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Scientology dall'interno: la macchina da soldi (prima parte)

La monumentale inchiesta del St. Petersburg Times sulle strategie di vendita, le pressioni, le tecniche manipolative usate dalla Chiesa di Scientology su fedeli e personale per incamerare quantità enormi di soldi.

© Di Joe Childs e Tom Tobin, redattori del St. Petersurg Times, pubblicata tra il 13 e il 21 novembre 2011.

© Traduzione a cura di Simonetta Po, novembre 2011.

 

Secondo gli ex membri, la chiesa utilizza raccolte fondi coercitive per soddisfare il suo vorace appetito di soldi.

Indice

Prima parte
Quando i fedeli diventano "prospetti" e i contributi alla propria chiesa, "chiusure di vendita"

Seconda parte
Il personale della chiesa ricorre all'inganno e insegue gli scientologist per far loro acquistare costose sacre scritture

Terza parte
Metodi estremi

Quarta parte
I soldi, i progetti "civetta", le tasse


Vedi le video-interviste collegate a questi articoli (in inglese)



Qualche parola sugli articoli investigativi su Scientology del St. Petersburg Times

Dal giugno 2009 ad oggi, i redattori Joe Childs e Thomas Tobin hanno pubblicato 13 serie di articoli investigativi sulla Chiesa di Scientology. Quella che state leggendo è frutto di un anno di indagini sulle pratiche di raccolta fondi della chiesa.

Gli autori hanno tenuto colloqui approfonditi, centinaia di ore, con quasi 50 tra membri attuali ed ex della chiesa. Molti di essi hanno fornito documenti a sostegno delle affermazioni fatte quali fatture, rendiconti annuali e "Rapporti per Conoscenza", cioè lamentele inviate ai dirigenti della chiesa. I due giornalisti hanno poi analizzato documenti agli atti in procedimenti giudiziari, documenti dell'Ufficio Entrate, pubblicazioni e direttive della chiesa.

Il cine-giornalista del Times Maurice Rivenbark ha condotto video interviste che possono essere visionate su tampabay.com.

Poiché in Scientology parlare con i giornalisti senza essere stati autorizzati viene considerato un atto "soppressivo", gli autori hanno chiesto di poter parlare con gli staff i cui nomi sono emersi nei racconti degli ex membri, oltre che con il capo di Scientology David Miscavige.

La chiesa ha respinto tutte le richieste e ha inviato una replica scritta di 144 pagine.

Joe Childs, caporedattore/Tampa Bay, scrive articoli su Scientology dal 1993. Può essere contattato a childs@sptimes.com

Thomas C. Tobin scrive articoli sulla Chiesa di Scientology dal 1996. Può essere contattato a tobin@sptimes.com

Maurice Rivenbark è foto-giornalista del Times dal 1981 e ha già lavorato ad articoli su Scientology. Può essere contattato a rivenbark@sptimes.com.



Ex interni di Scientology descrivono un mondo fatto di "chiusure di vendita", prospetti, quote di produzione irrealizzabili e coercizione

© Di Joe Childs e Thomas C. Tobin, St. Petersburg Times, 13 novembre 2011. © Traduzione di Simonetta Po.
    Nei 16 anni da "registrar" di Clearwater, Hy
    Levy ha raccolto milioni. «La situazione
    odierna è così terribile che non posso
    più tacere.»

Hy Levy viveva nel terrore delle conseguenze se non avesse rispettato la quota di 200.000 dollari, il suo obiettivo di vendite settimanale. Il denaro doveva entrare entro e non oltre le ore 14,00 di ogni giovedì.

Non si accettavano scuse.

Se falliva l'obiettivo, i capi lo esiliavano spesso nelle cucine e raschiare pentole. A volte gli facevano mangiare soltanto riso e fagioli per una settimana intera. Lo umiliavano pubblicamente chiamandolo perdente, sabotatore. Bestemmiavano, gli urlavano in faccia sei un bastardo subumano!

Levy racconta che le parolacce erano linguaggio abituale, là dove lavorava: la Chiesa di Scientology.

§§§

Levy ha lavorato come "registrar" per 16 anni. Era un addetto alle vendite di corsi e servizi di Scientology nella sede spirituale mondiale di Clearwater. Sgobbava dalla mattina alla sera, membro di un team governato dal terrore e dalla convinzione religiosa; ogni settimana dovevano far incamerare alla chiesa milioni di dollari grazie alle "chiusure" delle vendite - terminologia ecclesiastica.

Il suo secondo giovedì di lavoro, nel lontano 1993, aveva marcato il passo degli anni a venire. Lo scientologist tedesco Ulrich Katzschmann aveva prima accettato di comprare una costosa serie di assistenze pastorali, poi aveva cambiato idea. Levy doveva farlo tornare sui suoi passi, e alla svelta.

Levy e il collega Dave Foster riuscirono a rintracciare la moglie di Ulrich Wilma , già a Clearwater per servizi di Scientology. La pregarono di chiamare Ulrich:« Per favore, telefonagli. Ha veramente bisogno di quelle consulenze.» Wilma telefonò in Germania dall'ufficio di Foster. Erano le 13,45, mancava appena un quarto d'ora alla scadenza. Il Capitano Debbie Cook, alto dirigente della chiesa di Clearwater, li osservava dalla porta a vetri. Mark Ingberg, altro alto dirigente, faceva pressioni: «Allora Levy, stai maneggiando questo ciclo?»

L'orologio continuava a scandire il tempo.

Wilma riuscì ad ammorbidire Ulrich. Ancora al telefono, compilò un assegno di 45.000 dollari, ma mancava ancora la firma. A Levy il cuore martellava in petto. Erano le 13,59... Wilma e il marito continuavano a parlare.

Levy la interruppe con un sussurro disperato: «Firma l'assegno!» La donna lo fece nel momento in cui la lancetta toccò le 14,00.

Adesso iniziava la quota della nuova settimana.

§§§

Oggi, almeno stando a decine di ex membri che parlano pubblicamente per la prima volta, la Chiesa di Scientology è un ingranaggio insaziabile che punta aggressivamente al patrimonio dei suoi fedeli.

Scientology incamera cifre astronomiche: 100 milioni di dollari soltanto dai servizi venduti a Clearwater; almeno 250 milioni arrivati dal 2006 nelle casse della International Association of Scientologists [IAS]; decine di milioni per i nuovi edifici chiamati "Org Ideali" e altri incalcolabili milioni derivanti dalla vendita dei nuovi volumi delle sacre scritture della chiesa.

Poi c'è l'imponente palazzo "Super Power" nel centro di Clearwater, la cui inaugurazione viene continuamente rimandata. La chiesa lo ha usato come calamita per attrarre a sÉ almeno 145 milioni di dollari in donazioni.

L'inchiesta del St. Petersburg Times ha scoperto che:

  • Scientology raccoglie fondi utilizzando tattiche invadenti, prepotenti e spesso coercitive. I suoi addetti si presentano abitualmente non invitati alla porta dei fedeli e protraggono le loro richieste di denaro per ore. Un drappello di operatori religiosi bloccò due ragazze che cercavano di sottrarsi a una festa di raccolta fondi tenuta a bordo della nave della chiesa.
  • Un'adolescente addetta alla raccolta fondi, disperata all'avvicinarsi della scadenza, stava accompagnando uno scientologist appena conosciuto dall'aeroporto in città quando gli chiese una donazione di 35.000 dollari.
  • Gli staff di Scientology hanno addebitato migliaia di dollari sui conti interni dei fedeli per libri e CD che non avevano mai ordinato, a loro insaputa e senza autorizzazione. Alcuni ex membri hanno definito questa pratica "un furto plateale".
  • I funzionari della chiesa hanno riconosciuto "casi isolati" di addebiti non autorizzati, dichiarano che i responsabili sono stati puniti e che le cifre sottratte sono state rese. Viceversa, ex membri affermano che gli addebiti non autorizzati erano frequenti.
  • I supervisori della chiesa di Clearwater utilizzano microfoni nascosti per ascoltare le conversazioni tra i venditori di Scientology e i fedeli. Una portavoce ha detto che i membri della chiesa erano al corrente dei microfoni, ma un ex membro sostiene in contrario.
  • Gli operatori della chiesa spingono i fedeli affinché diano fondo alle loro risorse economiche per acquistare servizi di Scientology e per fare donazioni. «Hai una carta di credito? Svuotala. Hai una ipoteca? Fanne un'altra. Hai fondi pensione? Usali.»Risparmi, eredità - la chiesa vuole tutto.
  • Una donna di Minneapolis, sposata da poco e in difficoltà finanziarie, addebitò 10.000 dollari sulla sua carta di credito solo per riuscire a togliersi di torno un addetto alle raccolta fondi, il quale la convinse a non farne parola col marito.
  • Molti fedeli affondano nei debiti. Alcuni sono costretti a dichiarare fallimento. Ma si sentono dire di non preoccuparsi perché Scientology li aiuterà per l'eternità e il suo valore è inestimabile.

