete facilmente trovarla su alt.religion.scientology, io stesso scambio messaggi con lei via e-mail, e ci teniamo in contatto.

Con i miei migliori auguri per Catarina, ecco la sua testimonianza. 

Harry

 
 
 
 
 
 
Introduzione 
 
Nel 1981, quando avevo 18 anni, incontrai Scientology per la prima volta. Questa era destinata ad avere una notevole influenza sulla mia vita per diversi anni a venire - sfortunatamente, più negativa che positiva. La ragione per cui ho scritto questa testimonianza (a parte la gloria e la fama di vedere il mio nome stampato con elettroni raggianti ) è semplicemente perché riportarla su carta mi ha aiutato a inquadrare le cose in prospettiva, ed è il mio piccolo contributo al crescente numero di storie sulla vita in Scientology che ora stanno cominciando ad essere disponibili. 

Sono stata una Scientologist di basso livello. Altre persone hanno descritto che cosa fosse la vita per quelli che erano coinvolti in profondità. 

In ogni caso, perché mai qualcuno dovrebbe curarsi di Scientology? È forse uno dei più grandi problemi in questo mondo pieno di difficoltà, non è vero? No, grazie a Dio no. Nonostante le loro pretese di crescita ed espansione, i critici tendono a stimare il numero dei loro appartenenti a circa 40.000-100.000 unità in tutto il mondo, e stanno diminuendo. Ma la maggior parte di quelli che ho visto entrare erano piuttosto normali, intelligenti, brave persone, che desideravano soltanto fare qualcosa per migliorare se stessi e il mondo. Non sapevano che stavano per mettere il primo passo in un mondo d'incubo fatto di inganni, avidità, manipolazione e brama di dominare il pianeta, dove alcuni sono stati davvero colpiti forte. Le organizzazioni di Scientology NON vi dicono tutta la verità sulle loro reali credenze, obiettivi e attività! 

INFORMATEVI - il prossimo reclutato potrebbe essere vostro figlio, fratello, sorella, partner, amico... 

 
 
 
Primi passi sulla "Strada verso la Libertà Totale"... 

Quando questo ragazzo dall'aria confidenziale e amichevole insistette che avrei dovuto provare almeno uno dei loro corsi, mi parve che fosse una proposta ragionevole. Sì, avevo sentito in giro qualcosa sul fatto che Scientology fosse una setta,  ma in precedenza mi era capitato di trovarmi circondata da gente strana ma divertente, e non mi era mai accaduto nulla di male. Il tipo aveva un aspetto abbastanza normale, e non mi sembrava una buona idea quella di screditare una cosa senza darle una possibilità. E suonava un po' come se mi stesse chiedendo di vendergli l'anima, non è vero? Sì, un piccolo passo dopo l'altro, senza che realizzassi realmente la trasformazione, lasciai che Scientology controllasse le mie azioni, parole e anche i miei pensieri, in cambio di un sacco di promesse fasulle. 

Sebbene la prima manciata di corsi non mi impressionò più di tanto, stavo cominciando a sentirmi presa in quella atmosfera di attesa e urgenza. Questi Scientologist sembravano così sicuri di essere sulla strada giusta. Se non mi iscrivevo al prossimo corso, quelli avrebbero telefonato e scritto - tutta questa attenzione mi lusingava. C'erano storie fantastiche su quel che altra gente aveva ottenuto con i metodi di Scientology. Fare alcuni esercizi di comunicazione (i TRs) mi rese più socievole. C'era poi un programma che era supposto ripulire il corpo dalle tossine accumulate (il Rundown di Purificazione). Mentre lo facevo, sperimentai vari fenomeni, che venivano spiegati come "radiazioni e malattie accumulate nel corpo che se ne vanno" (come può accumularsi una radiazione? Ma non erano piuttosto gli effetti collaterali combinati dell'assunzione di mega dosi di vitamine e da 3 a 5 ore giornaliere in sauna? Ma a quel tempo, non ci pensavo proprio). Così finii per acquistare un po' di terapia (auditing), e "ricordai" una vita passata - wow! 

