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Melanie Wagner: Benvenuti nel gruppo più etico del pianeta

Serie di interventi scritti tra il 10 e il 24 marzo 2008 sul forum "Ex Scientologists message board".
Spaccati di vita di una bambina reclutata nella Sea Organization ad appena 13 anni.

Traduzione a cura di Martini, marzo 2008

 
(N.B.: I genitori di Melanie sono scientologist di lungo corso e staff di Scientology o sue affiliate [1] [2].
Melanie è una cosiddetta "seconda generazione").

Sono stata reclutata in Sea Org a 13 anni. Per farmi entrare mi raccontarono un sacco di bugie, come fu subito evidente al mio arrivo alla PAC Base nel 1992. La mia prima reazione fu scappare sulle colline, ma i miei reclutatori mi avevano accompagnata in auto a Los Angeles dalla Bay Area [San Francisco] e non avevo un posto dove andare. Ero spaventata a morte anche dal debito Freeloader, ed ero sicura che se solo avessi messo piede fuori dalla porta dicendo «No, non ci sto» mi sarei ritrovata sul groppone un conto da paura. Ero una ragazzina molto ingenua.

Uno dei motivi per cui firmai il contratto con la Sea Org fu perché ero acutamente consapevole delle ristrettezze economiche dei miei genitori. Come ho detto in un altro post, da un anno non andavo a scuola perché i miei non si potevano più permettere la retta alla Delphi [una scuola privata Scientology - N.d.T.]. Per cui ero assolutamente certa che non si sarebbero mai potuti permettere di rimandarmici e se me ne fossi andata di casa avrebbero avuto una bocca in meno da sfamare.

Perciò eccomi lì a riempire moduli, a fare la verifica A-J e poi sul EPF [Estate Project Force - Prodotto Zero]. Mi sentivo tristissima. Appena restavo sola scoppiavo a piangere. Ricordo che all'arrivo telefonai ai miei e dovevo cercare di convincerli che ero eccitata e felice di trovarmi lì.

Sbrigai tutti i preliminari e i miei reclutatori mi accompagnarono giù nell'ufficio EPF. Avevo dietro due valige e un paio di scatoloni con tutte le mie proprietà terrene, compreso un grosso radioregistratore "modello ghetto" con dentro una cassetta dei Faith No More. I due mi aiutarono a portare tutto in ufficio. Chiesi «Che facciamo della mia roba?» e mi dissero di lasciarla lì, che sarebbe stata al sicuro. Dopo tutto quello era il luogo più etico del pianeta. Tornai in ufficio dopo un paio d'ore per prendere la divisa e cominciare ufficialmente il mio EPF. ACCIDENTI!! Dov'è tutta la mia roba? Erano spariti il radioregistratore, una valigia e uno dei cartoni. Nello scatolone c'era il mio peluche preferito. Ma ero soprattutto sconvolta per aver perso la cassetta dei Faith No More. Importò qualcosa a qualcuno? No. Era solo MEST. Ma per me, considerando quanto era spiantata la mia famiglia, significava aver perso un sacco di roba che non valeva nulla per nessuno, salvo che per me. Non l'ho mai più ritrovata.




Mi serviva una uniforme ma c'era il problema della taglia. Ero talmente giovane e minuta che non ce n'era una che mi andasse bene. Non arrivavo al metro e cinquanta e pesavo poco più di quaranta chili. Non avevo ancora messo su la stazza da amazzone che ho ora. Dopo aver rovistato a lungo in uno scatolone puzzolente pieno di uniformi logore e macchiate trovai finalmente qualche abbinamento di calzoncini e camicie che potessero andare. Ci nuotavo dentro, sembravo un clown. Ai piedi un paio di scarponi fetidi e grossolani.

Venni accompagnata in classe e cominciai i miei studi. 5 ore al giorno della storia gloriosa della Sea Org e cose del genere. Feci anche un corso di Etica di Scientology. Ero una studentessa molto brava e veloce, superavo corsi e test con molta rapidità. Era nel periodo in cui la mia memoria funzionava ancora bene... Comunque, quando non era orario di corso (che si teneva nel seminterrato di un tetro edificio con luci tremolanti - forse il vecchio CTO?) si faceva lavoro MEST.

Se ben ricordo erano 12 ore al giorno di lavoro MEST. Mi misero a lavare pentole. A me andava bene, a casa lavavo sempre i piatti e non mi pesava più di tanto raschiare padelle e pentoloni. In effetti facevo volentieri il lavoro MEST, non mi ha mai turbato. L'incaricato EPF - si chiamava Jim Garrett - mi adorava perché non brontolavo mai (lo so, io che non brontolo mai... ah ah!) e finivo il lavoro in fretta. Inoltre ero una cosina minutina e carina, con i capelli lunghi fino al sedere. Tutti sull'EPF mi adoravano, ero la mascotte del gruppo. Ero una EPFer modello. Così come a scuola ero stata un'allieva modello. Devo dire però che dopo aver cominciato a lavorare nelle cucine e aver visto le cose da dietro le quinte non riuscivo più a mangiare. Senza mamma dietro, vivevo di toast colazione, pranzo e cena. Dov'era la mia "tutor"? Beh, era al HGB [Hollywood Guaranty Building] impegnata a reclutare altri ragazzini come me, per cui non veniva mai a controllare.

Arrivò Natale e io avevo una grande nostalgia di casa. Ero sul EPF da circa 3 settimane. Volevo andare a casa per Natale. Per cui da brava bambina scrissi il mio CSW e mostrai i miei punti studente e quanto fossi "uptrend". Feci un sacco di moine e pregai Jim e i miei reclutatori di lasciarmi andare a casa per le vacanze. Erano parecchio riluttanti perché stavo per completare il corso e sarei stata una dei pochi EPFer della storia a terminare prima del tempo prescritto. Alla fine approvarono la mia richiesta e mi mandarono a casa.

Mangiare cibo vero e tornare per un attimo la bambina che in realtà ancora ero fu meraviglioso. Sbrigavo con gusto le faccende domestiche, come non avevo mai fatto prima. Voglio dire, accidenti. Se sei in grado di scrostare padelle e pentole per oltre 500 persone, cosa vuoi che siano i piatti di una famiglia di quattro persone? Mi divertii molto, apprezzavo davvero casa mia, l'atmosfera familiare e la cucina di mamma. Anche mio fratello piccolo non mi sembrava più così rompiscatole. Sfortunatamente su di me incombeva la nuvola. Sarei dovuta rientrare nel giro di una settimana. 24 ore prima della partenza mi ammalai seriamente. Mamma e papà chiamarono i reclutatori dicendo che mi avrebbero accompagnata in macchina a Los Angeles non appena mi fossi rimessa. Restai malata per un bel po'. Non volevo tornare indietro. Però non osavo dirlo ai miei genitori, che pensavano fossi la loro piccola star degli EPFer in procinto di iniziare una brillante carriera di auditor nella Sea Org.