I funzionari di Scientology negano che la chiesa faccia pressioni coercitive sui propri membri, si dice orgogliosa e fortunata della generosità dei suoi fedeli.

«Non c'è nulla di male nel contribuire finanziariamente alla propria chiesa», dice la portavoce Karin Pouw. «Non c'è niente di male che una chiesa raccolga fondi per erigere chiese, costruire cattedrali, soccorrere i bisognosi, educare, riabilitare dalle droghe e contribuire al generale miglioramento del tessuto morale della società.»

Non si sa esattamente quanto la chiesa riesca a incamerare. Poiché è un ente esentasse, la Chiesa di Scientology non è tenuta a rivelare le proprie entrate. Parecchi gruppi religiosi pubblicano volontariamente i bilanci annuali, ma Scientology non lo fa.

Gli ex membri contattati dal Times ci dipingono un quadro molto completo di come la chiesa raccolga denaro e di quanto velocemente accumuli dollari. Raccontano che tattiche di raccolta fondi particolarmente aggressive, combinate con la recessione incombente, hanno allontanato molti fedeli. La chiesa nega e vanta la sua crescita a livello mondiale. Il portavoce Tommy Davis ha detto che solo negli Stati Uniti, nel 2009 c'erano tra i 4 e i 5 milioni di scientologist.

Ma una ricerca del 2008 condotta dal Trinity College del Connecticut, ha rilevato soltanto 25.000 scientologist americani, contro i 55.000 del 2001.

L. Ron Hubbard, fondatore di Scientology, non aveva scrupoli a discutere contemporaneamente di religione e denaro. Per crescere, la chiesa aveva bisogno di soldi. «Fate soldi» diceva in una direttiva del 1972 al personale addetto alle finanze, e «fate sì che gli altri producano in modo da fare più soldi.» Lodava quei "maghi" tra i suoi staff in grado di farlo con successo: «Sono determinati e VENDONO e CHIUDONO e portano dentro tanti soldi.»

David Miscavige, successore di Hubbard, ha abbracciato quel credo. Dieci anni fa usò gli attacchi dell'11 settembre per delineare la sua visione di una grande chiesa che avrebbe salvato il mondo dall'auto-distruzione. Disse che il progetto avrebbe richiesto «un aiuto senza precedenti» da parte dei fedeli. Lo intendeva in termini di denaro.

Il lavoro di Hy Levy consisteva proprio in quello. I suoi 16 anni da venditore gli hanno permesso di conoscere in profondità il funzionamento interno della chiesa di Clearwater, nota anche come "Flag". Ora per la prima volta rivela la portata e le caratteristiche di quelle attività di raccolta fondi. Ci racconta che lui e gli altri operatori religiosi si comportavano da venditori assolutamente laici - utilizzando "gregari" e squadre organizzate per "chiudere" i fedeli, per l'occasione ribattezzati "prospetti".

Ricorda come i funzionari di "etica" redarguissero i fedeli, suggerendo che le donazioni li avrebbero tenuti lontani dai guai. Rifiutarsi di dare avrebbe significato interrompere il loro progresso spirituale. Levy sostiene che la caccia al dollaro era diventata più importante dell'aiuto.

«Moltissime delle affermazioni di Levy sulle attività di raccolta fondi della chiesa sono false e le sue cifre sono chiaramente gonfiate», ha scritto la Pouw, portavoce della chiesa. Alla richiesta di approfondimenti sulle quote fissate dalla chiesa, la Pouw ha commentato che si tratta di "obiettivi" e che anche altri enti no-profit li usano. Inoltre, il sistema della chiesa di controllare il proprio personale attraverso le statistiche è utile ed efficace.

Levy, 59 anni, ci ha raccontato che amava il lavoro e crede ancora nei principi di Scientology. Ma nel 2009 se ne è andato perché non riusciva più a tollerare le campagne di vendita sempre più pressanti che costringevano gli operatori a gare frenetiche e soffocavano i fedeli con richieste di denaro. «Alla fine non volevo che si sapesse che avevo avuto a che fare con quella gente», ha aggiunto l'ex addetto vendite, che si è trasferito nel New Jersey e ora progetta siti web. «Avevo il voltastomaco. C'era un'atmosfera folle, era pazzia pura.»

        Hacienda Gardens, Clearwater.
        Telecamere ovunque.

Levy viveva agli Hacienda Gardens, lo spoglio condominio del centro di Clearwater in cui vivono centinaia di dipendenti di Scientology. Era un membro dell'ordine religioso della chiesa, la Sea Org, e guadagnava i consueti 50 dollari la settimana. Nei 12 anni in cui sono stati assieme, ha diviso la stanza con la moglie Lyne, receptionist.

Si alzava tutte le mattine verso le 6,30 poi prendeva l'autobus Scientology che in sette minuti lo portava al Sandcastle, un palazzo sul lungomare del centro di Clearwater. Il suo ufficio a pianterreno si affacciava su una veranda vicina a un ruscello dove a volte andava a parlare con i fedeli.

Nel gergo Scientology, Levy era un "reg" (con la "g" di gelato). Molti dei suoi "prospetti" erano ricchi stranieri giunti a Clearwater per una vacanza spirituale. Il loro scopo era divenire "Thetan Operanti", cioè liberati dai ricordi fastidiosi delle vite precedenti e non più dipendenti dal corpo, in grado di essere "veramente se stessi".

La quota vendite settimanale di Levy, stabilita dalla chiesa, era partita da 200.000 dollari ma nel corso degli anni era aumentata fino a 350.000. Levi racconta che "reggiava" personalmente dalle otto alle dieci persone al giorno, più molti altri al telefono. Chiedeva che cosa volessero "maneggiare" (risolvere) con l'assistenza spirituale di Scientology - una malattia, problemi coniugali, problemi di lavoro. Poi vendeva gli "intensivi", dei pacchetti di 12 ore e mezza di auditing al prezzo di 7.800 dollari l'uno, un po' meno per acquisti in blocco.

Le fatture dei fedeli lievitavano, perché progredire in Scientology implica molta assistenza, molto auditing. Dopo essersi incontrati con Levy o con un altro dei quattro "reg" di Flag, i fedeli solitamente acquistavano più intensivi arrivando a spendere 15.000, 30.000, 60.000 dollari o più. Sempre anticipati. Levy racconta che i "reg", sempre attenti alle loro quote, per aumentare gli introiti proponevano spesso delle offerte speciali. E quando il fedele non poteva permettersele, il "reg" cominciava a indagare. Ecco come ci ha descritto una conversazione tipica: «Si aveva davanti questo tizio che diceva "non ho i soldi". Gli si rispondeva: "come fai a saperlo?" E lui: "Perché ho esaurito le carte di credito." Allora gli andava detto: "Ok, facciamo un controllo."

«Allora si chiedeva al tizio di tirar fuori le sue carte e si annotavano data di nascita, codice fiscale, cognome da nubile della madre e si diceva al tizio di andarsi intanto a prendere un caffè. Poi si cominciava a telefonare ai servizi automatici delle diverse carte di credito per verificare qual era il credito disponibile. Quando il tizio tornava, gli si diceva: "Ho fatto un giro di telefonate e hai a disposizione 35.000 dollari".»

Se aveva conservato i numeri e le informazioni personali del "prospetto", a volte Levy telefonava ancor prima del suo arrivo a Clearwater. «L'ho mai fatto senza il loro permesso? Beh, mettiamola così: non ho mai addebitato una carta senza essere autorizzato. Ma è certo che, a loro insaputa, avevo già fatto i miei conti, sapevo dove avevano i soldi e quanti ne avevano.»

Sapere di quanto i membri della chiesa potevano disporre gli diceva fino a che punto poteva spingersi per farli spendere. Racconta di averne convinti parecchi a spendere tutto quello che avevano. Il vantaggio del "denaro di plastica" era che la chiesa poteva incassare subito e permettere così a Levy di raggiungere la sua quota.