Alle volte potevo imbattermi in cose che non avevano molto senso, e mi facevano dubitare dell'intera Scientology, ma venivo sempre convinta ad andare avanti. "Ricevi più auditing, studia di più, contribuisci maggiormente, lavora di più, e vedrai che raggiungerai la comprensione!". 

Credevo di apprendere i segreti dell'universo, ma la mia vita stava finendo in un tombino. 

Nel 1983, due anni dopo aver letto il mio primo libro di Hubbard, ero passata da una vita ragionevolmente ben programmata (lavoro sicuro, amici, soldi in banca, nessuna droga o problemi psichiatrici ecc.) a un casino completo. Avevo lasciato il mio lavoro in ufficio, e lavoravo a Stoccolma presso un'organizzazione locale di Scientology, in Svezia. I miei soldi erano tutti evaporati dopo aver pagato circa $10,000 dollari per i loro corsi. Non avevo un posto dove vivere, non mangiavo e dormivo abbastanza, non avevo praticamente alcun contatto con la mia famiglia o i miei ex amici, e stavo cominciando a diventare sempre più depressa e instabile. E allora perché mai non me ne sono andata? Già da allora, avevo cominciato ad accettare il punto di vista che se i metodi di Scientology non funzionavano bene su di me, allora voleva dire che era soltanto colpa dei miei difetti. 

E la cosa peggiore di tutte, era che più di ogni altra cosa ritenevo di dovermi appoggiare a Scientology. Hubbard aveva detto, in innumerevoli occasioni, che Scientology era l'unica strada per farcela, e che soltanto le persone malvagie si opponevano ad essa. Il mondo esterno era controllato da folli psichiatri, avidi banchieri e governi corrotti. Paranoia? Oh no, solo un altro giorno nel mondo di Scientology... 

 
 
 
Finisco nel DPF - un campo di lavoro di Scientology 

Alla fine degli anni '80, Scientology attraversò un periodo di scompiglio interno, poiché era in corso una lotta per il potere fra alcuni gruppi di management. La parte perdente, il Guardian's Office (GO), fu sciolto, e in Europa il personale del GO fu inviato alle postazioni europee di punta  (FOLO EU), Copenhagen, Danimarca e assegnate a un "programma di riforma" denominato "Deck Projects Force" (DPF). Questo avvenne all'inizio del 1983, e dopo quell'anno anche molti staff "regolari" della chiesa furono tutti mandati in Europa e messi sul programma. Io stavo lavorando al dipartimento del personale, comunicazione ed etica nella chiesa di Stoccolma, e verso Ottobre venne il mio turno, assieme a molta altra gente. 

Al FOLO EU, fui confinata in una piccola stanza. Due donne, vestite nelle uniformi para-navali del management di Scientology (la Sea Organization), cominciarono ad interrogarmi, gridandomi contro di confessare i miei misfatti. Una di queste, una ragazza piuttosto giovane (un missionario CMO), aveva visitato Stoccolma poco tempo prima, ed avevamo avuto una comunicazione amichevole mentre io le mostravo come usare la macchina del telex. Ora ostentava un'espressione gelida e impietrita. La situazione appariva irreale. 

In seguito fui condotta nello scantinato,  in una stanza sporca e affollata, dove i DPF dovevano sedere per ore ogni giorno e compilare le liste dei loro "peccati" [in gergo, overts e whithholds, in particolare disobbedienze o pensieri critici nei confronti dell'organizzazione]. 

Secondo la teoria di Hubbard, la ragione principale per la quale la gente è critica verso qualcosa o qualcuno, è perché hanno commesso atti malvagi contro ciò che stanno criticando. Portando alla luce ogni cosa immorale o screditabile che avessimo mai compiuto, non importa quanto piccola, si pensava che saremmo diventati Scientologist mansueti, obbedienti e non critici. Oggi come allora, un'altra persona doveva controllare la lista, per assicurarsi che vi fossero contenuti abbastanza dettagli. Per quanto ne so, Scientology continua a tenere archiviate le liste che ho scritto, anche se non sono più un membro da tanti anni. 