Alla fine mi caricarono in auto e iniziammo il viaggio di 6 ore verso Los Angeles. Arrivammo verso l'ora di cena. Avevamo appuntamento con i miei reclutatori al CLO [Continental Liaison Office]. Mi dissero di andare a mettermi in uniforme e raggiungere il mio gruppo (l'EPF). Me ne andai in lacrime e tornai dai miei il prima possibile. Ci portarono tutti a cenare in mensa. Che generosità! Permisero ai miei genitori di assaggiare le specialità della Sea Org! Pregai l'EPF I/C di far sedere i miei al nostro tavolo e accettò. Parlarono con gli altri EPFer, tutti dicevano quanto ero brava e carina. Erano estasiati. Avrei voluto che la terra si aprisse e mi inghiottisse in un colpo solo. Trattenevo a stento le lacrime. Poi la cena finì e per i miei venne il momento di riprendere la strada di casa. Cominciai a piangere come se stesse per arrivare la fine del mondo. Dovevo stare veramente attenta a ciò che dicevo perché i miei reclutatori ci stavano addosso come civette ed erano pronti a portarmi via al minimo accenno che volevo tornare a casa. Dovetti dire ai miei che semplicemente mi sarebbero mancati moltissimo. E lo dovetti dire cercando di essere convincente. Si staccarono da me e rincorsi l'auto salutandoli con la mano, cercando di non inciampare negli scarponi, il viso inondato di lacrime.




Terminai l'EPF in gran spolvero e alla "graduation" tutti mi applaudirono. Mi sentivo una piccola celebrità. Ero così piccola e giovane ed avevo terminato l'EPF con grande diligenza. Adesso potevo veramente affondare i denti nella sostanza ed essere una vera SEA ORG MEMBER! Era ciò per cui avevo raschiato così tante pentole...

Il primo giorno mi portarono a ITO [International Training Org] e mi fecero vedere l'org. All'adunata mi presentarono al gruppo. Mi sentivo speciale. Ero la più giovane dell'org e quasi la più giovane in tutto il palazzo! Wow! Ero in uniforme - di seconda mano e macchiata sotto le ascelle, e naturalmente di un paio di taglie troppo grande. Venni assegnata a HCO [Hubbard Communication Office] in qualità di Experidor [fattorino]. E cominciai a fare la conoscenza dei colleghi. In HCO, a parte un paio, sembravano tutti decisamente sotto i 20 anni. Ero timida, ma l'ambiente era cordiale. Mi prendevano tutti un po' in giro perché ero così giovane e minuta ma mi piaceva - mi sentivo parte del "gruppo". Tutto sommato fu una giornata piacevole, archiviai un po' di documenti e infilai un po' di comm nei rispettivi "basket".

Il giorno mi ripresentai in HCO. La D/COI [Deputy/Commanding Officer International], che era anche la mia tutor, mi disse che era venuto il momento di parlare del mio futuro incarico: sarei stata la OOT MAA [Outer Orgs Trainees - Master at Arms]. La mia prima reazione fu «Che cavolo è?». Mi spiegò allora che sarei diventata l'ufficiale di etica di tutti gli studenti che arrivavano a ITO in addestramento da org esterne. Urp...! Cosa, come, perché? Mi disse che avevo qualificato per HCO, il che era una cosa parecchio grossa. Non erano molti quelli abbastanza ganzi per HCO. Mi sarei dovuta sentire speciale! Iniziai a piangere e lei si scocciò. Mi disse di smettere di mettere "il caso sul posto" e di crescere, perché adesso ero un membro della Sea Org. Non riuscivo veramente a farmene una ragione. Lei era molto arrabbiata ma provò anche compassione, probabilmente si rese conto che continuare a urlarmi addosso non serviva a farmi smettere di piangere. Mi portò a fare una passeggiata e mi ricomposi a sufficienza per dirle perché stavo piangendo. Le dissi: «Dan e John (i miei reclutatori) mi avevano PROMESSO che se fossi entrata in Sea Org sarei diventata una auditor. Non mi avevano detto niente di HCO, di essere una MAA e comunque come cavolo pensi che possa fare la MAA se non so nemmeno da che parte si comincia a fare un ciclo di etica?» Mi rispose che non sarei stata assegnata al TTC [Technical Training Corp] perché per arrivarci bisogna essere "upstat" ed avere una produzione da record, e non era il mio caso. Aggiunse che siccome sul EPF avevo fatto "Introduzione all'Etica di Scientology" ne sapevo a sufficienza per diventare MAA. Perciò eccomi lì - fregata su tutta la linea. Non sarei diventata auditor. Tornammo al HGB verso l'ora di pranzo. Mi sedetti con i nuovi amici di HCO e dissi che sarei rimasta con loro. Erano felici per me e mi spiegarono quanto fosse ganzo stare in HCO. Ma non ero convinta.

A fine pranzo ci fu l'adunata. Ci si presentò il CO [Commanding Officer - Ufficiale Comandante] con un paio di ragazze che non avevo mai visto prima. Fecero l'appello ma mancavano alcune persone e le andarono a cercare. Stava per succedere qualcosa di grosso e nessuno doveva mancare. L'aria era elettrica. E io ero nervosa. Che cosa ci aspettava? Lo scoprimmo subito: tutta l'org era stata assegnata a una condizione di "Confusione". Eravamo sospesi dallo studio, dalla paga e anche da pause pasto complete. E avremmo mangiato soltanto RISO E FAGIOLI! L'org restò di sasso. "Ispezione al guanto bianco" su tutta l'org, che comprendeva 3 piani dell'HGB. Merda.

Venni poi a sapere che le strane ragazze erano di CMO IXU [Commodore's Messenger Organization - International Extension Unit]. Non avevo idea di che cosa fosse o che quelle due fossero mie senior. Dopo l'adunata, una mi si avvicinò chiedendomi perché non ero truccata. Le risposi che avevo solo 13 anni e che non mi ero mai truccata in vita mia. Cominciò immediatamente a urlare perché non mi ero rivolta a lei con l'appellativo "Sir". Poi mi ordinò di truccarmi. E quello fu l'inizio di 4 anni e mezzo di abusi da parte delle ragazze di CMO [Commodore's Messenger Organization]: non sarei mai stata all'altezza dei loro standard. Holly, la mia nuova amica di HCO, mi accompagnò al supermercato in fondo alla strada per comprare qualche trucco, poi tornammo di corsa in org e andammo ai bagni, dove mi insegnò a mettere il fondotinta, l'eyeliner nero, ombretto verde e un po' di rossetto. Accidenti, sembravo davvero fica!

Uscita dal bagno andai a cercare la mia tutor, volevo farle qualche domanda. Le chiesi di sapere perché anche io ero stata assegnata alla condizione inferiore visto che ero nuova dell'org. Ricordavo di aver visto qualcosa secondo cui dovevo essere esonerata dalla condizione in quanto nuova arrivata. Rispose che avrei dovuto appellarmi a chi aveva assegnato la condizione. Vale a dire che avrei dovuto vedermela con quelle puttanelle di CMO.

Protestai a lungo spiegando che avevo appena terminato l'EPF (dove le mie stats erano alte) e non meritavo di essere assegnata a una condizione inferiore. Mi dissero che poiché facevo parte del gruppo, dovevo «soffrire sulle condizioni come tutti gli altri». Naturalmente parte delle condizioni era la stesura di overt e withhold.