Levy e i suoi colleghi "reg" andavano anche a caccia di altre fonti di denaro. Si prendeva di mira tutto il patrimonio disponibile: fondi pensione, eredità, case, auto. Opzione suggerita era per esempio accendere una seconda ipoteca, ma per avere i soldi occorreva tempo. Attingere ai fondi pensione era più semplice, il fedele riceveva l'accredito in una decina di giorni. I "reg" arrivavano a conoscere le finanze dei loro "prospetti" tanto quanto gli appassionati di calcio conoscono il numero di gol segnati dal loro beniamino.

«Magari "reggiavo" quella persona da 10 anni», racconta Levy. «La conoscevo. Conoscevo sua moglie, la sua famiglia, i suoi figli. Sapevo dove viveva. Sapevo tutto di lei. Sapevo quanto aveva sul fondo pensione, a quanto ammontavano i risparmi per l'università dei figli. Sapevo tutto quanto mi serviva sapere perché da 10 anni lo convincevo a darmi soldi.»

Pouw, la portavoce della chiesa, sostiene che se Levy si concentrava sui soldi allora stava violando la politica della chiesa. Il suo lavoro consisteva semplicemente nell'illuminare i fedeli riguardo a Scientology. Aggiunge che Levy fu punito per essersi spinto oltre.

Dal canto suo, Levy ribatte che furono proprio i suoi superiori e gli altri "reg" a insegnarli quelle precise tecniche di vendita che la chiesa ora dice che non avrebbe dovuto usare.

«L'ufficio finanziario cercava di continuo modi più astuti e creativi di pagamento. Io ho imparato dai maestri, era quello il sistema portato avanti e promosso. Faceva parte del lavoro.»

Levy si era anche impratichito di finanza. Racconta che durante il boom di borsa degli anni '90, l'ufficio finanziario della chiesa elaborò gli aspetti legali dell'accettare azioni quale forma di donazione diretta. Divenne un esperto di operazioni finanziarie e di come le banche muovevano il denaro.

Un giovedì trascorse la mattina al telefono per cercare di trasferire il denaro di un fedele da una banca delle Cayman al conto di Flag. La fatidica scadenza delle ore 14,00 si stava avvicinando inesorabilmente. Le somme dovevano transitare per tre banche diverse, procedura che solitamente avrebbe impiegato giorni. Levy riuscì a concluderla entro le 2 del pomeriggio. «Potrei raccontarvi episodi del genere fino alle calende greche», commenta. «Io ci sono invecchiato assieme.»

Un altro giovedì Levy stava lavorando con un fedele che voleva usare un'eredità per pagare dei servizi quando lo informarono che l'assegno dell'eredità non era stato spedito in tempo per fargli rispettare la scadenza. Chiamò allora l'emittente chiedendo di bloccare l'assegno e di trasferire il denaro con un bonifico. «Dico: "può farlo immediatamente? E lei: "certo, se insiste...". Dopo 10 minuti avevo i soldi.»

Levy sapeva essere altrettanto persuasivo con i fedeli. Uno scientologist doveva finire un programma di assistenza, ma non aveva i soldi. Lo scafato "reg" insistette:

«Hai dei risparmi?»
«No, non li ho.»
«Non hai risparmi segreti? »
«No, ho speso anche quelli. »
«Che mi dici di quel gruzzolo di cui non hai parlato nemmeno a tua madre?»
Chiese Levy bluffando.

L'uomo andò a casa e tornò con 7000 dollari in contanti avvolti nel sacchetto del pane.
«A quel punto ti rendi conto che tutti ti dicono di non avere soldi, ma che in realtà tutti li hanno.»

Levy era convinto che Scientology avrebbe cambiato la vita ai fedeli e perciò non si faceva scrupoli a convincerli a consegnargli tutto.
«Ero convinto che il denaro fosse soltanto un mezzo per ottenere ciò che l'altro desiderava», aggiunge. «I benefici ottenuti con Scientology erano impagabili... se il tizio era davvero convinto di poter risolvere (un problema) e tu riuscivi a raccontargliela giusta - quanto avrebbe significato per lui e la sua vita, quanto diversa sarebbe potuta essere quella vita? - allora smetteva di preoccuparsi dei soldi.»

Hyman Victor Levy è cresciuto a San Francisco, ma a 16 anni si trasferì a Brooklyn, NY. Dopo il liceo frequentò il Brooklyn College per due semestri, ma quella vita non faceva per lui. Cominciò a interessarsi di computer e si specializzò al punto da farne una professione. La sua famiglia era ebrea ortodossa, ma lui non aveva interessi religiosi: «Per me le uniche risposte si trovavano nell'universo fisico.»

Poi un giorno del 1974 si ferì a una mano sul lavoro e un collega gli somministrò una "assistenza al tocco" di Scientology, procedimento che, re-inscenando delicatamente l'episodio, si dice allievi il dolore della ferita. Levy racconta che sanguinamento e fitte cessarono. «Quell'avvenimento mi fece capire che c'erano cose che non comprendevo». Il collega gli parlò di Scientology e Levy se ne innamorò. Nei dieci anni successivi salì il "Ponte della Libertà Totale" fino al settimo livello di Thetan Operante, a un passo dalla vetta. Calcola di aver comprato servizi per una somma compresa tra i 100.000 e i 150.000 dollari, all'epoca Scientology era meno costosa.

I procedimenti della chiesa - racconta Levy - lo avevano fatto sentire più capace e fiducioso di sé. Anche lui, come molti altri fedeli, riteneva di doversi attivare per diffondere Scientology.

Nel 1985, a 33 anni, lasciò il lavoro e si trasferì a Clearwater dove entrò nella Sea Org. Firmò la sua promessa da un miliardo di anni, atto simbolico che vincola il fedele a servire Scientology per molte vite future.

Inizialmente Levy lavorò come "direttore dei procedimenti": doveva valutare i fedeli e raccomandare i programmi di auditing adeguati. Quando nel 1993 i superiori lo trasferirono al reparto vendite oppose una certa resistenza proprio per le quote da rispettare e le forti pressioni. Ma si abituò in fretta. Basso di statura, Levy è un venditore nato: brioso, affascinante, abile con le parole e con i numeri. A volte ride così fragorosamente che pare quasi gli manchi l'aria.

Alcuni fedeli lo chiamavano scherzosamente "il mio rabbino". «Venivano nel mio ufficio in lacrime perché le cose che volevano risolvere erano anche quelle che li toccavano più da vicino. Speranze, sogni, obiettivi di vita, questioni molto emotive. E io naturalmente mi assicuravo di avere sempre una buona scorta di fazzoletti.» A volte anche lui ne aveva bisogno, la pressione sulla produzione «andava oltre ogni immaginazione.»

Per tenere calmi i superiori, Levy doveva incassare quasi 40.000 dollari al giorno. Offriva le specialità del menù pastorale di Scientology, programmi con nomi come "Rundown della Felicità" o "Rundown dei Falsi Scopi", che dovrebbero risolvere aree problematiche della vita. La gravità dei problemi determinava la quantità di "intensivi" necessari.

I dirigenti della chiesa di Clearwater e della California vigilavano attentamente: mentre i venditori "chiudevano" le transazioni con i fedeli, il loro diretto superiore Kathy West ascoltava tutto attraverso dei microfoni nascosti negli uffici dei "reg". La West dava consigli durante le sedute di vendita: se pensava che la vendita stesse andando a monte, chiamava Levy al telefono. A volte lui non rispondeva, ritenendo poco educato prendere telefonate con un "prospetto" in ufficio. Allora la West contattava la moglie di Levy alla reception dicendole di interrompere il colloquio e consegnargli un appunto:
Il Direttore di Vendita dice che faresti meglio a rispondere a quel fottuto telefono.

«A quel punto dovevo rispondere e Kathy mi diceva cose come: "Ascolta, lui sta dicendo che non ha i soldi. Ti sta mentendo. Racconta frottole. So esattamente dove tiene i soldi. Non farti prendere per il c....".»

All'inizio i microfoni venivano nascosti sulla scrivania del registrar, dietro il portapenne o altri oggetti. Negli ultimi anni, continua Levy, venivano inseriti direttamente nei telefoni in modo che i capi potessero ascoltare sia le conversazioni in presenza che quelle telefoniche.

La legge della Florida vieta il controllo segreto delle conversazioni nei casi in cui le persone abbiamo una "ragionevole aspettativa" di privacy. In questo caso, tutte le parti coinvolte nel controllo devono dare il proprio consenso informato.

La chiesa sostiene che i microfoni vengono utilizzati per assicurarsi che i colloqui di raccolta fondi siano condotti secondo gli standard interni. Inoltre, la direttiva che permette l'uso di microfoni è "pubblicamente disponibile" a tutti i fedeli. La direttiva viene citata nei "volumi verdi", 12 tomi Scientology di migliaia di pagine. Secondo Levy, soltanto un esiguo numero di fedeli ha la possibilità di consultarli.