Nel tempo che rimaneva dovevamo lavorare; e la gran parte di questo lavoro consisteva nel fare le pulizie, stare in cucina, disegnare ecc. Alcuni lavori erano particolarmente spiacevoli, come ad esempio saltare dentro ai contenitori della spazzatura per far posto ad altro spazio. Le regole erano ferree: non parlare alla gente che stava fuori dal DPF, niente chiamate al telefono o lettere senza permesso, correre sempre anziché camminare, obbedire a tutti gli ordini della persona incaricata del DPF . I passaporti ci erano stati sottratti, al fine di rendere difficile la fuga. Ed eravamo tenuti a controllarci a vicenda, e riferire ai superiori quando qualcuno infrangeva le regole. 

Qui vi era ogni sorta di persona. Alcune venute dalle chiese di tutta Europa. Altri avevano lavorato nei quartieri europei di Copenhagen, e se non passavano il programma, allora rischiavano di essere inviati a uno ancora peggiore, il Progetto della Forza di Reabilitazione (RPF). Un giorno lavorai assieme a una donna che pareva avere sui 60 anni. Dovemmo pulire le finestre con acqua gelata e alcuni vecchi giornali. C'erano anche donne incinta sul DPF. Dormivamo (forse 5 o 6 ore per notte) in varie stanze affollate nel vecchio hotel, il Nordland, dove viveva lo staff del FOLO, e mangiavamo nello scantinato dell'hotel. Di solito c'era un po' di cibo - spaghetti, riso e alle volte anche uova - ma dovevamo essere svelte per prenderci la nostra parte. 

Nonostante le spaventose condizioni fisiche in cui vivevamo, la cosa peggiore era l'umiliazione; venivamo fondamentalmente trattati come criminali. Quando arrivai lì, mi trovavo già in un pessimo stato mentale, e le cose non facevano che andare peggio. È difficile descriverlo, ma pensavo sul serio che stessi per morire. Mi pareva che il mio corpo fosse diventato un oggetto, e alle volte non riuscivo nemmeno a muovermi o parlare. La gente cercava di farmi uscire da questa condizione forzandomi a camminare o correre e guardare le cose presenti nella struttura. Non mi aiutò, ma era ciò che Hubbard diceva si dovesse fare con le persone confuse. Un giorno, a due del DPF fu ordinato di portarmi fuori e farmi correre. Questi stavano letteralmente scortandomi di peso trattenendomi per le braccia giù per la strada fuori dal FOLO. Una donna ci notò e cominciò a gridare in danese di lasciarmi andare, minacciandoli di chiamare la polizia. Questi allora mi riportarono velocemente dentro. Perché mai non chiesi aiuto a quella donna? Il mondo esterno aveva ormai cessato di esistere quasi del tutto per me, era inconcepibile che dei non-Scientologist potessero fare qualcosa per me. La mia sola speranza era di passare in qualche modo attraverso il programma. 
 
Una notte mi fu detto che stavo per essere sbattuta fuori da Scientology (una dichiarazione di SP); qualcosa che era capitato ad alcune persone assegnate al DPF. Significava uscire da quello scantinato, ma non ero in grado di immaginare più la vita all'esterno. Tutto ciò che sapevo era che il mio futuro per l'eternità era andato perduto. Quando il giorno successivo mi dissero che sarei potuta rimanere, ne fui immensamente grata (perché mi mantennero con loro? Secondo alcune note che mi capitò di leggere, mi trovavo in un tale cattivo stato che questi erano timorosi che avrei potuto causare a Scientology una situazione davvero imbarazzante, se fossi tornata indietro dalla mia famiglia in quello stato). 

Un giorno, mentre mi affrettavo a correre al lavoro, ebbi la strana sensazione che ormai ogni sentimento in me fosse stato soffocato. Il freddo penetrante della neve che si scioglieva nelle mie scarpe sottili, la sete, la fatica, la paura fisica e mentale - tutto era scomparso. Niente era più importante. Sentivo di muovermi come un robot. 

Adesso come allora, qualcuno provava ad andarsene. Io e un'altra donna svedese fummo mandate alla stazione del treno per intercettare un uomo da Stoccolma che non si trovava più. Lo trovammo, ma non riuscimmo a convincerlo a ritornare. Mi raccontò che non credeva nella storia del segreto OT3, e rifiutò di restare. Per un momento, sentii benevolenza per lui, e avrei voluto salire anch'io su quel treno. Ma velocemente soffocai quei pensieri dentro di me; lui aveva torto e noi avevamo ragione, e io dovevo credere che le cose stessero davvero così. 

