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La libertà infiamma la Rete

Di Colman Jones. NOW Magazine, Luglio 1996.

Traduzione a cura di Martini.

 
 
 
 
 
 
Introduzione

Ron Newman, un designer di pagine Web affiliato di Cambridge, Massachussets, un giorno dello scorso mese accende il suo computer ed entra in Internet per contollare il suo newsgroup preferito, alt.religion.scientology, a.r.s. in breve. Ma appena il modem lancia gli squilli familiari dell'arrivo della linea, Newman comincia a sentire che c'è qualcosa che non va. Di solito ci vogliono solo pochi secondi per scaricare i nuovi post della giornata dal notiziario elettronico. Oggi ci sono più messaggi del solito - molti di più. Newman diventa nervoso. Il suo hard disk comincia a riempirsi di una crescente montagna di dati, molti dei quali ristampe identiche di un testo importante di Scientology. 

Quello che lui e centinaia di altri che accedono al gruppo stanno sperimentando è uno "spam", con cui qualcuno imposta dozzine o anche centinaia di messaggi bello stesso newsgroup, o lo stesso messaggio a diversi newsgroup. Ma questo non è spam ordinario. All'epoca non se ne era reso conto, ma Newman era testimone dell'inizio di quello che qualcuno chiama il più grande ingorgo della storia della Rete. 

Nelle settimane successive questo popolare notiziario elettronico fu quotidianamente sommerso da montagne di articoli pro-Scientology (quasi 28.000, all'ultimo conteggio) impostati da programmi automatici di computer nell'apparente tentativo di mettere a tacere le critiche contro la chiesa. 

Newman e altri critici di Scientology sospettano che il colpevole sia la chiesa stessa. Da parte loro, i rappresentanti della chiesa affermano di non avere idea su chi ci sia dietro, ma non sembrano obiettare a quanto sta accadendo. 

 
 
 
Episodio inquietante 

Chiunque sia il responsabile, questo inquietante episodio di molestia online - l'esempio più estremo di abuso della Rete a tutt'oggi - serve per rammentare che l'intrusione dello Stato è solo una dei tipi di minacce al ciberspazio. Un crescente numero di ciber-ingerenze viene ora perpetrato da gruppo di cittadini "tipo vigilante" che, fuori dalla giurisdizione di qualsiasi legge, si fanno carico del problema con attacchi a forza di spamming ed e-mail di massa. 

E le implicazioni sono stupefacenti. A parte la limitazione tecnologica della libertà di parola, una schermaglia del genere ha le potenzialità per distruggere le operazioni online non solo degli utenti individuali, ma anche di interi networks sovraccaricati di un traffico che i loro circuiti non erano stati disegnati per smistare. 

"È un uso improprio di una risorsa comune" dice Newman, che ha creato quello che probabilmente è il più completo sito Web che documenta le attività online della chiesa. I sostenitori di Scientology, dice, questa volta si sono spinti troppo oltre. 

Forse non è un caso che l'incidente di spamming più atroce mai verificato in rete cancellasse la discussionre su un'organizzazione che afferma di avere 8 milioni di seguaci. 

La Chiesa di Scientology (CoS), una ben nota religione New Age fondata all'inizio degli anni '50, è basata sulla filosofia del defunto scrittore di fantascienta L. Ron Hubbard. L'organizzazione è stata copera di accuse di ex membri che sostengono che i rappresentanti della chiesa sovvertono l'indipendenza dei membri con techiche umilianti, fame, imprigionamento e peggio. La chiesa nega ogni accusa. 

Discussioni di questo tipo erano standard sul newgroup che ha affrontato il suo primo spamming il 19 Maggio [1996], quando ai partecipanti regolari dell'a.r.s. si unì un nuovo ospite, "Chris Maple" chrismpl@a.crl.com, che impostò al newsgroup alcuni estratti dell'opuscolo "Che cos'è Scientology?" della CoS. 

All'inizio non erano molti, ma nel giro di pochi giorni la pioggia di messaggi acquistò proporzioni incredibili, cominciarono a fioccare sul newsgroup prima centinaia e poi migliaia di messaggi simili. I messaggi furono originariamente inviati per e-mail, e poi spediti al newsgroup attraverso un computer della Yale University. 

Non appena i rappresentanti della Yale si accorsero dello spam bloccarono i post dell'indirizzo di Chris Maple. 