Quando abbiamo insistito per sapere se la direttiva scritta costituisse consenso informato, la chiesa ha risposto di aver provveduto ad appendere ovunque cartelli che informano i fedeli della possibilità di venire ascoltati, aggiungendo che: «I colloqui per le raccolte fondi vengono condotti secondo le leggi della Florida».

Levy dice però che negli uffici dove lui ha lavorato non ha mai visto cartelli del genere.

La chiesa non ha risposto alla domanda se i fedeli contattati telefonicamente venissero informati dei microfoni.

Gli scritti di Hubbard nei "volumi verdi" suggeriscono che i microfoni dovrebbero essere nascosti. Il fondatore scrisse che le chiese dovrebbero istallare «un microfono che sembri un calendario o un soprammobile sulla scrivania del reg e una consolle di ascolto nell'ufficio (del direttore) così da poter seguire lo svolgimento del colloquio.»

A volte, un'ansiosa West chiamava nel momento stesso della chiusura della vendita e diceva di averla annotata come introito confermato.

I capi controllavano molto spesso i totali incassati dai venditori, a volte ogni 10 minuti, arrabbiandosi molto se non stavano tenendo il passo per superare la quota della settimana precedente. La scadenza fissa "del giovedì ore 14,00" per riferire le statistiche settimanali incombeva su tutti come un nuvolone temporalesco. «Le mie statistiche non erano il numero di persone aiutate», ricorda Levy, «ciò che le mie statistiche misuravano era la quantità di dollari incassati. In poche parole, entrate lorde.»

Il mercoledì, giorno prima della scadenza, portava con sé la spinta frenetica a vendere ed era inevitabilmente una giornata lavorativa di 16 ore. Levy racconta che raramente interrompeva il lavoro per la mezz'ora concessa a pranzo o per dedicarsi allo studio quotidiano, come previsto dal regolamento della Sea Org. Se i registrar non parlavano personalmente ai fedeli, allora per raggiungere la quota si attaccavano al telefono, sperando di vendere servizi per i futuri viaggi a Clearwater. Quando si faceva troppo tardi per telefonare negli Stati Uniti orientali o centrali, la giornata lavorativa veniva dilatata chiamando gli stati occidentali, poi l'Australia, poi l'Europa, seguendo la rotazione terrestre. Spesso Levy finiva all'una di notte o alle prime ore del mattino del giovedì. Oltre alla costante pressione, bisognava convincere i fedeli a pagare immediatamente, gli impegni a parole non erano validi.

«Contanti, assegni, carte di credito, titoli negoziabili in banca entro le 14,00 del giovedì - erano le uniche cose valide: assegno e carte di credito coperte, bonifico incassato.» I "reg" che non riuscivano a mettere al sicuro i soldi o mancavano la quota erano passibili di punizioni. La chiesa poteva decidere di nutrirli a soli riso e fagioli. A volte venivano fatti dormire nel "porcile" - stanze fatiscenti con materassi gettati sul nudo pavimento e prive di aria condizionata.

Durante le sedute settimanali chiamate "Guai e Maneggiamenti" i superiori li umiliavano, li costringevano a confessare i propri fallimenti davanti a centinaia di colleghi.
«Dovevi salire lassù e denudarti l'anima davanti al personale», racconta Levy. È una cosa orribile, degradante.»

Spesso quando Levy falliva sul lavoro la West lo mandava nelle cucine dell'hotel Sandcastle. Un momento stava lavorando con banche e finanziarie, il momento dopo era immerso fino ai gomiti in un lavello pieno di pentole sporche, un grembiule a proteggere camicia e cravatta. Per non scivolare si infilava un paio di stivali, ammesso che riuscisse a trovarli. Levy preferiva quei compiti umili al ridicolo di cui spesso lo coprivano la West e altri superiori, i quali gli urlavano cose come «Se non chiudi quella vendita farò della tua vita in inferno!»... «Sacco di Merda!»... «Figlio di puttana!».

Quando Levy non riusciva a raggiungere la quota si sentiva accusare di nutrire degli "scopi malvagi" per danneggiare Scientology, di avere CI - acronimo di "contro intenzioni" - sull'espansione della chiesa. «A volte scoppiavo a piangere», continua. «Ero convinto di essere una brava persona, onesta, di essere forte. Ma quel trattamento mi faceva a pezzi.»

Karin Pouw, portavoce della chiesa, sostiene che nessune è mai stato umiliato o fatto confessare durante "Guai e Maneggiamenti". Quegli incontri servivano «a sviluppare spirito di squadra, cooperazione, aiuto reciproco e coordinazione.» Dice che la disciplina della Sea Org è paragonabile a quella di altri ordini religiosi e che la West non ha mai maltrattato Levy. Aggiunge che quello di Levy è un tipico racconto da apostata, chi «ripete un racconto di atrocità» per spiegare i motivi del suo profondo coinvolgimento nell'organizzazione che ora condanna.

In una settimana disastrosa in cui diverse vendite erano andate all'aria, il Capitano di Flag Debbie Cook ordinò ai "reg" di radunarsi nel salone da ballo del Fort Harrison, dove li accusò di essere dei criminali. Secondo Levy, la Cook perdeva raramente la bussola, ma quando succedeva «dava letteralmente in escandescenze.» L'uomo ricorda anche una volta in cui la Cook li premiò. Era una vigilia di Natale della metà degli anni '90 e quella settimana le vendite erano arrivate a 3 milioni di dollari. Il Capitano sorprese i registrar, i loro sottoposti e i relativi coniugi con un viaggio di due giorni in un vicino complesso turistico.

Il gruppo di circa 30 membri della Sea Org - tutti abituati alla vita spartana - aveva a disposizione auto con autista, poteva ordinare il servizio in camera, bighellonare sui prati e l'ultima sera andò a cena in un ristorante di lusso. «Fu uno dei momenti più piacevoli in vita mia», ricorda Levy, che scrisse alla Cook per ringraziarla. Lei gli rispose che se l'erano meritato.

Il sistema di premi e punizioni della Sea Org otteneva risultati. Il solo Levy portava nei forzieri della chiesa tra i 200.000 e i 350.000 dollari ogni settimana. Abby Wavell, 55 anni e "reg" rispettata che lavorava in fondo al corridoio del Sandcastle, riusciva a vendere per importi simili. Altri registrar lavoravano qualche isolato a sud, prima al Fort Harrison Hotel e poi all'Oak Cove, il grande palazzo che sovrasta il lungomare del centro.
   Oak Cove, Clearwater

Levy ricorda i numeri che facevano. Dave Foster, 75enne di Dartmouth che un tempo lavorò con L. Ron Hubbard, vendeva tra i 200.000 e i 250.000 dollari la settimana. Paul Milner, 56 anni, un veterano dai modi gentili, incamerava generalmente attorno ai 350.000 dollari. Sonya Jacques, 67 anni, vendeva a personaggi celebri come John Travolta, Kristie Alley e Tom Cruise. Era considerata la regina dei "reg" di Clearwater e guidava decisamente la classifica con vendite oscillanti tra i 500.000 e i 750.000 dollari alla settimana.

Con i loro assistenti, questi cinque addetti alle vendite toccavano i due milioni di dollari ogni settimana, esclusi i pagamenti chiesti dalla chiesa per vitto, alloggio e donazioni diverse. I "reg" di Flag stabilirono il loro record nel dicembre 1997 con una settimana da 4 milioni di dollari. Ai fedeli era stato detto che era imminente un aumento di prezzi ed era meglio affrettarsi. Quell'anno - racconta - Levy riuscì a vendere servizi di Scientology per 15 milioni di dollari, il suo record personale. Se le loro statistiche erano alte, i membri della Sea Org potevano godere di un giorno libero ogni due settimane. Ma Levy chiedeva raramente di usufruire della sua liberty o "lib", pensava che facendolo non sarebbe riuscito a mantenere il passo delle quote assegnategli. Forse in 16 anni di lavoro si prese meno di cinque giorni liberi, Natale escluso.

Scientology addestra i suoi venditori con i metodi di Les Dane, il cui libro del 1971 Big League Sales Closing Techniques aveva catturato l'attenzione di Hubbard. Dane tenne seminari per i venditori di Scientology di tutto il mondo e divenne amico di Hubbard. Partiva dalla presupposto che ogni potenziale acquirente indossa un "cappotto di mattoni" e ogni mattone rappresenta un timore o una preoccupazione che può essere analizzata prima dell'acquisto. Eliminate quei mattoni e la resistenza del cliente si sbriciolerà. Un principio chiave: fate in modo che il cliente compri ora. I "reg" proponevano offerte a breve termine e sconti su un certo numero di pacchetti di ore di auditing. Creavano false necessità e urgenze raccontando ai fedeli che parte del denaro speso per le consulenze sarebbe stato destinato a un progetto importante, per esempio una ristrutturazione.