Durante quel periodo mi ordinarono tassativamente di non dire NULLA ai miei genitori di quanto stava accadendo in org. Se avessi creato un "flap" per me sarebbero stati casini seri. Credetemi, se avessi detto ai miei che la loro preziosa figlia cercava di sopravvivere a riso e fagioli e lavorava dalle 8 del mattino alle 3 di notte sarebbero usciti di testa. La mia amica Holly (che aveva 3 anni più di me perciò rappresentava un modello) mi diede un'idea brillante. Mi disse che avremmo potuto "prendere a prestito" del cibo dalla caffetteria per poi risarcirlo quando avessero ripreso a pagarci. Non dovevamo dirlo a nessuno: ci avrebbero fatte nere per aver disatteso l'ordine della dieta a base di riso e fagioli. Per un mesetto mangiai bene. Cercavo di prendere una sola cosa per non fare troppi debiti. Naturalmente stavo rubando - anche se nella mia testa di tredicenne il modo in cui me l'aveva messa giù Holly aveva un senso. Ma cominciavo a sospettare che stessimo facendo qualcosa di sbagliato. Avvertivo questo strano senso di colpa nel mangiare meglio dei miei camerati, per cui confessai tutto negli overt e withhold. Pessima idea. Gran casino. Mi tolsero da HCO e mi misero a tempo pieno sui "deks" [lavori di fatica], oltre ad altri guai. Gli exec[utive] fecero una riunione con le puttanelle di CMO per decidere del mio destino...

Venni presa dal panico. Telefonai a mio padre per dirgli che ero una ladra e che avevo bisogno di soldi per appianare il mio debito. Mise assieme metà della somma (circa 150 dollari) facendomi promettere che avrei pagato io il resto che dovevo alla mensa. Bellissimo! Adesso dovevo restare in piedi ancora più a lungo per fare ancora più lavoro MEST, oltre a quello che stavo già facendo. Ero in trepidante attesa di sapere l'esito della riunione che avrebbe dovuto decidere del mio destino. Le puttanelle di CMO volevano mandarmi sul RPF. Grazie al cielo la mia tutor le dissuase. Conosceva i miei genitori quel tanto che bastava per sapere che avrebbero piantato un gran casino se fossi stata mandata sul RPF così presto nella mia carriera in Sea Org. Inoltre avevo solo 13 anni - avrebbero violato completamente le leggi sul lavoro. Come se già non lo stessero facendo abbondantemente.

Restai sui decks per qualche settimana. E restai abbastanza a lungo anche sulla "Condizione di Dubbio" perché a quel punto, ormai, volevo solo tornarmene a casa. NON ero felice, ma alla fine mi parlarono fino a convincermi a restare. Per cui risalii le mie condizioni personali e mi riunii al gruppo, che era ancora in "Confusione". Grande! Adesso dovevo rifare tutto da capo con il gruppo. Cominciavo veramente ad odiarlo. Ed eccomi lì, Master at Arms degli studenti in addestramento dalle org esterne.

Lasciate che vi racconti alcune cose sul mio incarico. In Scientology c'è questo meraviglioso formulario che tutti i futuri Sea Org member devono riempire. Dovevano riempirlo anche tutti gli staff delle Org di Classe V che venivano in addestramento a ITO - si chiama "Life History". Fondamentalmente si tratta di una serie di domande sulla tua vita personale: devi elencare tutte le persone che hai conosciuto, il tuo albero genealogico, la tua storia professionale ecc. La parte più succosa è quella che riguarda la "Storia 2D" [seconda dinamica, il sesso - N.d.T.]. In pratica devi scrivere un resoconto dettagliato di ogni esperienza sessuale tu abbia mai avuto con qualsiasi partner. E secondo me questo è un modo per raccogliere un sacco di materiale ricattatorio. Per qualche motivo il mio senior volle che leggessi tutte le cartelle di chi era "sulle linee di etica", compresi i formulari della "Life History". È così che ho avuto la mia educazione sessuale. E tenete presente che la sezione "2D History" del mio formulario era totalmente vuota.




In pratica ricevetti la mia educazione di "seconda dinamica" da dei pervertiti. Voglio dire, gente che aveva falsi scopi di "2D" e non si vergognava a riportarli nel dettaglio sul formulario. Gran bell'educazione, per me. Chi sapeva che ci si può far fare un pompino da un delfino? E molto altro. Sì, era decisamente il materiale adatto da far leggere a una tredicenne vergine. Penso che il mio senior abbia avuto il suo daffare per spiegarmi il significato di tutte le azioni perverse che dovevo leggere. Comunque attraverso quelle letture e i risultati dei test venni a sapere tutto su chi era in addestramento. Era strano, ma evidentemente necessario. Finii per avere un flusso costante di gente che arrivava alla mia scrivania perché era andata "fuori 2D". Sembrava incredibile che riuscissero a trovare il tempo per dedicarsi alle oscenità che leggevo nei loro overt e withhold, visto che erano tutti studenti a tempo pieno ed ero io che tutte le sere presenziavo allo "spegnimento luci" nei dormitori. Appresi comunque che gli adulti arrapati non conoscono limiti e confini.

A proposito di adulti arrapati. C'era questo tizio di CMO che, appena finito l'EPF, cominciò a molestarmi. Stavo quasi per dimenticarmi di lui. Un paio di volte cercai di chiuderlo fuori da HCO ma aveva le chiavi e riusciva ad entrare ugualmente. Era deciso a sposarmi. Era un sudamericano sui 19 anni. Non avevo mai passeggiato mano nella mano con un ragazzo, e questo tizio voleva fare di me la sua sposa bambina. Ma figuriamoci...

Imparai presto a fare le ispezioni in camerata, ad assegnare le condizioni e anche a convocare una Commissione di Inchiesta. Mi portavo sempre dietro uno scudiscio infilato sotto l'ascella come un'ala di pollo. Si supponeva che dovessi usarlo per colpire chi osava disobbedirmi. Prospettiva agghiacciante, per me. Ero una brava ragazza che non avrebbe mai fatto del male a una mosca e ci si aspettava che prendessi a scudisciate chi non stava in riga? Non l'ho mai fatto, però dovevo continuare a portarmelo dietro. Ah! E le ispezioni nei dormitori! Sono una "Tipo A" totale, una maniaca ritentivo-anale della pulizia. Adesso che sono cresciuta lo so. A quel tempo, però, no. Poveri cristi in addestramento, non avevano alcuna possibilità. Credo che di tutti i dormitori che ho ispezionato, tutte le volte che l'ho fatto, beh, credo di aver dato un "pass" non più di due volte. Mi dispiace se siete stati vittime delle mie ispezioni. Che scema.

Iniziai a crescere e alla fine arrivò la pubertà, nonostante la dieta povera a base di riso e fagioli. Crescevo come l'erba a primavera. Un giorno ero piatta come un uscio, dopo sei mesi stavo stretta in una quarta extra. Anche la mia statura aumentò di parecchi centimetri e la cosa divenne un problema. L'uniforme non riusciva più a contenere le mie forme rigogliose e nemmeno le gambe sempre più lunghe. Ricordo benissimo un'adunata con il resto della mia org - dovevamo fare qualche tipo di esercizio di gruppo, piegarci tutti per toccarci la punta dei piedi e... ssstraapp... i pantaloni mi si aprirono in due. Erano già anche troppo corti di almeno 5 centimetri. Ne fui mortificata. Scoppiai a piangere e mi rifugiai nei bagni, dove restai nascosta fino a che la tutor non mi venne a recuperare. E adesso dovevo anche trovare i soldi per acquistare un altro paio di pantaloni. Che bello. Sono queste le cose che ancora oggi mi fanno andare in bestia. Era colpa mia se i pantaloni mi si erano aperti accidentalmente durante l'adunata? Era colpa del CO, che ci aveva fatto piegare per toccarci le punte dei piedi? Ridicolo.

