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Scientology: parlano i fuoriusciti

Ernesto Menta racconta la sua esperienza in Scientology.
Tratto da: L'Urlo - magazine di informazione alternativa. N. 2, Anno 3, dicembre 2008.

 

Ne avevamo parlato circa un anno fa (L'Urlo 16, anno 1, vedi www.lurlonline.it). Eravamo andati nella sede di Scientology a Catania e avevamo avuto l'occasione di parlare con l'addetta alle relazioni pubbliche della Chiesa. Era stato interessante capire il pensiero di uno Scientologist e la venerazione per quello che è il loro guru spirituale, L. Ron Hubbard. Quella volta però non riuscimmo in tempo ad avere una controparte, trovare qualcuno che raccontasse la sua storia e volesse renderla pubblica. Ad un anno di distanza ecco chi abbiamo scovato e tutto parte da inquietanti volantini distribuiti in città che parlano della scomparsa di Lisa McPherson.




18 lunghi anni di appartenenza all'interno di Scientology, dal 1989 al 2007. Debiti, molti soldi spesi e insicurezze che ancora oggi lo accompagnano. Questa è la storia di Ernesto Menta, dapprima ateo e poi scientologo, che oggi rappresenta uno dei più fermi oppositori alle rigide regole interne a Scientology. Ha vissuto tra Milano, Copenaghen e Catania: oggi risiede nel capoluogo etneo cercando di riprendersi la sua vita.

Come si è avvicinato a Scientology?

Comprando in edicola il libro Dianetics. Era da tempo che volevo riuscire a risolvere un mio problema caratteriale, avevo già cercato in psicologia qualcosa che mi potesse aiutare, ma non ero rimasto soddisfatto, così lessi la teoria di Ron Hubbard, mi piacque e decisi di provarla. All'epoca lavoravo e vivevo a Milano, quindi mi recai in un loro centro, alla Milano Mission dove feci qualche seduta gratuita di questa pratica che non è altro che una specie di psicoanalisi.

Lettura e sedute, che effetto hanno avuto su di lei?

Pensai di stare bene. Il testo di Hubbard è molto entusiasmante, ti fa sentire bene. Man mano che passava il tempo mi entusiasmavo sempre di più, perché vedevo come l'auditing avesse un qualche effetto positivo non solo su di me, ma anche sugli altri. Inoltre nello staff l'ambiente era simpatico, accogliente, le persone erano molto cordiali, tutto questo ti prende.

Dopo aver provato questi effetti benefici come ha proseguito il suo percorso?

Da quel momento iniziai un piccolo corso di auditor, che sarebbe l'equivalente di una specie di micro psicoterapeuta. Consiste nell'imparare a fare domande sui traumi del passato, la persona soggetta ad auditing, raccontandoli, scarica le emozioni negative e si sente meglio. Dopo 3 mesi circa, su richiesta, entrai nello staff di Milano Mission. All'epoca lavoravo all'Istituto di Fisica nucleare di Catania ed ero in trasferta a Milano, così facevo entrambe le cose: staff di sera, programmatore di computer di giorno.

Cos'è accaduto dopo?

Mi fu offerto di entrare in uno staff superiore, quello della Sea Organization, che rappresenta quasi la parte più elevata del "clero". Così andai avanti, pensavo che Scientology fosse l'unica salvezza per l'umanità, dovevo fare di tutto per difenderla, portarla avanti e rendere tutti liberi. Entrai dunque alla Sea Org di Copenaghen, in cui avrei dovuto svolgere un lavoro a tempo pieno, così fui costretto a lasciare il mio lavoro e partire. Tra l'altro per poter accedere a questo staff, appena entrati si deve firmare un contratto per la durata di un miliardo di anni, cosa che ho fatto. Guadagnavo pochissime lire per circa 8 ore al giorno o anche di più, oltre circa due ore di studio giornaliere, per 6/7 giorni la settimana... ma ormai ero un soldato di Scientology, avrei fatto il missionario, avrei patito la fame, non m'importava.

Qual era il suo compito all'interno dell'organizzazione?

Purtroppo quando sono entrato ho dovuto firmare un accordo nel quale non posso rivelare i dettagli di quello che ho fatto. Tra l'altro nell'accordo c'era scritto anche quanto avrei dovuto pagare nel caso in cui avessi rivelato particolari di questi lavori.

Quando sono iniziate a cambiare le cose?

Iniziai ad avvertire i primi problemi a Milano, ma a Copenaghen si svilupparono perché iniziai a diventare sempre più nervoso. Faccio un esempio. Per gli staff esiste una cosa che si chiama "tecnologia di studio" che è obbligatorio usare perché ti insegna come si studia. Questa tecnica ti obbliga, quando si incontra una parola che non si conosce, ad andarla a cercare sul dizionario, leggere le definizioni e impararle tutte o quasi, a seconda del caso. Se una parola ha 50 definizioni ad esempio, potrebbe essere necessario leggerle tutte e 50, e se poi all'interno di tali definizioni c'è un'altra parola o simbolo che non si conosce, si dovrà ripetere l'intero procedimento, e cosi via. Questo è denominato "metodo di chiarimento di parole". Il mio problema era appunto che perdevo tanto tempo a chiarire queste parole, in più le regole dello staff erano molto dure: dovevi essere super corretto, sottostare a tantissime regole, qualsiasi cosa succedeva io ero l'unica causa, perché non si poteva dare la colpa a nessun altro... Purtroppo non riuscivo a rispettare tutto questo ammasso di regole come volevo e iniziai a diventare nervoso; inoltre un procedimento fattomi da un auditor, con l'elettrometro (uno strumento che serve grossomodo per misurare le emozioni di una persona), chiamato "sec check", cioè verifica di sicurezza, che durò circa un mese, non funzionò bene e fu una vera e propria tortura mentale.