Levy ricorda che i fedeli gli chiedevano: Che fretta c'è? «Ma io non potevo rispondere "la mia senior andrà fuori di testa se non raggiungo la quota e mi distruggerà se non lo faccio in questo preciso momento..." Mi inventavo qualcosa sul perché bisognava farlo "adesso".» E spesso funzionava.

Altre tattiche comunemente usate: il "lavoro di squadra", quando due o più staff convergono sul medesimo "prospetto"; il "gregario", quando un registrar inizia una conversazione e un altro si inserisce per aiutare a chiudere la vendita. Uno degli scenari possibili prevedeva che un addetto alla consulenza (auditor) si precipitasse nell'ufficio del "reg" inscenando una sgridata. «Perché non gli hai venduto più ore? Sai bene che ne ha bisogno adesso! Se non sei capace di farlo allora troverò qualcun altro"» Il fedele si sarebbe sentito talmente a disagio davanti a quel conflitto da acquistare le ore di auditing.

«Usavo spesso quella tattica», ricorda Levy.

Secondo la chiesa, la condotta descritta da Levy è «contraria alla nostra politica ed è espressamente vietata»; la sua descrizione delle tecniche di Dane è «inaccurata». Se in quel che dice c'è del vero, allora Levy dimostra semplicemente il suo cattivo comportamento.

Levy ammette che a volte per raggiungere le quote prometteva più del dovuto e che arrivò a concedere sconti non autorizzati - magari un 2000 dollari sul prezzo di un intensivo. «Non ho mai detto di essere una verginella», commenta. «E non ho problemi a dire che quando esageravo i miei superiori si infuriavano.»

In due occasioni la chiesa pretese un rimborso. Una volta Levy dovette pagare 4000 dollari, i suoi risparmi sul salario e sui piccoli extra ricevuti. Un'altra volta i superiori gli dissero che doveva rimborsare 120.000 dollari di sconti non autorizzati, cifra impossibile per un membro della Sea Org che guadagnava 50 dollari a settimana. Quando Levy e i suoi colleghi raggiunsero un obiettivo importante, però, quel debito fu cancellato.

La Chiesa di Scientology replica che i fedeli dovrebbero comprare auditing e fare donazioni in base «ai loro mezzi effettivi.» Secondo la portavoce Pouw, «Chi raccoglie fondi non usa tattiche persuasive e non fa pressioni sui fedeli affinché si indebitino.» Alcuni fedeli sono così ferventi, aggiunge, che «potrebbero arrivare a fare sacrifici e ad abusare delle loro finanze» per il bene della chiesa.

Levy stima che il 70% dei membri con cui ha lavorato si fosse pesantemente indebitato per pagare l'auditing, cosa di cui si pente.

Un ingegnere disoccupato di Los Angeles era arrivato a Flag nella speranza che l'auditing gli avrebbe permesso di identificare le barriere mentali che gli impedivano di trovare lavoro. La sola risorsa di cui disponeva era la casa da ipotecare. Come molti altri fedeli era in cerca di aiuto, ma anche restio a causa dei costi ingenti.

Hubbard supplicava i "reg" di aiutare le persone a vincere quel tipo di timori, bisognava farlo per il loro bene. Levy spiegò all'uomo che la "mente reattiva" - la causa dei suoi problemi - gli stava dicendo di non ricevere aiuto. Disse all'ingegnere che il denaro non era importante. Doveva permettere a Scientology di occuparsi dei suoi demoni. In quel modo sarebbe riuscito a trovare un lavoro e a ripianare i debiti.

L'episodio, racconta Levy, accadde nel 2008 o nel 2009. Nei due o tre mesi successivi, ogni volta che l'uomo aveva bisogno di ore di auditing Levy attingeva alla sua linea di credito. Ma un giorno il pagamento venne rifiutato. Informò l'ingegnere che nella sua carta di credito c'era qualcosa che non andava.
«No», rispose lui. «È che ho finito i soldi».

Nel giro di poche settimane i due avevano polverizzato 200.000 dollari e l'auditing non aveva ancora risolto i problemi dell'uomo, che ora doveva restituire il prestito.

«Non posso certo vantarmi del mio comportamento, ora provo rimorso», commenta Levy. «All'epoca ero veramente convinto che quell'uomo potesse risolvere i suoi problemi, poi mi sono chiesto "Ma chi vuoi prendere in giro?"».

Negli ultimi anni trascorsi a Flag, la chiesa cominciò a spingere Levy e gli altri staff a raccogliere sempre più denaro con nuove modalità: vendita di edizioni speciali di opere e conferenze di Hubbard; sollecitazione di donazioni per la International Association of Scientologists [IAS] e, alla fine, vendita spasmodica di una collana di libri di Hubbard nota come "I Fondamenti". Ogni iniziativa era accompagnata da una quota scoraggiante.

Dopo aver lavorato tutto il giorno, Levy vendeva le edizioni speciali alle feste serali del Fort Harrison Hotel. Quando il salone si vuotava, si attaccava al telefono fino a notte fonda.

Raccogliere fondi per la IAS alle grandi feste della chiesa diventò un impegno gravoso. Negli anni '90, le quote IAS di Levy da incamerare a ogni singolo event erano generalmente inferiori a 10.000 dollari. Alla metà degli anni 2000 avevano raggiunto cifre a sei zeri, a volte anche un milione di dollari. Sebbene fosse impossibile raggiungere quelle quote, il messaggio era chiaro: «Dovevi lavorare giorno e notte, incessantemente.»

A Levy piaceva vendere le consulenze pastorali di Scientology perché le considerava un aiuto al prossimo. Ma vendere libri, conferenze registrate e tessere della IAS gli sembrava volgare. Non faceva per lui.

Nel 2007, la pubblicazione dei Fondamenti e la successiva pressione di vendita fiaccò il suo entusiasmo. Centinaia di staff telefonavano ai fedeli a tutte le ore per piazzare la collana da 3000 dollari. I parrocchiani venivano messi alle strette nei ristoranti di Flag, nelle sale d'attesa, nei parcheggi. Gli staff si presentavano inattesi alla loro porta. I fedeli confidarono a Levy che in quel modo non restavano più soldi per l'auditing.

«Tutti erano in competizione con tutti», aggiunge Levy. «Era un incubo.»

Una volta quattro funzionari di Scientology dissero a un fedele che se non avesse comperato i Fondamenti sarebbe stato espulso. Levy si indignò perché uno di quei funzionari era un "ufficiale di etica", il cui lavoro consiste nell'assicurarsi che gli scientologist si comportino onestamente. Si trattò di un vero abuso di potere, aggiunge.

Dopo sei ore, l'affamato ed esausto fedele gettò la spugna e comprò Fondamenti per 25.000 dollari. «La parola giusta è estorsione», commenta Levy. «In pratica gli avevano detto "se non compri questi libri ora, ti impediremo la vita eterna".»

Levy aveva convissuto per anni con i disagi e le umiliazioni della vita in Sea Org, pensando di fare il bene del mondo. Riso e fagioli e cena? Levy insaporiva il piatto con condimenti o burro. Lavoro duro? Aveva imparato a riderci. Urla e strepiti a due centimetri dal viso? Sopportava e cercava di andare avanti. Per lui il lavoro era così importante che nel 2003 attese fino all'ultimo prima di andare a trovare la madre morente. E tornò a Clearwater prima che la famiglia avesse terminato il periodo del lutto tradizionale ebreo. Vide la delusione sul volto del padre e ora confessa ciò che pensò della morte della madre: «Detesto doverlo ammettere... la ritenni una distrazione», dice travolto dall'emozione.

Levy prova a spiegare ciò che intende: «stai cercando di fare qualcosa che è umanamente impossibile, non puoi perdere la concentrazione nemmeno per un secondo... ogni settimana, tutte le settimane... giorno dopo giorno. Non riesci a pensare ad altro.»