Comunque adesso avevo queste due grosse tette - e comincia il divertimento. Cominciai ad attrarre ogni tipo di attenzione maschile non gradita. Avevo 14 anni ed ero presa costantemente di mira. I miei compagni di HCO mi trovarono ogni tipo di soprannome. Dovevo chiudermi la camicia con una spilla di sicurezza perché continuava ad aprirsi all'altezza del seno. Una volta dovetti farmi fare un touch assist per un mal di testa feroce, visto che non potevamo prendere il tylenol. Ridicolo. Chiesi aiuto a un collega di 19 o 20 anni, sposato. Con me era sempre stato un compagnone e pensai che non ci fosse nulla di male. Errore. Approfittò del fatto che era molto più grande di me e che eravamo soli in una stanza chiusa. Ne rimasi molto turbata. Mentendo gli dissi che il mal di testa era passato per cui poteva smettere l'"assist". Corsi fuori, mi rifugiai in bagno e piansi per un'ora, finché non arrivò Holly. Le raccontai l'accaduto e mi disse che non era poi quel granché: lui era arrapato e io mi sarei dovuta sentire lusingata. Non lo ero per niente. In seguito Holly venne "arrestata" [inviata sul RPF] perché fu scoperta al bookstore mentre faceva un pompino a quello stesso tizio. Nessuna meraviglia che non fosse stata solidale con me. Scoprii poi che i due avevano discusso se coinvolgermi o meno nelle loro "attività extra curricolari", ma alla fine avevano deciso di no perché ero un tipo troppo puritano. Bella roba, non c'è che dire.

Oh, m'è venuta in mente un'altra cosa. Le puttanelle di CMO mi stavano ancora appresso, sempre a controllare che mi pulissi bene il naso e continuassi a truccarmi. Un giorno un paio di loro mi strinsero all'angolo chiedendomi che razza di hippy fossi (fin dall'età di tre anni avevo portato i capelli lunghi fino al sedere, con la riga in mezzo) e dicendomi di farmi dare un'aggiustatina. Messaggio ricevuto, dovevo solo trovare i soldi per un taglio di capelli. Scarpinai giù per Hollywood Bl. e alla fine trovai un salone di parrucchieri, e me li feci accorciare. Durante la pausa cena acquistai della tintura e dopo il lavoro mi tinsi di nero. Ero orrenda. Il giorno dopo le tizie di CMO mi fecero la ramanzina, ma andava bene così. Mi ero ribellata, era iniziata la guerra. Decisi che avrei combattuto il più possibile senza finire sul RPF. Mi feci forare le orecchie diverse volte, alla fine avevo cinque orecchini da una parte e sei dall'altra. Portavo anelle grosse vicino al viso, e sempre più piccole salendo. Uscirono di testa. Ma erano soddisfazioni che dovevo prendermi. Le puttanelle di CMO decisero che siccome avevo le tette grosse (per la cronaca, loro erano piatte come assi da stiro) allora ero una troia. Per il resto della mia carriera in Sea Org venni variamente appellata come puttana, zoccola, troia, succhiacazzi ecc. Adorabili... Se oggi ho una grande autostima lo devo soprattutto a quelle due.




Adesso vi racconto come decisi di uscire da quel tormento. Sarei andata "uplines". Ero disposta a sparare pur di farmi trasferire a Int Management, dove avevo sentito dire che il cibo era buono e gli alloggi e tutto il resto erano migliori. Tenete presente che la nostra dieta era ancora a base di soli riso e fagioli. Per qualificare per uplines devi avere un ruolino impeccabile. Ora, per essere in HCO, come io ero, dovevi avere un ruolino impeccabile. Per cui immaginai di essere già a metà strada. Cominciai l'approfondita verifica di sicurezza che mi avrebbe permesso di essere trasferita a GOLD. Fu un procedimento parecchio lungo che richiese veramente un sacco di tempo (mi spiace, ma non ricordo i dettagli).

Intanto stavo lavorando sodo per cercare di risalire le condizioni inferiori assieme al resto della mia org. Era imbarazzante. Ero certa di avere scelto l'org sbagliata a cui appartenere. Tutti nel palazzo sapevano in quali casini fossimo. Ancora oggi non so di sicuro perché eravamo stati assegnati a quella condizione. Ciò che posso dire è che la situazione si trascinò per oltre un anno. Poi ci chiamarono per un'altra adunata e questa volta c'erano tutti, voglio dire TUTTE le org dell'edificio (salvo CMO, naturalmente). Stava per succedere qualcosa di grosso. E infatti arrivò questo gruppetto impettito tutto vestito in belle uniformi. Avremmo avuto un nuovo management, ogni org avrebbe avuto nuovi CO [Commanding Officer]. I vecchi CO furono tutti arrestati. I nuovi arrivavano da Int Management, avevamo una nuova "Squadra di Comando". Credo che avessero completamente rivoluzionato l'organigramma ma non posso dirlo per certo. Quel che so è che da quel momento nella mia org iniziò veramente un regno del terrore. Avevamo questa nuova CO ed era letteralmente una "urlatrice". Ma ci tornerò su più avanti.

Alla fine mi dissero che mi trasferivano al TTC. Credo che alla fine avessero deciso in quel senso perché nel frattempo ero di nuovo stata mandata sui "decks" e volevo lasciare la Sea Org. Forse gli exec pensavano che dandomi quel che mi era stato promesso al momento del reclutamento sarei rimasta. Per cui iniziai il mio "routing form" [percorso burocratico] per TTC, e mi fregarono di nuovo. Non andavo a TTC per diventare un auditor come avevo sempre desiderato, ma per fare il Chiaritore di Parole. Per me fu di nuovo catastrofe, è inevitabile. Mi avevano promesso una cosa e mi stavano ingannando di nuovo. E ancora una volta mi urlarono di non fare "caso sul posto", minacciandomi di azioni di etica. Mi tiranneggiarono per farmi accettare il posto di Chiaritore di Parole visto che, dopo tutto, era "il maggior bene sul maggior numero di dinamiche". In effetti fu quasi una manna dal cielo perché non ero più costretta a lavorare fino alle 3 del mattino: adesso dovevo essere "studentabile" [riposata a sufficienza per studiare]. Chissà, forse sarebbe andato tutto bene. Studiavo tutti i giorni e intanto venivo gentilmente plagiata. Facevo domande, confrontavo HCOB e HCOPL. Scoprii alcune vistose discrepanze e veramente un sacco di policy che non venivano seguite. A quel punto iniziai davvero a fare un sacco di domande. Scrissi rapporti, un sacco di rapporti. Chiedevo al mio "twin", al mio supervisore, a chiunque potessi chiedere. Feci veramente troppe domande e naturalmente mi misi di nuovo nei guai. Per cui imparai sulla mia pelle a tenere per me i miei pensieri. Mi urlavano dietro di continuo. Finii il mio Corso Professionale di Chiarimento di Parole e iniziai l'internato.