 
 
 
Torno al mondo reale

Nel Gennaio dell''84, ero una Scientologist "riformata". Ero stata lodata per aver svolto del lavoro di qualità nella Unità Traduzioni, e mi era stato permesso di tornare indietro a Stoccolma. Ma per anni dopo quella esperienza, vissi in uno strano stato di intorpidimento, con occasionali scoppi emozionali. La mia autostima era per lo più andata, e lasciavo che le altre persone rovinassero la mia vita. Rimasi un membro dello staff per un altro anno o giù di lì, poi lasciai l'incarico per prendermi cura della mia famiglia e pagare i debiti. In qualche modo, avevo perso molte delle mie ambizioni personali nella vita. L'unica cosa che sembrava ragionevole sognare era di racimolare abbastanza soldi per fare i livelli di Scientology. Ero fermamente convinta di dover avere grandi problemi (dopotutto, i metodi di Scientology, che ci veniva assicurato funzionassero sempre, non pareva avessero fatto granché su di me), e che avessi realmente bisogno della terapia di Scientology. 

Dopo più di dieci anni trascorsi in Scientology, decisi di riprendermi cura della mia educazione, e di cercare di trovarmi un lavoro migliore. Al college, ottenni accesso a Internet dai computer degli studenti. Qualcuno mi mostrò come usare un motore di ricerca, e un giorno mi venne l'idea di battere la parola "Scientology", pensando che la chiesa dovesse avere qualche sito web. Con mia sorpresa, il risultato fu una luuunga lista di entry, e un'occhiata più attenta mi rivelò subito che molti di questi siti erano di sicuro non approvati dall'organizzazione. 

C'erano storie critiche scritte da ex membri, alcuni dei quali avevano ricoperto posizioni alte nella gerarchia della chiesa. C'erano storie terribili su come Scientology stesse molestando i critici, cercando di far loro smettere di parlarle contro pubblicamente. C'erano informazioni sul passato di Hubbard, che non si accordavano per nulla con la storia ufficiale data dalla chiesa. E c'erano i "livelli segreti", quelli che eravamo stati spinti a credere contenessero il più alto livello di conoscenza spirituale su questo pianeta. Esitai per giorni prima di avere il coraggio di darci un'occhiata - perché la sola lettura era supposta danneggiare una persona che non fosse adeguatamente preparata. Ma le altre informazioni critiche stavano facendosi strada in me, confermando i dubbi che avevo avvertito così tante volte durante gli anni. Dovevo sapere, così presi la mia decisione. 

Xenu, vulcani, DC8, body thetan... questo era quello per cui c'era tutta questa agitazione? Finalmente mi si aprirono gli occhi - ero stata ingannata. 

Non è piacevole esaminare criticamente le vostre credenze più care, ma c'è un enorme prezzo da pagare se non lo fate. Guardate la gente che sta nel servizio segreto di Scientology (l'OSA) - davvero sognavano di trascorrere la loro vita spiando la gente e molestandola? Davvero gli addetti alle vendite (i registrar) sono entrati in Scientology perché a loro piaceva spremere fino all'ultimo centesimo dalle tasche degli altri? E gli Scientologist che stavano attendendo a Lisa McPherson durante i suoi ultimi giorni di vita, molto probabilmente cercavano solo di aiutarla - ma ora lei è morta! Quando proseguite per la strada di una credenza cieca, c'è il rischio che finiate a fare cose che sono molto, ma molto contrarie a qualsiasi buona intenzione con la quale abbiate cominciato all'inizio. 

Non sto dicendo che non esistano persone che sono felici con Scientology, o che la trovano utile. Io posso solo parlare per me stessa - ho sperimentato di persona cose che vengono completamente trascurate nell'immagine sontuosa presentata dai materiali promozionali dell'organizzazione. Chiunque voglia affiliarsi a Scientology, dovrebbe essere messo in guardia che l'organizzazione non gli sta dicendo l'intera storia... 

 
 
 
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