Era sempre stato pronto a dare molto per la causa, ma l'attenzione sempre crescente della chiesa per i soldi gli diventò insopportabile. Un sabato mattina - giorno lavorativo - del novembre 2007 Levy riempì di vestiti un paio di borse e salì sull'autobus della chiesa per il centro città. Scese a una fermata intermedia e prese un taxi per l'aeroporto internazionale di Tampa. Eccitato dal senso di libertà e desideroso di una vera fuga, acquistò un biglietto per Las Vegas. Ma nonostante la libertà, Levy non riusciva a togliersi di dosso il senso del dovere. Durante quel lungo volo scrisse nove pagine di appunti per i suoi colleghi "reg" in merito ai fedeli che dovevano essere "chiusi" prima della scadenza del giovedì. Inviò gli appunti dal fax del suo hotel di Vegas. Il mattino successivo due membri della Sea Org si presentarono alla sua porta per riportarlo a Flag.

Levy, che voleva rimanere in buoni rapporti con la chiesa, accettò di tornare a Clearwater e cominciò il procedimento formale di uscita dalla Sea Org, che lo impegnò per 19 mesi. Continuò a fare il lavoro, a registrare quasi 200.000 dollari di vendite settimanali.

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Un bel giorno lo accompagnarono nella saletta degli addetti alla sicurezza. I funzionari della chiesa gli dissero di firmare una dichiarazione scritta da qualcun altro.

La chiesa ne ha inviato alcuni passaggi al Times. Levy avrebbe scritto che Scientology enfatizza «l'onestà, l'integrità e la condotta etica» e «pone grande attenzione» al rispetto della legge. Nel documento, Levy ammette che a volte non era stato onesto e che era stato inefficiente sul lavoro.

«Volevo semplicemente andarmene», dice oggi Levy. «Quel documento conteneva sufficienti verità da consentirmi di firmarlo.»

Firmò anche un altro documento che minacciava forti penali nel caso avesse fatto affermazioni negative sulla chiesa. Poi gli consegnarono un assegno di liquidazione.

Nei suoi 16 anni di lavoro, Levy aveva fatto incamerare alla Chiesa di Scientology quasi 200 milioni di dollari. L'assegno di fine rapporto era di 500 dollari.



Cercava risposte, ha trovato "una setta affamata di soldi"

© Di Joe Childs e Thomas C. Tobin, St. Petersburg Times, 13 novembre 2011. © Traduzione di Simonetta Po.
    Brian Culkin 32 anni, insegna yoga. Ha
    trascorso in Scientology circa un anno.
    Ritiene che la chiesa «non viva secondo i
    principi che propugna.»

Quanto hai in banca?

Brian Culkin ha scritto: «Ovunque nella società... si tratta di una domanda molto maleducata, importuna, quasi offensiva.» Ma non nella Chiesa di Scientology.

Culkin si mostrò recalcitrante quando nell'estate del 2009 gli addetti alla racconta fondi della International Association od Scientologists [IAS] gli fecero domande sul suo conto in banca. Ma loro insistevano. «Perché non vuoi dircelo? Che cosa stai nascondendo?»

Culkin si fidava di quei suoi nuovi amici della Scientology Flag Land Base di Clearwater e alla fine cedette e rispose. Quell'importo a sei cifre attirò l'attenzione dei "registrar", gli operatori religiosi che raccolgono i pagamenti per i servizi ecclesiastici e sollecitano donazioni per le cause di Scientology. Culkin racconta che indipendentemente da quanto desse, quegli operatori continuavano a importunarlo quasi quotidianamente per fargliene versare di più. Nell'anno trascorso in Scientology ha finito per spendere 330.000 dollari in servizi e donazioni.

Squadre intere di registrar della IAS lo avvicinarono ripetutamente spingendolo a donare. Un altro "reg" lo perseguitò fino a fargli spendere migliaia di dollari in auditing. Un giorno due addetti di dipartimenti diversi della chiesa lo presero per un braccio trascinandolo in un corridoio dove fecero a gara per strappargli una donazione.

Scientology sostiene di non poter verificare il racconto di Culkin, ciononostante lo ha definito «gonfiato». Ha scritto che Culkin è un apostata, una persona che non può dire la verità sulla chiesa che ha abbandonato.

«Ciò che avuto è molto diverso da quanto mi aspettavo di trovare», racconta il 32enne Culkin, che ora sta cercando di essere risarcito delle somme spese. «Ho trovato una setta affamata di soldi che in nessun modo, forma o modalità si attiene alla filosofia Scientology che predica.»
    Brian Culkin descrive un'incessante serie di
    richieste urgenti di donazioni, a volte
    circondato da scientologist imploranti.

Come tanti altri che si rivolgono a Scientology, anche Culkin era alla ricerca delle grandi risposte sulla vita. Culkin è cresciuto a Braintree, un sobborgo di Boston ed è stato uno studente modello, un campione di basket, un ragazzo molto benvoluto. Ma dentro si sentiva contraddittorio, voleva sempre marciare al ritmo di un tamburo diverso.

Dopo il diploma alla prestigiosa Thayer Academy, Culkin frequentò lo Skidmore College di New York dove si laureò in studi americani; continuò a farsi notare come giocatore di basket nella squadra universitaria e si distinse per il record assoluto di punti segnati. Alto 1,90, più tardi giocò da professionista in Europa ma dovette interrompere la carriera sportiva per un problema all'anca. Fu allora che cominciò a interessarsi ai poteri curativi dello yoga.

Tornato a Boston, aprì assieme a un socio un'agenzia immobiliare che ebbe subito successo. Culkin ricorda il giorno del 2005 in cui per pura curiosità entrò della chiesa di Scientology di Boston. Ne uscì con una copia di Dianetics: la forza del pensiero sul corpo scritto dal fondatore della chiesa L. Ron Hubbard. Ma nonostante le telefonate ricevute, trascorsero anni prima della sua seconda visita.

Ormai era alla soglia dei 30 anni e sentiva sempre più il desiderio di trovare un nuovo percorso di vita. Alla fine del 2007 vendette l'agenzia e cedette diverse proprietà prima del crollo immobiliare, mettendo in banca il ricavato.

Deciso a vivere una "avventura totale", guidò fino in California e trascorse un anno all'Esalen Institute, il pittoresco ritiro sull'oceano di Ben Sur dedito all'educazione alternativa. Studiava spiritualità e yoga, insegnava meditazione e faceva pellegrinaggi quotidiani a un vicino monastero. Tornò in visita a Boston a Natale 2008, ma il suo "viaggio spirituale" non era ancora concluso. Senza problemi economici e incerto su come procedere, era aperto a ogni esperienza. Fu allora «che Scientology mi cadde in grembo», ricorda.

Il direttore della chiesa di Boston gli telefonò di nuovo, invitandolo per una visita. Quella volta Culkin fece il "Programma di Purificazione", un regime che prevede esercizio fisico, sauna e vitamine e che, secondo Scientology, libera l'organismo dalle tossine.

Durante la primavera studiò alcuni corsi introduttivi e sperimentò l'auditing, la consulenza pastorale di Scientology. Trovava affascinanti le idee di Hubbard, in particolare la sua lunga e dettagliata definizione dello spirito, molto diversa da quella data dal cristianesimo o dal buddismo. Culkin decise di esplorare i livelli spirituali superiori di Scientology.

Un "consulente per i servizi di Flag" di New York, tale Charlie Bills, lo convinse a comprare gli "L's", un programma intensivo di consulenze disponibile soltanto a Clearwater. Prezzo: 80.000 dollari. Culkin fu irritato dall'approccio aggressivo di Bills, sapeva bene che Scientology aveva i suoi problemi. La cosa però lo stuzzicava. «Pensavo "Beh, dicono tutte queste cose negative, voglio scoprire da solo se è vero".»

Era il giugno del 2009. Gli avevano detto che una volta al Tampa International Airport doveva fermare uno dei pulmini di Scientology che fanno la spola con Flag. Ma due addette di Scientology lo andarono a prendere direttamente al ritiro bagagli, lo accompagnarono a una macchina e si avviarono verso la sede Scientology di Clearwater.

Super Power Building, Clearwater

Appena saliti in auto, una delle due si girò e gli chiese di donare 35.000 dollari per il palazzo "Super Power", il grosso edificio del centro cittadino. Culkin rifiutò, ma la staff non demordeva. Ci racconta che la ragazza non poteva avere più di 16 anni e lo coprì di complimenti, ma lui continuava a chiedersi se gli avrebbe fatto rapporto per la donazione rifiutata. Temeva che una risposta brusca l'avrebbe fatta piangere, ma voleva togliersela di torno.

«Alla fine le dissi "Ok, va bene", e accettai di darle 5000 dollari.» Lei lo lodò per il gesto e gli chiese la carta di credito. Fece l'addebito con il telefono cellulare spiegandogli che si doveva sbrigare per rispettare la scadenza settimanale della chiesa - tutti i giovedì alle ore 14,00 in punto.