 
 
 
Grandi linee 

Ben presto però comparvero altri spammers, impostavano lo stesso materiale o roba simile, uno iniziava di solito qualche minuto dopo che l'altro era finito. Il testo dei messaggi precedenti era spesso citato al completo, seguito da una singola riga, tipo "Grande!" 

Con l'impostazione quotidiana di migliaia di messaggi ripetuti, questo attacco spam sfuggì ben presto dal controllo, con una stima di circa 20.000 messaggi - o più di 50 megabytes di dati, l'equivalente di 3.000 articoli di NOW - impostati in un periodo di nove giorni. Il 24 Maggio la Yale chiuse totalmente il posting all'a.r.s. 

Gli spammers trovarono presto altre vie per infiltrare il gruppo, mandando segnali a computer lontani come Nuova Zelanda ed Estonia. Divenne quindi ovvio che non si trattava di futile propaganda della setta, ma di un assalto a tutto campo al newsgroup stesso, con migliaia di copie di messaggi identici mandati a milioni di computer di tutto il mondo. 

Il problema con l'attività dell'a.r.s., dice Newman, è "solamente il volume, non il contenuto. Quando spari parecchie migliaia di messaggi al giorno è come intasare una stazione radio. Il disturbo avviene a diversi livelli - la gente che legge il newsgroup così come chi sta nel mezzo, es. chiunque sia tra il mittente e il ricevente, chi immagazzina e manda le notizie, perché occupa spazio di disco e bandwith". 

Infatti i piccoli providers con spazio disco per i newsgroups limitato hanno faticato ad affrontare il carico extra, che ovviamente ci mette molto più tempo per essere scaricato. E gli utenti individuali che pagano sui toni o sui byte inviati all'ora hanno dovuto veramente pagare di più per accedere all'a.r.s., e alcuni con connessioni lente hanno deciso che era diventato troppo costoso leggere il newsgroup. 

Ma trovare gli spammers dell'a.r.s. non era gioco facile perché non rimanevano mai nello stesso posto abbastanza a lungo per poterli rintracciare. I post pro-Scientology sembravano essere originati da indirizzi e-mail contraffatti o falsi, gli spammers cambiavano di frequente i loro providers Internet e a volte usavano remailers anonimi. 

Anche se non esiste una pistola fumante, i critici sospettano che in definitiva dietro ai massicci messaggi con gli scritti di Hubbard ci siano i membri della chiesa. E-mail trapelate da ex Scientologist indicano membri e sostenitori che già avevano preso in considerazione lo spamming circa due anni fa, come mezzo di propaganda. 

Un documento trapelato nel 1994, scritto dall'allora Scientologist di alto rango Elaine Siegel, sembra sostenere l'ipotesi che Scientology avesse un progetto ufficiale per "maneggiare" il newsgroup. 

Siegel, un membro dell'Ufficio degli Affari Speciali della chiesa, scrisse " immaginate 40 o 50 Scientologist che impostano a Internet quasi tutti i giorni, manderemo le SPs (Persone Soppressive, es. i nemici di Scientology) fuori dal sistema. È veramente semplice". 

La portavoce della chiesa Debbie Blair riconosce che il memo scritto da Siegel è una comunicazione ufficiale ai compagni Scientologist, ma Blair insiste che il piano non ha mai fatto parte delle direttive della chiesa. 

"Non è mai stato adottato, messo in atto, e non è stato un progetto di nessuno se non forse di Elaine Siegel". 

Alla domanda se pensa che il post di decine di migliaia di messaggi pro-Scientology sia un abuso della Rete, Blair risponde "Penso che dovrei dire di no, ma mi devo spiegare. Qualsiasi cosa soffochi la libertà di parole è un abuso della Rete". 

Quando chiedo a Blair se dietro allo spam ci sono i membri della chiesa, dice di non averne idea. "Ci sono otto milioni di Scientologist" mi dice, ripetendo una spesso citata - ma non verificata - cifra. Alla domanda su quale sia la posizione della chiesa in relazione alla tattica, dice "Quello spamming non ha valore. Quando era critica nei nostri confronti, contro la chiesa, nessuno se ne è occupato. Quando ci sono cose positive, allora la gente si lamenta". 

Allo stesso modo, una dichiarazione di Blair della CoS, faxata a NOW, difende il diritto dei membri alla ciber-libertà di parola, mentre nega ogni tentativo organizzato di inondare Internet. 

