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Cari Colleghi: Integrità e sospetto nella ricerca sui Nuovi Movimenti Religiosi

La richiesta di riflessione del 1996 del Prof. Benjamin Beit-Hallhami, Sociologo della Religione e psicologo, Università di Haifa, Israele.Tratto da www.antisectes.net

Traduzione a cura di Martini, giugno 2006

 

Cari Colleghi:

All'inizio del maggio 1995, mentre le autorità giapponesi stavano raccogliendo prove che collegassero il NMR [Nuovo Movimento Religioso] Aum Shinrikyo all'attacco al gas nervino che il 20 marzo aveva ucciso 13 pendolari, e preparando ciò che pensavano essere un grosso caso, scoprirono, con grande sorpresa, di essere sotto attacco da una direzione inaspettata. Stando ai resoconti dei media, a Tokyo erano arrivati quattro americani per difendere Aum Shinrikyo dalle accuse di terrorismo di massa. Due di essi erano studiosi di NMR. Secondo tali resoconti essi affermarono che Aum Shinrikyo non poteva aver prodotto il gas usato nell'attacco, e invitarono la polizia giapponese a non «annientare una religione e non negare la libertà» (Reid, 1995; Reader, 1995).

Resoconti attendibili, dal 1995 in poi, hanno mostrato come le autorità giapponesi non furono in realtà soltanto super caute ma negligenti e deferenti, quando non protettive, in merito alle attività criminali di Aum, visto il suo stato di NMR. «Alcuni osservatori si chiedono che cosa spinse le autorità giapponesi ad attardarsi tanto prima di prendere azioni decisive. Sembra evidente che furono sollevate sufficienti e serie preoccupazioni sulle varie attività di Aum, tali da garantire una serie indagine di polizia prima dell'attacco al gas nella metropolitana» (Mullins, 1997, pag. 321). Il gruppo poteva essere descritto solo come estremamente violento e omicida. «Si ritiene che trentatré seguaci di Aum siano stati uccisi tra... il 1988 e ... il 1995 ... di altri ventuno seguaci è stata denunciata la scomparsa [e la presunta morte]» (Mullins, 1997, pag. 320). Tra i non membri le vittime furono 24. Nel 1989 il gruppo venne coinvolto in un caso di triplo omicidio e commise un altro attacco al gas nel 1994 che uccise sette persone - così come furono commessi crimini di minor gravità su cui la polizia non si dimostrò desiderosa di indagare (Beit-Hallahmi, 1998; Haworth, 1995; Mullins, 1997). Pertanto si può sicuramente concludere che in questo caso non si trattava di libertà religiosa. E nemmeno è probabile, come alcuni apologeti di Aum tra gli studiosi di NMR hanno sostenuto, che questa conta letale (77 morti nel corso di sette anni, in occasioni diverse) ed altre attività criminali non mortali siano state le azioni di pochi leader fanatici. Numerosi individui devono essere stati coinvolti in tali attività, e numerosi altri ne dovevano essere a conoscenza.

Alcuni studiosi di NMR hanno suggerito che il viaggio in Giappone di cui sopra, come riportato dai media, abbia provocato un problema di immagine al settore (Reader, 1995). Lasciate che vi dica chiaramente che la mia non è una preoccupazione per l'immagine, ma per la realtà di studio. Temo che in questo caso, come in molti altri, la realtà possa essere addirittura peggiore dell'immagine. Come reagiamo davanti all'episodio di Aum? Solleviamo le sopracciglia? Alziamo le spalle? Si tratta soltanto di un caso isolato di cattivo giudizio? Siamo turbati dal presunto coinvolgimento di ricercatori di NMR in questa tragica storia? Dato il clima e la cultura della comunità di ricercatori di NMR, e le precedenti dimostrazioni di sostegno a NMR nei guai, non siamo completamente sorpresi. Gran parte della discussione nella ricerca dei NMR degli ultimi 20 anni è stata caratterizzata da un allegro consenso sulla questione delle relazioni tra NMR e il loro ambiente sociale.

