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L'esperienza in Scientology

Mauro, ex Scientologist italiano. Note a cura di Harry.

Scrivo di getto. 

Devo partire un po' da lontano.

Ho iniziato verso i tredici anni ad essere affascinato dalla possibilità che in tempi remoti la terra fosse stata visitata da individui provenienti da altri pianeti e ad interessarmi di fantascienza (non che le due cose fossero strettamente collegate... però, dato che la fantasia non ha limiti...)

La nuvola di idee e castellinaria mi ha accompagnato fino ad oggi che ho 43 anni suonati e ci convivo benone.

Un bel dì, e giuro che non mi ricordo la data precisa (sarà stato il 1981 o l'82), due cari amici che frequento assiduamente e che chiamerò Lei e Lui, mi comunicano di aver scoperto una cosa, ma una cosa... che... "devi venire a vedere perché se te lo raccontiamo non ci crederesti".

"Di che cosa si tratta", chiedo.

"Hai paura a parlare in pubblico?"

"Sì", rispondo.

"Ah! E perché?", ribatte Lui.

"Hm...rrr...hm...BOH!?", dico io che non so proprio che cosa rispondere alla domanda.

"Ecco", continua Lui, "siamo stati ad una conferenza dove tra molte altre cose hanno parlato anche di come si possono ovviare (risolvere) questi e ben più grandi disagi. Pensa che Lei, timida come te, ha parlato senza problemi di fronte a una folla considerevole senza avere il minimo problema".

Lei, a questo punto, conferma, tutta "gasata" dal "successo" conseguito.

"Oh, perbacco!", mi trovo a pensare, "Se ci sono andati loro che conosco così bene e mi sono così cari, posso ben seguirli anch'io".

Così ci mettiamo d'accordo e una sera ci rechiamo nel tal posto in centro a Milano per una conferenza in cui parlano di un tizio che ha scritto un libro che si chiama Dianetica: la scienza moderna della salute mentale. Non ricordo molto della serata se non che il clima, dopo la conferenza, era molto gioviale (esaltato, direi ora) e che alla fine comperai il libro che iniziai subito a leggere. Lo trovai affascinante e quando i due amici mi proposero di partecipare ad un'altra conferenza li seguii di buon grado. Si parlò di "Touch Assist" e di metodologie pratiche per lenire il dolore fisico alle persone.

Mi ricordo che pensai qualcosa del tipo "Ma dove sono stati nascosti questi qua che sanno delle cose così belle".

In sere successive venni a sapere come funzionasse la comunicazione e comperai un corso in (forse) dieci serate che parlava della mente e iniziai a seguirlo.

Tornando a casa dall'ufficio una sera trovai mio padre visibilmente alterato. Aveva preso in mano il libro di Dianetica, ne aveva letto qualche passo, e ora me lo trovavo davanti con un'espressione cupa che blaterava innominabili nefandezze (ora le chiamerei verità) a proposito del tizio che l'aveva scritto.

Non stetti molto bene quella sera.

Il giorno dopo contattai una persona dell'organizzazione (una volta che uno comincia a scivolare mica si ferma: no! si spinge anche per scivolare più veloce, eh?) per avere dei consigli su come fare in modo da convincere mio padre a non essere così "contro" questa cosa così affascinante. Mi fu suggerito come "imbonirlo" e io feci come mi dicevano (dagli sempre dei riconoscimenti, sii sempre interessato e altre amenità che conosciamo bene) ma i nostri rapporti si fecero più tesi col passare del tempo finché non accettò l'idea che in fondo erano fatti miei e che la faccenda me la sarei gestita io.

I registrar [1] fecero il loro lavoro e fui preso nell'ingranaggio. Feci il corso HQS [2], qualche seminario in cui appresi come audire, plastiline a profusione [3] e poi il Purification Rundown [4]. Il mio QI salì, le radiazioni si sciolsero come burro al sole d'Agosto e ne uscii lindo e pulito come nuovo (ora dico un po' più fesso ma lasciamo perdere). I registrar continuarono a lavorare e iniziai a comperare i corsi dell'accademia compreso un e-meter mark VI [5] che conservo ancora come cimelio. Non stavo male, studiavo con soddisfazione, la curiosità cresceva, i supervisori erano contenti dei miei risultati e il tempo passava.

Finché un giorno non successero alcune cose che fecero suonare un campanello di allarme. In una conferenza il conferenziere (la conferenziera, a dire il vero) parlò di come il mondo esterno avesse, per lei, perso completamente di valore; "La vera vita è qui!", o qualcosa del genere.

Immediatamente ebbi una nostalgia mai sentita prima degli amici "cattivi" che non vedevo da anni.

Mai provata una nostalgia così. Mi viene il magone ancora adesso.

Poi rilessi una frase inquietante su una delle stramaledette sigle (accaciobì, acca... qualchecosa): "Preferiremmo vederti morto che incapace". [6]

"Minghia", pensai, questa fa il verso a "chi non è con me è contro di me" sulla quale sono parimenti in disaccordo. E sentii qualche rantolo dentro al mio petto.

Infine il supervisore del corso che stavo frequentando, al quale avevo comunicato che sarei stato via un mese perché portavo le mie terga a prendere il sole su qualche costa dell'Italia, mi comunicò che non potevo; altrimenti le sue statistiche sarebbero scese. Ci fu uno scambio di vedute non del tutto pacifico e capii che di quel passo mi avrebbero chiesto sempre di più, come era scritto nei materiali.

Feci uno più uno più uno uguale a tre e mi misi a piangere per gli amici che non vedevo più.

Tornai a casa e telofonai ad uno di essi. Il giorno dopo, mi disse, sarebbe andato nel tal posto dove avevamo passato serate interminabili a giocare e a raccontare salutari fanfaronate; ci sarebbero stati anche tizio, caio, sempronio e la rossa tornata dal Texas.

"Ti passo a prendere?" Non mi bastarono le esse e le i per dire un grosso quanto lo volevo dire.

E il giorno dopo ci fu una festa nel mio cuore che non vi so raccontare.

Ovviamente non è andato tutto così liscio. Ne sono successe delle belle che vi racconterò in seguito se avrete voglia di leggermi (e se riuscirò a ricordarmi... riuscirò, riuscirò!). Questo è quello che mi è uscito in un quarto d'ora, prima di andare a casa dall'Anto, la moglie che non avrei trovato se fossi stato in quell'angusta stia dove mi ero ficcato.

 
 

Note 

[1] registrar = reclutatore, addetto alle vendite di Scientology.

[2] H.Q.S. = Hubbard Qualified Scientologist, corso di "Scientologo Qualificato Hubbard".

[3] La Tecnologia di Studio di Scientology prevede l'impiego di plastilina per fare dimostrazioni dei concetti che si stanno studiando.

[4] Purification Rundown = "Rundown di Purificazione". Consiste in esercizio fisico, saune a temperature elevate e massicia assunzione di vitamine.

[5] E-meter = "Elettropsicometro Hubbard", un sorta di "galvanometro a pelle". Oggi (1998) viene venduto dalla Chiesa per oltre 6 milioni di lire.

[6] "Sei qui, quindi sei uno Scientologo. Ora faremo di te un auditor esperto, costi quel che costi. Preferiremmo vederti morto piuttosto che incapace." (da Mantenere Scientology in Funzione, L. Ron Hubbard - HCO Policy Letter del 7 Febbraio 1965, ripubblicata il 27 Agosto 1980).

 
 
 
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