Mentre l'auto si accostava al Fort Harrison Hotel, un'altra operatrice della chiesa gli si avvicinò insistendo che saldasse subito il conto di 1000 dollari dell'albergo. Gli disse che non poteva aspettare per via della solita scadenza.

Un'ora dopo, il registrar di Flag Dave Foster stava cercando di convincerlo a pagare anticipatamente un lungo programma di consulenze che lo avrebbe portato piuttosto avanti sul "Ponte della Libertà Totale" di Scientology. Culkin rifiutò, ma Foster non mollò la presa. Nei sette mesi successivi continuò a rincorrerlo tra i diversi edifici di Flag, oppure lo convocava nel suo ufficio almeno tre volte a settimana.

Culkin racconta che a ogni rifiuto di comprare il pacchetto del costo totale 150.000 dollari, Foster si irritava. «Non sono pronto», gli disse un giorno Culkin. «Perché dovrei essere cattivo, se non lo compro?»

«Perché hai promesso che lo avresti fatto», gli rispose l'altro.

«Sì», gli disse Culkin. «Ma non ho detto che lo avrei comprato oggi.»

Foster è un membro veterano della Sea Org di una settantina d'anni. Premeva spesso il tasto della responsabilità: «Vedi, io qui sto sacrificando la mia vita intera per salvare il pianeta, ho bisogno che anche tu salga a bordo e lo faccia con me.»

Anche le figure più rispettate della chiesa - i consulenti chiamati "auditor" - cercavano di batter cassa. Culkin racconta di una certa Nina Palmer che per due volte gli fece pressioni per una donazione di 50.000 dollari alla IAS, l'associazione che aiuta a diffondere Scientology e la protegge da minacce come cause legali e governi ostili.

È la cosa giusta da fare, gli diceva. Forse un giorno lo farò, rispondeva lui. Che però non lavorava da due anni e doveva preservare il suo gruzzolo. «Proprio non mi voleva mollare, mi stava addosso.»

Culkin racconta che entrambi i tentativi si verificarono immediatamente dopo una seduta pastorale, quando erano ancora nella saletta di auditing, spazio che Scientology definisce sacro: «È la violazione definitiva di ciò che un auditor dovrebbe fare con te. Un auditor, un vero auditor non è interessato ai soldi.»

La chiesa non concorda e scrive: «Non solo non c'è nulla di sconveniente che un ministro di culto solleciti donazioni alla sua congregazione, ma si tratta di un'attività religiosa protetta dalla Costituzione.» Il documento della chiesa fa il paragone con preti, ministri e rabbini che chiedono donazioni ai propri fedeli.

«Sono cresciuto in una famiglia cattolica irlandese. Ho fatto il chierichetto. A volte vado ancora a Messa», commenta Culkin. «Ma in vita mia non ho mai visto un prete invitarmi nel suo ufficio per dirmi: "abbiamo bisogno di 50.000 dollari, adesso".»

Altri staff impiegati come registrar della IAS avvicinavano Culkin ovunque andasse: mentre era in attesa dell'auditing, sul marciapiedi davanti al Fort Harrison, in piscina.

Culkin ricorda diversi episodi simili all'Oak Cove, il palazzo di Scientology affacciato sul porto di Clearwater. Di solito si ritrovava incastrato in un angolo, circondato da otto, a volte dieci o addirittura dodici persone. Altre volte si sedevano al suo tavolo e tutti gli dicevano quanto fosse straordinario. Un gruppo - racconta - era composto da cinque registrar, due "ufficiali di etica" e altri quattro fedeli di alto rango. Le insistenze vertevano sostanzialmente su due aspetti:

  • Scientology doveva espandersi ma era attaccata dai media, dall'industria psichiatrica e dai governi stranieri. La IAS aveva bisogno di 50.000 dollari - subito.
  • Altri avevano acceso un'ipoteca sulla casa per finanziare la causa. Perché Culkin non faceva altrettanto?

Alla fine la IAS lo fece cedere. L'uomo accettò di donare 50.000 dollari in alcune tranche, l'ultima pagata nel novembre del 2009. Fu così che Culkin divenne un Patrono della IAS.

«Un giorno mi svegliavo pensando "È la cosa giusta da fare. È un gesto di altruismo"», racconta oggi. «Il giorno dopo mi svegliavo pensando "non riesco a credere quanto sei stupido, Brian. Sei veramente un cretino.»

La chiesa ha confermato che durante la sua permanenza a Clearwater, Culkin ha fatto diverse donazioni alla chiesa, ma nega che gli addetti alla racconta fondi lo abbiano mai assediato. «A Flag le raccolte fondi vengono fatte attenendosi alla politica della chiesa e in modo rispettoso e professionale», ci scrivono.

Non passò molto prima che gli staff della IAS attirassero il loro fresco Patrono nel gioco delle vendite, portandoselo appresso in un paio di occasioni per cercare di convincere altri parrocchiani di Flag a fare donazioni. Lo presentavano come un giovanotto di successo che stava progredendo rapidamente in Scientology. «Lui è un Patrono. Puoi diventarlo anche tu.» Funzionò così bene che un registrar veterano lo soprannominò "il ragazzo d'oro".

Verso la fine del 2009, la fissazione degli staff per il denaro aveva ormai completamente demoralizzato Culkin, che telefonò al consulente che gli aveva venduto i servizi di Flag. Disse a Charlie Bills: «Senti un po', mi hai mandato qui, ma l'unica cosa che questi vogliono da me sono i miei soldi.» Bills riconobbe l'esistenza del problema, ma si arrabbiò con lui per aver ceduto alle insistenze e non aver conservato quei soldi per l'auditing.

Culkin cominciò a notare che gli scientologist accettavano quella costante richiesta di denaro come una stranezza, un male necessario della chiesa mai apertamente criticato.

Un giorno stava prendendo un caffè con un amico cresciuto in Scientology e si confidò con lui: «Sono stato bloccato in una stanza da dodici persone che volevano i miei soldi. Ho continuato a dire di no, ma loro non mi ascoltavano.» Non sapeva più come gestire la situazione.

«Devi importi e rifiutare», gli disse l'amico. La sua risposta lasciò Culkin senza parole. I fedeli dovrebbero sentirsi aiutati, gli replicò, «non cercare di respingere gli attacchi.»

Una sera di fine gennaio 2010, tre staff della IAS si sedettero al tavolo di Culkin al ristorante vicino alla piscina del Fort Harrison. Da poche settimane era diventato Patrono della IAS - 50.000 dollari. I registrar della IAS gli avevano promesso che non gli avrebbero più chiesto un soldo fino a che non fosse tornato a Boston e non avesse ricominciato a lavorare. Adesso, senza nemmeno una parola di scuse e violando la parola data, ricominciarono a fargli pressioni per diventare "Patrono con Onore", altri 50.000 dollari. Culkin rifiutò.

Gli proposero di fare la donazione e di seguirli in un prossimo viaggio in Russia. Avrebbe potuto dare una mano a convincere gli scientologist russi e farci anche qualche soldo. Avrebbe recuperato i 50.000 dollari e anche qualcosa in più. Culkin rifiutò nuovamente.

Gli chiesero allora di salire sul palco quella sera durante la graduation settimanale di Flag, quando i fedeli ricevono il diploma per i programmi completati. Lo avrebbero presentato come nuovo "Patrono con Onore" e lui si sarebbe crogiolato negli applausi dei compagni scientologist. «Non ci penso nemmeno», rispose di nuovo Culkin.

Doveva farlo, gli dissero. Avevano già comunicato ai superiori che lo avrebbe fatto. Gli si fecero attorno imploranti. «Crollarono letteralmente a pezzi davanti a me», ricorda. «Mi dicevano "Brian, non capisci... se non sali su quel palco stasera saremo in grossi casini." Era come se... se stessero iper-ventilando.» Con alcuni era diventato amico e si sentiva molto a disagio.

Alla fine gli chiesero di salire semplicemente sul palco, poi loro si sarebbero inventati qualcosa. Culkin accettò, aggiungendo che li avrebbe anche aiutati in Russia. Ma chiarì bene che non avrebbe donato altri 50.000 dollari.

Quella sera salì malvolentieri sul palco dell'auditorium del Fort Harrison e venne presentato come nuovo "Patrono con Onore". Qualcuno gli mise in mano un mazzo di fiori mentre centinaia di scientologist scoppiavano in un fragoroso applauso e lo acclamavano con gioia. «Scesi dal palco e quasi subito mi misero davanti tutti questi documenti già pronti, dovevo soltanto firmare che avevo accettato volontariamente di fare quella cosa.», prosegue. «Sostanzialmente, mi avevano incastrato.»