Quale dovrebbe essere la relazione desiderabile e adeguata tra gli studiosi e i gruppi che essi studiano? Naturalmente tale relazione deve essere problematica, caratterizzata da tensioni su entrambi i fronti. A nessuno piace essere sotto esame di qualsiasi tipo, e tutti, studiosi compresi, siamo sensibili al modo in cui ci presentiamo agli altri. Un atteggiamento critico e una tendenza interpretativa sono i tratti caratteristici dello studioso, che molto probabilmente non prenderà per oro colato il messaggio propugnato dall'oggetto dei suoi studi. La credibilità deve essere negoziata e guadagnata sia da parte degli informatori che da parte degli studiosi, e ciò che qui è in gioco è la credibilità della ricerca sui NMR.

Tutti noi, in quanto studiosi di NMR e membri della comunità accademica, abbiamo le nostre inclinazioni (Beit-Hallahmi, 1989; Robbins, 1983). Il nostro diverso impegno ideologico non ci impedisce di comunicare e collaborare come colleghi. Ci si aspetta che gli studiosi siano consumatori sofisticati dei lavori dei propri colleghi. Essi individuano l'errore, il pregiudizio e le sviste, e separano il grano dalla pula. Nello studio della religione inclinazioni ed impegni religiosi non dovrebbero necessariamente minare l'erudizione; dovrebbero solo stabilirne i limiti (Beit-Hallahmi, 1989, 1986). Le nostre inclinazioni in conflitto dovrebbero naturalmente condurre a dibattiti e controversia. Si rimane davvero sconcertati quando in un particolare network di ricerca sperimentiamo lo strano, assordante silenzio della conformità. Il livello di conformità al consenso imperante è stato ragguardevole. Studiosi in perfetto accordo su un argomento spinoso sono come il cane che non abbaia. Dovrebbe incuriosirci, se non renderci apertamente sospettosi.

Origini dello schieramento

Per quanto riguarda il modo in cui i NMR vengono descritti ed analizzati, tra gli studiosi di NMR si è sviluppato qualcosa di simile ad uno schieramento. Il loro consenso è responsabile di una nuova conformità che sembra porre stretti limiti alla curiosità dei ricercatori. Ciò ha condotto anche all'appoggio, come nel caso di Aum Shinrikyo e di David Koresh, a pubbliche espressioni di sostegno per un NMR in conflitto con il suo ambiente. I ricercatori di NMR impegnati nell'appoggio e nella difesa stanno esprimendo un sentimento ed una realtà di associazione e collaborazione con i NMR nella comune battaglia culturale.

Negli ultimi 20 anni la comunità di ricerca dei NMR ha mostrato generale accordo su una gerarchia di credibilità (Barker, 1987) secondo cui l'auto rappresentazione dei NMR era epistemiologicamente e logicamente superiore a tutti i racconti e le osservazioni esterne. Lo schieramento è stato tale che «... i disertori sono impegnati in un comportamento, sia conscio che inconscio, che serve se stessi» (Richardson, 1980, pag. 247) (presumibilmente diverso dal comportamento di membri e leader di NMR che sono totalmente e apertamente disinteressati). La comunità di ricerca sui NMR darà più credibilità alle affermazioni di membri e leader di NMR piuttosto che alle affermazioni di ex membri, osservatori esterni (es. i media) e funzionari di governo (in particolare alle forze dell'ordine). Ciò ha condotto ad un modello di collaborazione con i NMR che ha raggiunto il suo culmine, e la conclusione logica, nell'episodio Aum menzionato in precedenza.

L'essenza del consenso è stata elegantemente descritta da due importanti sociologi della religione: «Il modello dei vari dibattiti e posizioni adottate sembra rappresentare qualcosa di simile ad un consenso che, laddove esista una significativa erosione delle libertà religiose tradizionali e/o litigiosità legale, probabilmente dipenderà da evidenze in conflitto con il corpus di conoscenza prevalente rappresentato dalle società professionali, l'attivismo individuale e collettivo è potenzialmente appropriato» (Robbins & Bromley, 1991, pag. 199). Questo articolo non toccherà la litigiosità legale, ma si limiterà brevemente alla difesa delle "libertà religiose", o "attivismo".