"Sono solamente alcuni ipocriti a lamentarsi" dice "quando esprimono le loro idee...non importa quanto i loro post siano vili o pieni di odio, gli riconosciamo il diritto di dire quello che vogliono...Ci sono state talmente tante informazioni false (sul newsgroup) che nessuno si può lamentare quando viene impostata la verità". 

Alla domanda se la chiesa non stia tentando, senza successo, di chiudere il newsgroup cercando di persuadere gli amministratori del sistema a smettere di gestirlo, dice "È vero. È stato un errore che abbiamo fatto all'inizio. Da allora siamo cresciuti molto. Non siamo la Microsoft, siamo una Chiesa". 

Forse la cosa più interessante da dire sul coinvolgimento della chiesa deriva dall'aver evitato nel, corso dello spam, di intraprendere azioni legali per potenziale violazione dei diritti sulle proprietà intellettuali, diritti che nel passato ha vigorosamente sottolineato. 

 
 
 
Scritti sacri 

La chiesa ha sempre sostenuto che certi scritti sacri di Hubbard - scritti che formano la spina dorsale spirituale ed economica della religione - sono segreti commerciali. Nel corso degli anni la chiesa ha condotto una lunga campagna per proteggere questi testi segreti, e in seguito al posting in Rete di materiale coperto da copyright ha iniziato una serie di cause legali sulla proprietà intellettuale. La maggior parte di questa attività ha visto come protagonista il newsgroup a.r.s. dove, alla fine del 1994, sconosciuti hanno manomesso una serie di comandi di cancellazione che facevano scomparire i post, a volte accompagnati dalla dicitura "cancellato perché in violazione di copyright". 

La CoS ha iniziato azioni legali contro un certo numero di persone e organizzazioni che avevano pubblicato gli scritti segreti senza autorizzazione, compreso il Washington Post, un certo numero di "violatori apostati" dell'a.r.s. e diversi providers di servizi Internet. 

Ha anche costretto un servizio remailing anonimo finlandese (una compagnia terza che cancella l'indirizzo originario del messaggio prima di spedirlo) a svelare il nome di un utente che aveva impostato testi segreti sull'a.r.s. Migliaia di post recenti dell'a.r.s. consistono in materiale con copyright della CoS, e gli avvocati della chiesa non hanno ancora iniziato procedimenti legali. 

Blair non ci dice se la persona o le persone che hanno impostato lo spam avevano avuto il permesso della chiesa per fare post di materiale coperto da copyright, ma insiste "Siamo sempre preoccupati delle violazioni al copyright". Ma quando le chiedo specificamente se la chiesa sta intraprendendo azioni legali contro questi spammers, semplicemente ripete "Quando c'è una violazione di copyright - indipendentemente da chi la sta facendo - prendiamo sempre provvedimenti. Ma non significa che andiamo sempre in causa". 

Abbastanza stranamente, l'episodio ha diviso i sostenitori della libertà di parola che su questo argomento si sono venuti a trovare su lati opposti della staccionata. Alcuni vedono lo spam come minaccia alla libertà di parola, mentre altri sostengono che la CoS sta semplicemente riaffermando il suo punto di vista in modo un po' più aggressivo dei suoi detrattori. 

 
 
 
Museruola al dissenso 

L'uso dello spamming per mettere la museruola al dissenso non si è limitato all'a.r.s., fa notare Chip Berlet, un analista senior della Political Research Associates, un centro di ricerca indipendente e no profit che monitorizza organizzazioni, individui singoli e attività dei diritti civili US, compreso la Rete. 

Berlet ha collaborato a mettere insieme il primo notiziario Fight The Right [Lotta per i Diritti] nel 1985. Attualmente gestisce la sua mailing list elettronica privata, che ha dovuto temporaneamente chiudere dopo che le caselle postali dei suoi abbonati hanno iniziato a riempirsi di centinaia di messaggi di zeloti dell'estrema destra. 

Berlet fa notare che l'uso di massicce emissioni di dati per contrastare il nemico viene usato da gruppi di tutto lo spettro politico, con attivisti gay arrabbiati che fanno spamming sui gruppi di Cristiani fondamentalisti, e anti-razzisti che bombardano di e-mail i neo-Nazi. Fa notare che questa nuova forma di tecnologia "accresce drammaticamente la capacità della gente che ha accesso ai media. Vuoi proteggere e garantire l'accesso, ma vuoi anche arrivare a sanzionare chi ne abusa". 