Non so come, ma venni scelta come Chiaritore di Parole privata per questo tizio di ASI [Author Services Inc. - personale Sea Org, gestisce i copyright di Hubbard - N.d.T.]. ASI è sui Canali di Comando assieme a RTC per cui ero nervosa. Il tizio era un executive da tempo. Ci assegnarono un'aula tutta per noi. Noi due soli. Io avevo quasi 15 anni e lui quasi 35. Beh, diciamo che approfittò del fatto che era più vecchio, più grosso e molto più senior di me. Il suo comportamento e linguaggio nei miei confronti furono del tutto inappropriati. Accadde diverse volte e ogni volta dovevo mettere "in" i miei TRs. Finito il lavoro mi avviavo lentamente verso i bagni, mi chiudevo a chiave e cominciavo a piangere, fino a che qualcuno non veniva a cercarmi. Alla fine presi coraggio e raccontai alla mia tutor quanto stava accadendo. Mi disse di chiudere la bocca e di non azzardarmi a dirlo a nessuno, mi stavo inventando tutto e mi sarei cacciata in GROSSI casini se avessi mosso accuse a un senior exec di quel calibro. Lei per prima non mi credeva. Comunque riuscii almeno a convincerla a cambiarmi posto. Beh, indovinate. Poco dopo il tizio venne arrestato e poi espulso. Lo destituirono da ASI, lo gettarono sui "decks" e poco dopo fu espulso dalla Sea Org. Scoprii del tutto per caso che era andato pesantemente "fuori 2D" e mentre la faccenda stava uscendo saltò anche fuori che aveva avuto una condanna per molestie sessuali su una minorenne. La mia tutor venne a dirmi che adesso mi credeva. Un po' in ritardo, direte voi, il danno ormai era fatto. Purtroppo vissi altri episodi del genere ma non lo dissi a nessuno perché sapevo che non sarei stata creduta e mi sarei semplicemente cacciata nei guai. Erano sempre miei senior.




Non sto facendo un racconto in perfetto ordine cronologico, sarebbe aspettarsi troppo. Sono passati diversi anni. Durante il periodo in Sea Org andai a casa due o tre volte, mai più di quattro giorni per volta.

La cosa che sto per raccontarvi richiede una spiegazione preliminare:

Volevo andare a trovare i miei. Formalmente si chiama LOA [licenza, congedo]. Per farmi approvare questo LOA dovevo scrivere un CSW [Complete Staff Work] e farlo approvare dal mio senior, dal senior del mio senior e da qualche altro executive. Poiché l'org era ancora su condizioni inferiori stavo semplicemente chiedendo un miracolo. Terminai l'Internato del Pro World Clearer come mi avevano detto che avrei dovuto fare prima di chiedere un LOA. Il mio CSW era salito su fino ai canali di comando, poi si era bloccato nell'ufficio del CO. Avevo già il biglietto pagato e avrei dovuto prendere l'aereo quella sera stessa. Cominciavo a diventare frenetica. Perché il mio CSW non era stato firmato? Andai nell'Ufficio degli Executive, che comunicava direttamente con l'ufficio del CO. Pregai gli exec di darmi una mano. Avevo presentato tutta la mia documentazione già da tre settimane per avere tutto il tempo necessario. Li informai che avevo l'aereo nel giro di un'ora e ancora non avevo avuto notizie del mio CSW. La Chief Officer andò nell'ufficio del CO, che cominciò subito a sbraitare. Poi il CO arrivò come una furia prendendomi a male parole per avere osato distogliere i suoi executive e interferire con la gestione dell'org ecc. ecc. Scoppiai a piangere - e naturalmente mi redarguì pesantemente per "caso sul posto". Gli exec presero le mie difese: sia il Supercargo che il Chief Off cercarono di convincere il CO - le spiegarono che impedirmi di andare a fare visita ai miei sarebbe stato un flap, visto che ero ancora minorenne. Non ricordo di preciso che cosa accadde, ma il CO mi chiese se mio padre era staff da qualche parte. «Sissignore» risposi, «È il Reg della Divisione 2 della Redwood City Mission». Mi chiese il numero, sollevò il telefono e lo chiamò. Poi per diversi minuti inveì anche contro mio padre, non so perché. Gli disse che stavo causando un grosso flap e che avevo distolto dal posto tutti gli executive dell'org per poter avere la mia preziosa licenza ecc. ecc. Alla fine gli disse che mi avrebbe autorizzata a partire, ma intanto il mio volo era già decollato. Dovetti affannarmi per trovare un posto in stand-by per il mattino successivo. Voglio dire, dovetti sudare sette camicie per avere una licenza del tutto legittima.

Salto avanti di sei mesi. Ormai il Natale era alle porte. Ero stata una brava bambina, le mie statistiche erano alte e avevo lavorato alacremente per avere da Int le "clearances" per Gold. Avevo continuato a fare il Chiaritore di Parole. I miei mi chiesero se sarei riuscita ad essere a casa per Natale. Risposi di sì. Dentro di me però pensavo che non sarei riuscita a presentare il mio CSW in tempo. Avrei semplicemente fatto blow! L'ultima volta avevo dovuto faticare davvero molto per ottenere il permesso e sapevo già che questa volta non me lo avrebbero concesso. In realtà, se non ricordo male, il CO aveva già annunciato a tutta l'org che quell'anno NESSUNO sarebbe andato a casa a Natale. Per cui mentii. Dissi ai miei che potevano comprarmi il biglietto e all'avvicinarsi della data di partenza confermai che avevo già il CSW firmato.

Intanto ogni sera, nel dormitorio, facevo una cernita delle mie cose. Non sarei riuscita a portarmi dietro tutto e sarei stata costretta a lasciarne lì un bel po'. Dovevo anche far sembrare alle mie compagne di stanza che mi assentavo solo per pochi giorni. Avevo mentito anche a loro dicendo che avevo un CSW firmato. Arrivò il 23 dicembre, era ora di andare. Verso le 4 del mattino trascinai giù il mio baule e chiamai un taxi. Appena arrivò ci saltai dentro e mi feci portare all'aeroporto. Dovevo partire veramente presto per assicurarmi che non ci fosse in giro nessuno. Una volta arrivata cercai una poltrona fuori vista (così se fossero venuti a cercarmi non mi avrebbero individuata facilmente) e attesi. Il mio volo sarebbe partito solo dopo 4 ore. Credo sia stato il momento più teso e più lungo della mia vita. Ero sicura che LORO mi avrebbero rincorsa e trovata. Come Dio volle annunciarono l'imbarco. Ce l'avevo fatta.

Mio padre mi venne a prendere all'aeroporto e arrivati a casa facemmo colazione e le cose normali che si fanno in famiglia. Poi ci stipammo tutti in macchina e andammo alla ricerca di un grosso albero di Natale. Restammo fuori tutto il pomeriggio e meno male, tremavo come una foglia a ogni squillo del telefono! Ma al ritorno c'era ad attenderci un messaggio in segreteria: «Salve signori Wagner, sono Amy, l'HAS di ITO. Mi chiedevo se per caso di recente avete parlato con Melanie. Potreste richiamarmi al più presto?».