"Attivismo": Il consenso in azione

L'analisi della storia della collaborazione con i NMR degli ultimi 30 anni ci porta dal curioso al bizzarro. Il consenso iniziò a svilupparsi negli anni '70, quando alcuni NMR erano impegnati nella lotta per il riconoscimento e la legittimità. Per certi gruppi il semplice fatto di essere definiti come religioni, ed essere riconosciuti come un movimento degno di studio, sembrava un obiettivo raggiunto. Per altri gruppi l'etichetta di "religione" era cruciale. Come suggerito da Greil (1996, pag. 49) essere considerati un movimento religioso è «una risorsa culturale su cui gruppi di interesse concorrenti potrebbero rivaleggiare... dando privilegi che, in una data società, sono associati all'etichetta religiosa». Inoltre «il diritto all'etichetta religiosa è merce di valore» (Greil, 1996, pag. 52). In modo simile Barker (1991, pag. 11) faceva notare i «considerevoli vantaggi economici ottenibili con l'essere definiti una religione». Applicando l'etichetta religiosa in modo generoso e coerente, gli studiosi di NMR hanno fornito un sostegno non disponibile ad altre parti.

Gli unificazionisti furono i primi ad apprezzare il valore di avere dalla loro parte i professori. Fin dagli anni '70 essi organizzarono una serie di associazioni di facciata e tennero una serie di convegni; ben noti furono quelli della Unity of Science. A tali convegni, accademici di tutto il mondo si incontravano per discutere ciò che li univa, l'ovvia prontezza ad accettare una vacanza gratis a spese della Chiesa dell'Unificazione. La maggioranza degli accademici che partecipava a questi convegni non era composta da studiosi di religione. Chi lo era si rese conto del proprio valore sulla medaglia della legittimità e della rispettabilità del gruppo. Vi furono critiche rivolte a quegli accademici pronti a fornire riconoscimento alla Chiesa dell'Unificazione tramite la partecipazione ai suoi convegni (Horowitz, 1978), ma tali voci critiche vennero decisamente ignorate dagli studiosi di NMR. Esiste un filo rosso che collega l'intima relazione degli anni '70 con la Chiesa dell'Unificazione e gli eventi degli anni '90. Questo filo non si esprime soltanto con la disponibilità a ricevere denaro dai NMR, ma in un chiaro impegno ideologico a difenderli, indipendentemente dalle circostanze e dalle conseguenze.

Sembra che il consenso operativo che iniziò a formarsi alla fine degli anni '70 fosse già ben saldo all'inizio degli anni '80. Gli studiosi più importanti nel campo decisero di schierarsi nella guerra di propaganda sulla legittimità e reputazione di certi NMR (o gruppi che sostenevano di esserlo, come ad esempio Scientology), e di collaborare con loro per fornire il molto ambito sostegno pubblico. Si pensava che nella lotta per la legittimità qualsiasi cosa fosse ritenuta dannosa per l'immagine pubblica dei NMR dovesse essere evitata. E sono cresciute le dissertazioni difensive per proteggerle da qualsiasi apparente indiscrezione o trasgressione.

Da qui a cinquant'anni, quando verranno aperti gli archivi e si leggerà la corrispondenza privata, i futuri storici riusciranno meglio a rispondere alle domande qui sollevate, e a spiegare lo sviluppo del consenso tra gli studiosi di NMR della fine del ventesimo secolo. Frattanto possiamo lavorare unicamente sulla base di documenti pubblici, ma a volte documenti confidenziali vedono la luce del giorno fornendo ulteriori intuizioni. Ho davanti agli occhi una prova che rivela significative collusioni tra ricercatori e NMR. Si tratta di un memorandum confidenziale, datato 20 dicembre 1989 a firma di un ricercatore di NMR, il quale afferma di stare scrivendo per conto di altri due importanti ricercatori, tutti sociologi. Copie di questo documento sono state fatte circolare da un gruppo anti-NMR e la sua autenticità è indubbia. È significativo che questo documento sia stato inviato per e-mail ad un lungo elenco di sociologi, ed è già stato citato in passato. È imbarazzante fare riferimento ad un memo confidenziale scritto da un caro collega, ma non è stato meno imbarazzante l'esperienza di vedere cari colleghi agire come collaboratori di una varietà di organizzazioni camuffate.