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Quella sera e per i successivi tre giorni diversi staff insistettero incessantemente per avere i 50.000 dollari. Culkin racconta che Charmaine Rogers, una delle più importanti addette alla raccolta fondi della IAS, lo chiamò nel suo ufficio e insistette per sapere il nome del suo consulente finanziario in modo da farsi inviare un bonifico alla chiesa. Culkin rifiutò. Steve Besio, un importante addetto alla raccolta fondi di Scientology, recitava il ruolo del poliziotto buono. Dona quei soldi, gli disse, e si sistemerà tutto.

Culkin ricorda che ormai si sentiva perseguitato, molestato.

La chiesa contesta decisamente questo racconto, sostiene che gli addetti alle raccolte fondi coinvolti non ricordano quegli episodi. Il documento inviatoci dice: «Gli addetti alle raccolte fondi della IAS sono sì entusiasti, ma si comportano sempre educatamente e con rispetto, e accettano senza problemi i rifiuti.»

Furioso con la chiesa ma ancora appassionato di Scientology in quanto filosofia, Culkin commenta che ormai il suo interesse era appeso a una minaccia. Aveva dato alla chiesa un anno di vita e centinaia di migliaia di dollari.

«Cercavo ancora qualcosa che mi ridesse speranza, volevo trovare un motivo per restare, qualcosa che mi dicesse che il mio non era stato soltanto un grosso errore.»

Disse agli staff che doveva tornare a casa per mettere assieme i 50.000 dollari, ma poi li avrebbe raggiunti in Russia.

«Evidentemente Culkin non si sentiva così pressato, visto che non ha mai fatto quella donazione», ha scritto la chiesa.

La pressione fu l'ultima goccia, risponde Culkin.

Nel febbraio del 2010 tornò a Boston e non ha più messo piede a Clearwater.



La Chiesa di Scientology replica agli articoli del St. Petersburg Times

Tratto da tampabay.com/news, 13 novembre 2011. © Traduzione di Simonetta Po.

Karin Pouw, Direttore degli
Affari Speciali, Church of
Scientology International

Il St. Petersburg Times ha inviato alla Chiesa di Scientology 33 pagine di dichiarazioni dettagliate di ex membri, domande e quesiti supplementari. La portavoce della chiesa Karin Pouw ha replicato con un documento di 144 pagine. Eccone alcuni estratti:

La chiesa è molto orgogliosa di ciò che sta facendo con le donazioni dei fedeli: apertura di nuove chiese di Scientology in importanti città di tutto il mondo e la diffusione delle scritture di Scientology a un ritmo impensabile anche solo qualche anno fa. Tutto ciò è stato ottenuto in larga misura perché la chiesa ha lavorato instancabilmente per ridurre drasticamente i costi dei materiali religiosi dedicati ai fedeli con la creazione di pubblicazioni all'avanguardia e di strutture atte alla loro diffusione. Ora la chiesa è in grado di rendere ampiamente disponibili ai fedeli di tutto il mondo, per la prima volta nella sua storia, tutte le opere e le conferenze del suo fondatore.

Voi sostenete che il vostro desiderio è dare un "contesto" [ai vostri articoli], ma la vostra lettera dimostra che state scrivendo articoli totalmente decontestualizzati. Da quando avete iniziato a scrivere sulla chiesa vi abbiamo fornito approfondite informazioni su ciò che la Chiesa di Scientology fa con le donazioni ricevute - si tratti dei nostri programmi sociali o umanitari, della costruzione delle nostre Chiese Ideali di Scientology o della cattedrale di Clearwater quasi ultimata e prossima ad aprire le porte ai nostri fedeli.

Ciò che emerge dalla vostra lettera sono le domande che non fate perché, quando si tratta della chiesa, esse non si dimostrano funzionali al vostro programma, che in generale è negativo.

o o o

Se il St. Petersburg Times fosse veramente interessato a scrivere un articolo equilibrato, avreste posto domande intese a scoprire la verità. Per esempio:

È vero che alcuni scientologist ritengono che la loro religione, i suoi servizi e i suoi programmi umanitari sono così importanti per il mondo intero da donare forti somme in modo che tutti, indipendentemente da quanto sfortunate siano le circostanze in cui vivono, possano beneficiarne?

La risposta è sì.

È vero che alcuni sono scientologist da decenni, se non da mezzo secolo, e le loro donazioni totali sono sostanziose?

La risposta è sì.

È vero che i fedeli di Scientology donano alle loro chiese locali in modo da poter creare Chiese Ideali capaci di fornire servizi e programmi di aiuto per l'intera comunità di cui fanno parte?

La risposta è sì.

o o o

Non vi è dubbio che la chiesa riceve dai suoi parrocchiani donazioni consistenti. La chiesa è fortunata ad avere fedeli che sono membri produttivi della società e che danno con generosità alla religione che hanno scelto.

Al Times non deve interessare la scelta personale dei fedeli di Scientology di sostenere la loro religione. Se le affermazioni che fate fossero vere, la chiesa non sarebbe in grado di raccogliere i fondi che raccoglie per portare avanti la sua missione religiosa, fondi che sono di gran lunga maggiori alle cifre di cui parlano le vostre fonti deluse.

Tutte le donazioni vengono contabilizzate in base alla politica della chiesa e alle linee guida governative. Ci preoccupiamo di mantenere rigidi metodi contabili e, in caso di irregolarità, esse verrebbero immediatamente corrette. Sebbene per le chiese non sia un obbligo, le nostre finanze vengono revisionate annualmente da uno studio contabile esterno e i rendiconti finanziari della chiesa hanno ricevuto unanimi opinioni lodevoli.

o o o

Mentre il Times ha scelto di ascoltare un gruppetto di apostati disillusi per dipingere un quadro falsato delle nostre pratiche di raccolta fondi, solo negli ultimi anni la chiesa ha ricevuto migliaia di lettere, dichiarazioni spontanee e altri commenti scritti dai propri fedeli che esprimono voglia ed entusiasmo a donare fondi per sostenere la sua missione mondiale.

Voi, Tom Tobin e Joe Childs, siete come i ciechi della favola. Percepite una parte diversa dell'elefante e poi la descrivete al Re in modo così distorto da essere ben lontano dalla realtà. I ciechi lo facevano perché avevano impedimenti fisici; i giornalisti del Times lo fanno perché hanno pregiudizi contro la religione Scientology.



La Flag Land Base: proprietà immobiliari per 89 milioni di dollari

© di Joe Childs e Tom Tobin, St. Petersburg Times, 13 novembre 2011. © Traduzione di Simonetta Po.

Il palazzo "Super Power", in primo piano, e l'Hotel Fort Harrison, sull'altro lato della strada, costituiscono il nucleo della "Flag Land Base" del centro di Clearwater, la sede spirituale mondiale di Scientology.

La Chiesa di Scientology aprì la sua "Flag Land Base" il 1 dicembre 1975, dopo aver acquistato sotto falso nome lo storico Fort Harrison Hotel e altre proprietà.

La vigilia di Natale di quell'anno il fondatore di Scientology L. Ron Hubbard disse che la chiesa «aveva per le mani ciò che poteva diventare una miniera d'oro.» Riteneva che l'hotel, aperto unicamente ai fedeli, avrebbe generato cospicue riserve. In seguito spinse i suoi dipendenti a propagandare l'hotel con tecniche di "vendita dura" e "seminari della benevolenza" per migliorare le loro capacità.
       Hotel Sandcastle,
       Clearwater

Con l'hotel come perno delle sue attività, Flag è cresciuta fino a costituire un mosaico di 67 lotti, quasi tutti in centro, che costituiscono la sede mondiale della consulenza Scientology. La forza lavoro di Flag conta 1200 membri dell'ordine religioso della chiesa, la Sea Organization.

Il patrimonio immobiliare della chiesa di Clearwater vale oggi 89 milioni di dollari, di cui 59 milioni esentasse. Le strutture usate a fini non religiosi vengono tassate.

Oltre al Fort Harrison, le altre proprietà distintive di Flag sono il nuovo palazzo "Super Power" di fronte all'hotel, il grattacielo Oak Cove e il Sandcastle, affacciati sul porto di Clearwater, oltre al condominio per il personale denominato Hacienda Gardens, situato a est del centro.

Nel 1992, l'anno prima di ottenere l'esenzione fiscale e l'ultimo in cui la Chiesa di Scientology pubblicò un bilancio, Flag incassò 83 milioni di dollari. I suoi introiti finanziano attività locali è destinata alla chiesa madre di Los Angeles.


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