Merda. Mio padre mi guardò ma mi limitai ad alzare le spalle. Poi mentre componeva il numero scoppiai in lacrime. Mia madre mi guardò storto. Ero fregata. Si trattava solo di aspettare e vedere...

Mio padre restò al telefono parecchi minuti poi prese mia madre e si chiusero in camera. Quando uscirono, mio padre mi disse che era MOLTO deluso di me e che mi avrebbero rispedita a Los Angeles il mattino dopo. Per il resto della serata vollero che sbrigassi le faccende, lavare i piatti, pulire i bagni e quel tipo di cose. Non riuscivo a crederci. Ero stata tradita dai miei stessi genitori. Invece di chiedermi che cosa mi avesse spinta ad andarmene in quel modo, avevano giurato solennemente di rimandarmi indietro. E per giunta la vigilia di Natale. Non riesco a trovare le parole per descrivere come mi sentii e come mi sento ancora oggi. Il giorno seguente mi misero sull'aereo dicendo che avrebbero trattenuto le mie cose e i regali per me - me li avrebbero mandati solo quando avessi risalito le condizioni inferiori. Arrivata a Los Angeles mi stavano aspettando in aeroporto e mi misero nuovamente sui decks. Quell'anno trascorsi il Natale a raschiare padelle e pentole. Restai sui decks per oltre un mese. Non riuscivo a risalire quella fottuta "condizione di dubbio". A quel punto pensavo che se anche fossi riuscita ad andarmene di nuovo non avrei saputo DOVE andare (ripensandoci ora, i miei nonni sarebbero stati FELICI di accogliermi). I miei stessi genitori non mi volevano, non dopo avermi rispedita indietro in quel modo. Che cos'altro potevo pensare? Avevo 15 anni.

Per me è dura. Ogni volta che penso «l'ho superato» mi accorgo che non è vero. Credo davvero che dopo queste esperienze covo ancora un sacco di rabbia, di dolore, di delusione, di fiducia calpestata. Non smetto mai di stupirmi. Credo che l'episodio che vi ho appena raccontato sia stata una delle esperienze peggiori che abbia mai vissuto. Ha fatto molti più danni di tutti gli abusi che ho dovuto sopportare. Strano che certe cose che ad alcuni sembrano piccolezze, ad altri cambino per sempre la vita. Ancora oggi penso che i miei genitori non si rendano conto di come il semplice atto di rispedirmi in Sea Org "da bravi scientologist" mi abbia in realtà danneggiato. Mi è caduto letteralmente tutto il mondo addosso.

Il motivo per cui sono stata zitta per tanto tempo sono le molte minacce fattemi quando alla fine ho fatto il "routing out". Ci ho messo un bel po' a lasciarmi quelle cose alle spalle. Ho raccontato a mio padre le mie esperienze in Sea Org soltanto un paio di anni fa. La sua soluzione fu di chiamare subito il DSA dell'org affinché mi "maneggiasse". Mi fece giurare di non dire nulla a mia madre. Alla fine le ho raccontato tutto solo 6 o 7 settimane fa. È scoppiata a piangere e poi mi ha detto «non parlarmene mai più». Anche lei voleva che incontrassi il DSA. Le ho detto che non ci pensavo nemmeno, alla luce di quanto era successo quando me lo aveva chiesto mio padre. Il DSA mi aveva dato della bugiarda, aggiungendo che mi ero meritata tutto quello che mi era successo. In altre parole, me l'ero "pull-in ata"... [pull-in: gergo Scientology che significa che hai fatto qualcosa per attirarti la "malasorte"].




Scusate se il mio racconto salta avanti e indietro. Adesso vorrei raccontarvi il tipo di "educazione" che ho avuto in Sea Org.

Teoricamente se hai meno di 18 anni e non hai un diploma di scuola media si suppone che tu debba continuare il tuo ciclo educativo. Il che consiste in 8 ore di "scuola" da fare ogni sabato. Dopo di che ti rimetti l'uniforme e dopo cena torni sul posto. All'inizio studiavamo al PAC, nella classe del CTO (a volte anche in quella della Cadet Org). Le sole materie che potevamo studiare erano quelle autorizzate da LRH, chiamate 3R: lettura, scrittura e aritmetica. Una volta superato l'esame in queste materie potevi continuare con altre di tua scelta come scienze, storia o arte. La nostra "scuola" era una specie di self-service. C'era un supervisore ma nessun insegnante certificato. Eravamo tutti nella stessa classe, dai 13 ai 17 anni, 11 mesi e 30 giorni. Una volta raggiunti i 18 anni non potevi più continuare la "scuola". Avevamo un sacco di libri di testo, quaderni ecc., e studiavamo cosa cavolo ci passava per la testa. Non c'era un curricolo, c'erano alcuni "fogli di verifica" e se stavi studiando "lettura" potevi leggere quello che volevi. Ricordo che il primo anno io ed altri "ragazzini" ce ne andavamo "a leggere" alla biblioteca pubblica di Los Angeles. Era bellissimo, il solo momento in cui potevo risentirmi in qualche modo bambina. Leggevamo per ore roba tipo Dean Koonz, Stephen King e cose del genere. Cazzeggiavamo il più possibile senza farci beccare. Ma alla fine ci beccarono e non ci permisero più di andare in biblioteca.

Qualcuno in alto aveva deciso che avere un gruppetto di membri Sea Org che ogni sabato gironzolava per PAC in abiti civili era "cattiva publicità". Per cui cominciarono a portarci al "Ranch". È la Cadet Org che sta a Saugus, mi pare. Lì le cose erano un po' meglio organizzate ma il nostro numero era di gran lunga superiore a quello dei supervisori, a volte eravamo 40 a 1. Dividevamo la struttura con i "Cadetti", che per lo più erano sui 14 anni. C'era sempre un gran casino. I cadetti rompevano tutto il giorno terrorizzando noi membri della Sea Org, e noi molestavamo loro. Direi che a gestire il posto non c'erano mai più di 4 adulti per volta, supervisore compreso. Ridicolo. Tra noi membri Sea Org quelli che davvero volevano imparare qualcosa erano davvero pochi, il resto cazzeggiava. Per farti sentire dal supervisore dovevi letteralmente urlare. Poiché noi eravamo gi "Addestrati alla Tech", il supervisore mi elesse sua aiutante per mantenere il controllo della classe. Ulteriore fregatura, visto che ero una delle poche che voleva imparare qualcosa. Invece dovevo cercare di insegnare qualcosa a un branco di adolescenti scalmanati, oltretutto quasi tutti più grandi di me.

Per circa un anno "studiammo" a quel modo. Poi non riuscii più ad andare a "scuola", ma gli altri continuarono. Alla fine mi organizzarono le lezioni lì al HGB dove lavoravo. Quando alla fine riuscii a terminare i 3R diedi gli esami e li superai tutti. A quel punto ero autorizzata a studiare una materia di mia scelta e scelsi Shakespeare. Andai in biblioteca a prendere un po' di libri, me li portai al HGB e cominciai a studiare. Un giorno venni convocata dal CO (non quella che non voleva mandarmi a casa a Natale). Ero un po' nervosa, che cosa diavolo poteva volere da me di così importante da interrompere la mia giornata scolastica, cosa tra l'altro vietata?