Attualmente non esistono leggi che proibiscono lo spamming, nota Berlet, ma "quando uno riceve tanto spamming da farlo andare fuori uso c'è una violazione alla libertà di parola" aggiunge. 

Berlet non pensa che sia difficile definire esattamente lo spam, e come possa essere distinto da una legittima espressione di massa. 

«Se quello che ricevete è una spontanea pioggia di messaggi - o anche una organizzata, come parte di una campagna di pressione - da parte di molta gente, beh, quella è una cosa. Ma gli spammers dell'a.r.s. stanno impostando montagne di spazzatura di scritti di L. Ron Hubbard, cascate di testi che non sono pertinenti alla discussione in atto - questa è la differenza» 

 
 
 
Come liberarsi di quegli sporchi spam 

Internet ha i suoi modi per liberarsi dagli artisti dello spam, quegli utenti che allagano i newsgroups per spingere i loro messaggi o per ridurre al silenzio quelli degli altri. 

Piuttosto che aspettare che entri in gioco il Grande Fratello governo per proteggerli dai sabotatori, i netizens stanno sviluppando i loro sistemi di autodifesa. 

Lo spamming ha attirato per la prima volta l'attenzione pubblica quando nel 1994 un piccolo studio legale dell'Arizona ha oltraggiato la comunità della Rete spedendo migliaia di copie identiche della sua pubblicità a centinaia di newsgroups a caso, una tecnica conosciuta come spamming orizzontale (lo spamming verticale si concentra su uno specifico notiziario o newsgroup, con il posting di un grande numero di messaggi separati in un periodo di tempo molto breve). 

Gli avvocati dei providers di servizi Internet collassarono sotto il peso delle lamentele elettroniche inviate da utenti della Rete infuriati, e cacciarono lo studio in oggetto dai computer. 

Da allora, un'intera serie di programmi illegali a piramide (tipo la tristemente nota truffa MAKE.MONEY.FAST), pubblicità per linee sexy dal telefono 1-900 e sottoscrizioni a riviste hanno infettato la Rete. 

L'intensità del più grande e massiccio attacco di spamming - su alt.religion.scientology - sta spingendo i lettori del newsgroup e gli esperti anti-spam a inventare nuovi modi per fermare questa ondata di dati. In realtà molti veterani della Rete pensano che l'unico modo per rispondere alla propaganda hi-tech sia di impiegare la stessa tecnologia per contrastarli. 

Ma come fa notare il ricercatore di violazione dei diritti Chip Berlet, "La tecnologia non è arrivata al punto di avere una subroutine scritta all'interno dei programmi che cattura queste cose e le ferma prima che abbiano completamente riempito una conferenza". Berlet sta attualmente studiando un programma di scanning che analizzi i sistemi di chi tratta i messaggi per cercare di scoprire quando si trovano sotto l'attacco di posting ripetitivi di spazzatura. 

 
 
 
Auto cancellazione 

Nel frattempo sono stati sviluppati programmi di cancellazione automatica di messaggi, conosciuti come cancelbots, e sono stati messi in rete da netizens assennati, il più rinomato è un'entità anonima conosciuta come il Cancelmoose. 

Quando un cancelbot scopre un eccessivo crossposting di messaggi gli articoli vengono cancellati dal sistema. 

Ma l'attività dei cancellatori di spam non è portata avanti in segreto. Le ultime misure adottate vengono regolarmente annunciate e dibattute in newsgroups come news.admin.net-abuse.announce e news.admin.net-abuse.misc, che esistono specificamente per incoraggiare discussioni pubblice sugli abusi in Internet. 

il colpo contro gli spammers dell'a.r.s. sembra aver funzionato - per ora - visto che nelle ultime settimane il numero di messaggi ripetitivi sembra essere diminuito. Comunque i cancelbots non hanno eliminato il problema dello spam, ma c'è la speranza che se gli spammers sanno dall'inizio che i loro messaggi verranno cancellati prima che la maggior parte della gente li veda, li disincentiverà a continuare. 

Inoltre, gli utenti individuali hanno a disposizione risorse per fronteggiare lo sbarramento indesiderato di dati che, nel caso dell'a.r.s., è diventato così prevedibile che non è difficile aggirarlo. Il software di lettura più sofisticato del newsgroup può filtrare indirizzi specifici, così si può semplicemente programmare il proprio computer ad eliminare i messaggi indesiderati. 

 
 
 
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