Quel documento riporta una serie di incontri e attività che implicano diversi studiosi di NMR, legali di NMR, leader di NMR e qualche altro studioso. Vengono discussi numerosi progetti futuri, gran parte dei quali non si sono mai materializzati. L'agenda e gli impegni espressi sono molto chiari. Il memo non solo prova oltre ogni dubbio i contatti dietro le quinte tra studiosi e NMR, ma gli sforzi coordinati da parte di importanti studiosi di collaborare con i NMR. Ciò che colpisce è il chiaro senso con cui i membri più importanti della rete di ricerca sui NMR considerava i NMR come alleati, non già oggetto di studio. Sembra che gli studiosi fossero più desiderosi di combattere la battaglia per la legittimità dei NMR dei movimenti stessi.

«I nostri incontri con membri della Chiesa dell'Unificazione hanno confermato le nostre prime impressioni che... la loro reazione è sostanzialmente confinata a risposte ad hoc alle crisi. Ho insistito sulla questione se fosse possibile per la UC, in collaborazione con diversi altri NMR, di raccogliere una somma di denaro significativa - senza "seccature" per noi - per un gruppo indipendente che in cambio avrebbe avanzato proposte, e avrebbe finanziato la ricerca sui NMR». I NMR erano poco entusiasti, pensava lo scrivente, e «La cooperativa che finanzia l'American Conference on Religious Freedom sembrerebbe essere il massimo a cui sono disposti ad arrivare fino ad oggi» (Confidential, 1989, pag. 4).

Oltre all'idea di creare un'organizzazione finanziata dai NMR, «... noi abbiamo passato molto tempo a considerare se potesse essere il momento giusto per importare ... INFORM o creare una organizzazione statunitense che potrebbe ricoprire un ruolo similare ... INFORM ha adottato una strategia molto efficace nel neutralizzare i movimenti antisetta nel Regno Unito» (Confidential, 1989, pag. 5).

Nel 1992 entrò in scena la Association of World Academics for Religious Freedom (AWARE) che descriveva se stessa (Lewis, 1994, pag. 94) come «...un centro informativo istituito per diffondere informazioni obiettive sulle religioni non tradizionali». Ogni studioso di NMR indubbiamente considera se stesso come un centro informativo che diffonde informazioni obiettive sulle religioni non tradizionali, quindi devono esistere motivi davvero buoni per creare un altro centro del genere. «L'obiettivo principale di AWARE è la promozione della libertà intellettuale e religiosa, educando l'opinione pubblica sulle culture e religioni esistenti compresi, ma non limitati a, i gruppi religiosi alternativi... AWARE educa anche la comunità accademica e l'opinione pubblica sulle gravi persecuzioni che minoranze religiose e culturali sperimentano... e per sostenere il governo degli Stati Uniti d'America nei suoi sforzi per guarire i pregiudizi esistenti nel nostro paese e nel mondo» (Lewis, 1994, pag. 214). Questa pubblica agenda si spinge molto oltre l'accademia.

AWARE sponsorizzò tre volumi che in quanto tali sono stati oggetto di controversia (Lewis, 1994; Lewis & Melton, 1994; Lewis & Melton, 1995). Balch & Langdon (1996) forniscono un assennato punto di vista dall'interno sulla ricerca sul campo che portò al volume AWARE sulla CUT [Church Universal and Triumphant] del 1994 (Lewis & Melton, 1994). Il fatto più significativo e sintomatico è la partecipazione a questa fatica di così tanti studiosi riconosciuti (cf. Dalch, 1996). Azioni simili di sostegno sono state notate in convegni di ricerca apparentemente dedicati ai NMR, e in cui leader e rappresentanti di NMR (o gruppi che rivendicano tale etichetta) sono stati trattati non solo come colleghi, ma come partner in un'iniziativa comune.