Scesi giù nel suo ufficio e il CO mi portò immediatamente nell'ufficio accanto, chiudendo la porta a chiave. Poi cominciò a urlare dicendomi che non dovevo studiare cose che non fossero i 3R o gli scritti di Hubbard. Mi tartassò perché avevo avuto l'audacia di voler studiare Shakespeare, e mi disse che stavo perdendo tempo e che lo stavo facendo perdere anche agli altri, e non era accettabile. Rimasi di stucco. Gli chiesi di aspettare un momento e corsi a cercare una copia del libro "2-D". Trovai quello che stavo cercando: Hubbard aveva scritto che una volta superati i 3R eri autorizzato a proseguire lo studio di altre materie - citava addirittura Shakespeare! Tombola, avevo la conferma di cui pensavo di avere bisogno e gongolando tornai dal CO, che mi stava aspettando. Gli mostrai con calma lo scritto di Hubbard. A quel punto cominciò a urlare con quanto fiato aveva in gola, mai vista una cosa del genere. Dentro di me pensai «ciccio, ecco quando si parla di prendersela con l'obiettivo sbagliato. Qualsiasi sia il motivo per cui ti sei ridotto così, non posso essere io la causa». Mantenni "in" i miei TRs, ma dopo avere incassato ogni genere di insulto per un quarto d'ora cominciai a rispondergli per le rime. Urlavo così forte da vedere rosso, cominciai a tremare dal nervoso. Credo di non essere mai stata tanto arrabbiata in vita mia. Urlavo addirittura più forte di lui, che restò di sasso. Era il peggior caso di insubordinazione che avesse mai visto. Lui era il mio UFFICIALE COMANDANTE e io ero un insignificante "Terminale Tecnico", ma ero arrabbiata come una iena. Quello che seguì non mi è molto chiaro. Non ricordo chi colpì per primo ma alla fine ci prendemmo a ceffoni. Ripensandoci ora mi viene da ridere. Poi entrarono il Tech Officer e il Chief Officer e il CO, massaggiandosi la guancia su cui risaltavano ancora le impronte delle mie dita, gli ordinò di portarmi immediatamente in Etica. Nemmeno per un secondo pensai di essermi messa nei casini, avevo gli scritti di Hubbard a conferma.

Ripensandoci è stato uno dei momenti della mia carriera in Sea Org di cui vado più fiera. Avevo tenuto testa a un ufficiale senior e non venni punita. Il MAA mi fece raccontare l'accaduto e scrivere un Rapporto per Conoscenza completo. Poi mi disse di tornare in classe a studiare Shakespeare.

Dopo quell'episodio, però, non riuscii più ad andare a "scuola". Per un motivo o per l'altro c'era sempre qualcosa fa fare, e non mi davano l'autorizzazione. Non riuscii nemmeno a prendere il diploma.

Alla fine tutto passa e mi assegnarono l'incarico di supervisore della classe scolastica. Avevo 17 anni. Ad essere sinceri l'ingiustizia di quella cosa mi turbò molto. Eccomi lì, responsabile di un branco di miei coetanei che dovevano prepararsi per gli esami delle medie. Alla fine portai all'esame una ventina di studenti e fui una brava insegnante, non gli permettevo di gozzovigliare.

Ecco qui la storia della mia educazione. Non è raccontata nel dettaglio ma fatevela bastare. Tornerò da voi tra qualche giorno per raccontarvi di come cercai, ovviamente non riuscendovi, di suicidarmi.




Eccomi qui di nuovo. Nel frattempo mi sono occupata della vita reale, voglio dire il qui e ora - la vita reale di mio figlio di tre anni che richiede la mia attenzione, il bucato da fare, i piatti da lavare e il telefono che non smette di suonare. La vita in cui il mio compagno mi chiama per dirmi che sta portando un amico a cena. La realtà è bellissima. È ciò che mi tiene viva, lontana dal passato e che mi proietta nel futuro. C'era un tempo in cui pensavo di non avere futuro...

Non ne potevo più. Non ne potevo più di fare il Chiaritore di Parole. Non sarei mai diventata un'auditor. Era venuto il momento di guardare in faccia la realtà. Quella di diventare auditor era stata solo una promessa per adescarmi nella situazione miserevole in cui mi ritrovavo. Ormai sapevo che non sarebbe mai successo. Avrebbero sempre avuto bisogno di me in questa o in quella classe. Sarei stata per sempre una modesta Chiaritrice-di-parole-con-l'aspirazione-di-diventare-auditor. Forse la cosa più somigliante al lavoro dell'auditor sarebbe stato fare M1 [metodo uno - chiarimento di parole al meter, N.d.T.] o percorrere i rudimenti su chi era troppo poco importante per essere preso in nota da HGC [Hubbard Guidance Center].

Ero letteralmente a pezzi. Volevo abbandonare il posto. Volevo davvero lasciarlo, mi confidai con qualcuno e mi ritrovai in un batter d'occhio di nuovo sui decks. Per cui per un mesetto feci il mio bravo MEST. Mi assegnarono "Dubbio" per quella che mi sembrava la milionesima volta. E ancora una volta decisi di restare (voglio dire, vi sembra che avessi qualche altra chance?) risalii le condizioni e fui riammessa nel gruppo. Questa volta però dissi chiaramente che ne avevo avuto abbastanza di Chiarimento di Parole. Volevo un posto diverso. Intanto ero ancora nel mezzo del mio Int Sec Check per il trasferimento a Gold. L'azione era ancora incompleta. Andavo in session circa una volta alla settimana. Mi misero a lavorare nel glorioso HGC. Ed eccomi lì - così vicina da sentirne l'odore. Ero a pochi secondi di distanza dal mio addestramento da auditor. Dovevo semplicemente fare il mio "prodotto" di Sea Org member e mi sarei addestrata in quel modo.

Mi affidarono l'incarico di Tech Receptionist e Routing Officer. Dovevo stare seduta nella guardiola dell'HGC di ITO. Uno sballo! Dovevo tenere lontano tutto il dev-t e il "traffico di corpi". E aiutare con l'instradamento dei PC che andavano in seduta. Davvero esaltante. Sentivo lo scopo morire dentro di me. Sapevo che mi ero ridotta a un incarico del tutto risibile nel mondo della Tech. Ero la feccia. Come avevo fatto a ridurmi così? Ero fatta per essere un'auditor, possibile che non se ne accorgessero?

Ero esausta. Avevo 16 anni e l'unica cosa che desideravo era scomparire dalla faccia della terra. Ne avevo abbastanza di quegli stupidi giochetti. Stavo facendo tutte le mosse sbagliate e nel frattempo me la prendevo costantemente nel di dietro. Decisi che era venuto il momento di fare qualcosa.

