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Indagini sul caso O. Palme

Di Walter Rosboch, Panorama, 10 Agosto 1986.

"Stiamo seguendo una pista promettente. Speriamo sia quella giusta" ha detto a Panorama il capo della polizia di Stoccolma Hans Holmer, incaricato delle indagini sull'omicidio del premier svedese Olof Palme. "Lavoriamo su diverse tracce e teorie" spiega Holmer rompendo il silenzio ufficiale. "Partendo dallo zero assoluto siamo riusciti a elaborare un quadro abbastanza preciso che ci permette di credere di sapere chi ha dato l'ordine di uccidere e perché. Ma il tutto è una specie di puzzle incompleto. Prima di averlo risolto non voglio rivelare assolutamente nulla". Ma qualcosa Holmer ha rivelato. 

Domanda. Siete vicini alla soluzione del caso? 

Risposta. Non ho detto questo, ma ogni giorno può essere quello decisivo. Mi auguro di risolvere il caso entro un periodo che definirei "logico". 

Hans Holmer si rifiuta anche di confermare o smentire le voci che sempre più insistentemente circolano in Svezia. Palme sarebbe stato ucciso dalla Raf tedesca oppure da una delle tante sette religiose con tendenze sostanzialmente di destra che si sono diffuse in Scandinavia. I dianetici, seguaci del defunto Ron Hubbard, erano per esempio particolarmente accaniti contro il premier: «Palme è l'uomo del diavolo» hanno spesso proclamato durante le loro riunioni «e come tale va combattuto con ogni mezzo» 

D. In questi mesi la polizia ha fermato 189 persone, ne ha interrogate 16.635, ha controllato 2.549 armi, visitato 1.066 famiglie o alloggi, esaminato gli alibi di 354 persone fra malviventi e prostitute. Risultati concreti nessuno. 

R. Il tempo lavora per noi e contro l'assassino, ma ovviamente non posso dare spiegazioni. 

Holmer si dedica anima e corpo al caso, lavora anche 15 ore al giorno. Il governo non gli ha posto limiti di mezzi e lui ha fatto le cose in grande. Ha reclutato esperti superpagati, affittato computer e macchinari da fantascienza, mobilitato persino aerei da guerra (per fotografare le terrazze di Stoccolma alla ricerca dell'arma del delitto), sguinzagliato investigatori in tre continenti (Europa, Asia e Sud America) e mobilitato permanentemente in patria 144 poliziotti. 

D. Lei lavora ininterrottamente da mesi. Non crede di aver bisogno di una pausa di riflessione, anche per il bene delle indagini? 

R. No. Non cedo e non voglio cedere. Per me non esisteranno giorni liberi, ferie, Natali e Pasque fino a quando non avrò scoperto chi ha ucciso Palme e perché. So di essere vicino alla soluzione, la mia polizia non può fallire questo traguardo. 

Intanto, un'importante conquista Holmer l'ha già fatta. Sono le donne che vanno pazze per lui. Ogni giorno arrivano nel suo ufficio omaggi di ammiratrici. In sei mesi ha già ricevuto 700 torte, decine di paia di scarpe da casa, maglioni e guanti fatti a mano, innumerevoli inviti a cena e offerte di matrimonio. Il poliziotto che è stato lasciato di recente dalla moglie ha risposto a tutte dagli schermi della televisione. "Sto lavorando come un matto per risolvere il caso" ha detto "e non ho tempo di rispondervi, ma appena finisco vado in pensione e sarò tutto per voi". 

 
 
 
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