Non si tratta di cannoni sciolti ai margini della comunità di ricerca. Ciò a cui ci troviamo di fronte non è una minoranza "attivista" e una maggioranza silenziosa, ma una maggioranza che sostiene e collabora. I nostri colleghi hanno diritto a molte presunzioni di innocenza, ma non so stanno accumulando solo dubbi, bensì pezzi interi di prove. Personalmente mi sento imbarazzato, tradito, provo vergogna. Alla luce di ciò di cui siamo stati testimoni siamo costretti a rileggere, i nostri occhi freschi di sospetto, l'intero corpus della letteratura sui NMR.

Potremmo dover ricostruire la nostra gerarchia di credibilità (Becker, 1967). Catastrofi di NMR recenti e meno recenti ci aiutano a renderci conto che in ogni singolo caso le accuse di esterni ostili e dei detrattori sono state molto più vicine alla realtà di qualsiasi altro resoconto. Fin dalla tragedia di Jonestown le affermazioni degli ex membri si sono dimostrate molto più accurate di quelle degli apologeti e dei ricercatori di NMR. La realtà rivelata dagli archivi del People's Temple, di Rajneesh International, Vajradhatu, della Nation of Yahweh, dei Branch Davidians, della Faith Assembly, di Aum Shinrykio, del Tempio Solare o di Heaven's Gate è molto più che poco attraente, è assolutamente orripilante. In ogni caso di disastro di NMR degli ultimi cinquant'anni, ad iniziare con i Krishna Venta (Beit-Hallahmi, 1993), incontriamo un mondo sommerso di follia e sfruttamento in un gruppo totalitario e psicotico, la cui realtà è di fatto addirittura peggiore delle accuse dei detrattori.

Il felice consenso, condiviso da colleghi che ammiro e verso cui sarò sempre in debito si è dimostrato essere, a un esame più accurato, una retorica di difesa, di apologia e di propaganda. L'agenda apologetica e di difesa crea un impoverimento della dissertazione, nega la follia, la passione e lo sfruttamento coinvolto nei NMR e conduce a un vicolo cieco intellettuale. Il vero punto è come una comunità di brillanti studiosi si sia rimesso a questo tipo di difesa dei NMR.

La soluzione al nostro problema di integrità può essere trovata soltanto in un'aperta discussione e in una piena scoperta [rivelazione]; la discussione aperta delle nostre deficienze collettive e fallimenti, e una piena rivelazione di tutti i legami finanziari con tutte le organizzazioni. In un lavoro accademico legittimo il supporto finanziario viene riconosciuto. Se avete motivi per mantenere ignoti i vostri finanziatori qualcuno potrebbe sospettare che avete qualcosa da nascondere. Come studiosi non abbiamo fatto voto di castità, povertà o silenzio. I nostri soli voti sono critica, sospetto, e domande senza limiti. Essere un poco più sospettosi ci manterrà non solo un poco più onesti, ma probabilmente studiosi migliori.

© Benjamin Beit Hallahmi, 1996


Riferimenti:

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Barker, E. (1991). But is it a genuine religion? ReDort from file Canital, April, 10-11, 14. Becker, H. S. (1967). Whose side are we on? Social Probiems, 14, 239-247.

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Riconoscimenti:

Questa è una versione rivista e ridotta di una relazione presentata all'incontro annuale del 1997 della Society for the Scientific Study of Religion. Disponibile anche una versione integrale. L'autore desidera ringraziare Avner Falk, Mark Finn, Maxine Gold, Roslyn Lacks, Michael Langone, Dan Nesher, Tom Robbins, e Benjamin Zablocki per il generoso aiuto e consiglio.

 
 
 
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