Smisi di mangiare. Non un grosso sforzo considerando tutto il riso e fagioli che ci avevano propinato così a lungo. Nel frattempo con il resto del mio gruppo avevamo avuto un "upgrade" verso cibo migliore - gli avanzi del giorno prima. Decisi comunque che dovevo essere discreta. Non volevo provocare un flap di PR per la chiesa. E non volevo mettere nei guai i miei genitori. Avevo pensato di gettarmi dal tetto ma sarebbe stato un gran casino e un grosso flap. E se poi non fossi morta? Avevo pensato di gettarmi sotto un autobus su Hollywood Bl. Ma anche in quel caso, troppo casino. Per cui decisi di smettere di mangiare. Anoressia - senza però l'intenzione di sembrare un grissino. Semplicemente volevo cadere stecchita in modo non troppo ovvio. Davanti agli amici facevo finta di mangiare. Mi portavo fuori la merenda, e invece fumavo. Mi nascondevo in bagno e rimettevo. Facevo finta che ciò che mi mettevano davanti non mi andasse (bello sforzo...) e saltavo il pranzo. Andava tutto per il meglio. Certo, a volte mi girava la testa. A volte sulle scale avevo le vertigini. A volte vomitavo bile. All'adunata barcollavo. Ma funzionava. Sapevo di avere i giorni contati. Andai avanti così per circa un mese. Ce l'avevo quasi fatta. Niente cibo per un mese intero. Sentivo il sapore della morte, ed era dolce. Era l'unica cosa che volevo, e la desideravo ormai da tempo.

Ma la mia amica se ne accorse. Dannazione. Era preoccupata per me, diceva che l'uniforme mi penzolava addosso. Era preoccupata che non mangiassi in modo adeguato. E un giorno mi affrontò direttamente. Le dissi che stavo bene ma che non riuscivo a trattenere il cibo, forse avevo il verme solitario. Insistette che mi facessi vedere dal MLO [Medical Liaison Office]. Per cui ci andai, mi fece un'iniezione di B12 e mi disse di "smetterla di drammatizzare". E continuai a non mangiare. Ma la mia amica insisteva e scrisse rapporti in ogni direzione. Era di CMO per cui l'ascoltarono. E alla fine dovetti riprendere a mangiare. Il piano era fallito. A quel punto ero talmente stanca e apatica che non me ne importava più niente. Mangiavo solo per farla tacere.

Andai in session. Per la prima volta da quando avevo smesso di mangiare non avevo il "metabolismo". Alla fine riuscii ad averlo e proseguii con il mio Int Clearance Sec Check. Attenzione, a quel punto avevo già fatto blow per cui non ero più idonea per lo staff di Int. Dovevo completarlo solo per compiacere i superiori. Confessai. Avevo idee suicide. Volevo morire, avevo cercato di morire e non c'ero riuscita. La mia auditor fece rapporto, doveva farlo. E il suo Rapporto per Conoscenza per qualche motivo finì sulla scrivania del CO (quella che non voleva firmarmi il LOA, non quello che avevo schiaffeggiato) la quale mi convocò.

Arrivata nel suo ufficio cominciò immediatamente a urlarmi contro. Mi disse che ero un sacco di merda e che volevo metterla nei guai, che non volevo davvero ammazzarmi ma solo sollecitare compassione. Proseguì su quel tono per una ventina di minuti. Alla fine la fissai e scoppiai a piangere. Le dissi che sì, avevo cercato di uccidermi e mi dispiaceva molto di non esserci riuscita. Ma lei non mi credeva e cercava di farmi sentire in colpa per aver cercato compassione. Che schifo. Mi sentivo come il più grosso fallimento sulla faccia della terra. Perché non ero riuscita ad uccidermi? Ero a pezzi.

Devo dire che i sintomi e I fenomeni fisici che ho sperimentato mentre scrivevo queste cose sono stati incredibili. Riesco a sentirmi in bocca il sapore della bile. Adesso non sono triste e nemmeno arrabbiata. Sento semplicemente un grosso senso di apatia. Domattina starò meglio ma per adesso vi saluto.


(Termina qui anche la mia traduzione. Chi volesse proseguire oltre è pregato di cercare i post di ChaoticPsychotic su Ex Scientologist Message Board .
Martini)


Note di Martini:

1.Presentazione dell'autrice di questo lungo racconto:

Quando ero piccola i miei genitori erano staff a tempo pieno alla missione Scientology di Palo Alto, diventata poi Missione di Redwood City. Poi mia madre andò a lavorare a tempo pieno alla Delphi.

Potrebbe sembrare che essere staff in una missione sia meno sfiancante che esserlo in un'org o nella Sea Org. Ma non è così. Mio padre ci ha lavorato per 18 anni. Iniziava alle 8 o le 9 di mattina fino alle 10 di sera o a mezzanotte.

Sono praticamente cresciuta senza mio padre. E di questo incolpo Scientology. A volte riusciva a venire a casa una mezz'oretta all'ora di cena. A volte non lo vedevo per un'intera settimana. A volte mia mamma gli preparava il sacchetto con la cena, caricava me e mio fratello e ci portava alla missione, in modo che potessimo vederlo tra in ciclo di "regging" [vendita di Scientology] e l'altro.

A scuola ero una bambina molto attiva. Partecipavo alle gare sportive, alle recite scolastiche, ero nel coro ecc. Ogni volta che avevo una gara, una recita o uno spettacolo lo dicevo a mio padre con largo anticipo. Ma sembrava non fare alcuna differenza. Era raro che ce la facesse. Mamma lavorava nella scuola che frequentavo, per cui lei c'era sempre. A volte doveva farmi accompagnare al campo di calcio da qualcuno, lei non poteva muoversi. I nonni mi stavano vicini, specialmente se cantavo da sola o se avevo il ruolo della protagonista. Zii e zie si facevano vedere spesso. Ma tutte le volte chiedevo: «È arrivato papà?». A volte riusciva ad arrivare gli ultimi dieci minuti, ma succedeva di rado. La missione veniva sempre per prima, io per seconda.

Riavvolgimento veloce alla mia vita adulta... per qualche motivo sto ancora aspettando papà. Lo vedo di più adesso di quando ero bambina, e sono felice di questo. Ma ci sono ancora occasioni - come ad esempio per il secondo compleanno del suo unico nipote - che non riesce a farcela. Adesso è perché si è offerto volontario all'org locale. Ora il suo nipotino ha tre anni e a volte lo sento chiedere... «Dov'è il nonno?».

Papà, ti voglio bene e ti sto ancora aspettando.
Per favore, fai in modo che la chiesa non sia più importante della tua famiglia.

Ti voglio bene
Tua Figlia

2. Management org, tratto da scientology.wikia.com/

Le org di Scientology si dividono in due tipi: le org di servizio e le "management org". Le org di servizio sono quelle in cui si consegnano servizi e addestramento al pubblico generale. Sono composte dalle org di Classe IV e V, dalle Saint Hill e dalle Org Avanzate, e da FSO e FSSO.

Le management org sono tutto il resto. Un'org come ITO si occupa esclusivamente di consegnare auditing e addestramento ai soli membri dello staff, ed è considerata una management org poiché esiste a livello manageriale e non è parificata alle org inferiori.

Alcune org come Gold non sono strettamente org di servizio e nemmeno management org, ma poiché sono collegate alle org di livello manageriale vengono incluse in quella categoria.

 
 
 
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