Dopo un anno di lavoro, ero cosi insofferente da non riuscire più a fare il mio lavoro perché avevo paura di sbagliare, tanto che alla fine fui licenziato dallo staff [1].

Dopo il licenziamento com'è proseguita la sua vita?

Sono tornato a Catania, dai miei, senza lavoro e ho ricominciato tutto daccapo. All'inizio continuai a fare quello che facevo prima, cioè il programmatore e tecnico di computer, però vidi che col passare dei mesi, degli anni, questo nervosismo aumentava e mi rallentava nel lavoro, perché non ero sicuro. Così dopo alcuni anni, ho deciso di non fare più quel mestiere.

Cosa fa adesso?

L'unica cosa che riesco a fare senza troppi problemi è il lavoro di pulizia.

Che fine ha fatto il nervosismo che si portava dietro?

Negli anni è aumentato molto di più, mentre prima era leggero e alcune cose le facevo, adesso quando mi prende mi rallenta parecchio: questa cosa è la rovina della mia vita.

Molto spesso si associa a Scientology la parola denaro. A lei cos'è successo?

Tutti i servizi di miglioramento personale hanno dei costi elevati, per esempio ho calcolato che per togliermi di dosso il mio problema avrei dovuto raccogliere non so quante decine di migliaia di euro perché una seduta costa intorno ai 120 euro l'ora. Il percorso che pensavo fosse necessario al mio caso costava 10.000/20.000 euro se fosse andato bene, in caso contrario poteva volerci anche di più, 50.000/60.000 euro, soldi che io non avevo. Non solo, quando uscii dallo staff della Sea Org c'era la regola che chiunque rompeva il contratto, sia che fosse stato licenziato o meno, doveva pagare tutti i corsi come auditor o i corsi amministrativi, cioè quelli per poter fare lo staff. Ho dovuto sborsare circa 10.000 euro. Persi i primi anni solo per pagare, avevo soldi da parte, ma non ne avevo abbastanza per comprarmi altri servizi. In realtà Scientology chiede denaro in qualsiasi momento. Mi dicevano: «senti abbiamo un problema, dobbiamo pagare la bolletta della luce mi dai qualche cosa?».

Una volta ho pure fatto una donazione, mi sembra, di circa 2000 euro per l'organizzazione di Scientology senza avere nulla in cambio, facendo un debito per quattro anni. Pagavo 100 euro al mese, avendo accumulato 5000 euro di debito. Per quattro anni sono stato bloccato, avevo i soldi giusti per pagare questa rata. Una volta estinti i debiti, l'organizzazione di Catania mi disse: «Senti stiamo cambiando palazzo, ci stiamo trasferendo in via Etnea, ci puoi dare un aiuto?» E diedi altri 500 euro...

Ma se non si vuole pagare, cosa succede?

Il discorso è questo: se tu non vuoi aiutare, implicitamente tu stai andando contro il maggior bene e gli scopi di Scientology, che è l'unica salvezza dell'umanità, quindi tu sei in torto. La gente è portata a pagare anche per questo, perché si fa leva sui tuoi punti debole, sul fatto che non stai facendo abbastanza, ecco perché la gente può arrivare veramente ad indebitarsi.

Cosa dicevano i suoi famigliari?

Nel 2000 ho dovuto rompere i rapporti con la mia famiglia perché erano contrari. Hubbard fornisce a chi è a contatto con una persona anti-scientology due soluzioni: o risolvere la situazione o tagliare i ponti. Dal momento che vivevo a casa dei miei genitori, a volte potevano esserci delle battutine, così anche se loro non mi davano fastidio mi sentivo male perché li sentivo contrari, allora decisi di allontanarmi e andai a vivere da solo fino al 2007.

È passato un anno dalla rottura con Scientology. Cos'è cambiato nella sua vita?

Anche se il nervosismo c'e ancora, sono state risolte altre cose della mia vita che con Scientology mi portavo dietro. Da solo ho avuto altri miglioramenti e ho iniziato a mano a mano a togliermi di dosso tutto quel meccanismo mentale che mi ero costruito da solo, perché la dottrina secondo me è costruita in maniera tale da creare un condizionamento mentale sulla persona, in cui ti crei delle idee tali per cui non puoi criticare né il fondatore né l'organizzazione.

Lei ha distribuito volantini a Catania contro Scientology, scrive in newsgroup di ex scientologist, ha messo su youtube dei video in cui racconta la sua storia e del pericolo in cui si può incorrere. Scientology è contro di lei?

Dopo aver distribuito questi volantini, mi sono detto: «Ormai sanno che sono io, quindi potrei essere un loro bersaglio!», così mi feci prendere dal panico, e pensai di fare un video in cui dicevo che mi sentivo in pericolo. L'ho fatto e tenuto alcuni mesi, circa 5, è stato visto da oltre mille persone, quindi mi son detto «adesso posso ritenermi al sicuro».


Note di Martini:

1. Ernesto Menta mi prega di aggiungere che: «Il fatto di non riuscire a fare lavori d'ufficio (pure scrivere delle semplici lettere mi faceva paura) unito ad un'altra mia situazione che si venne a creare, portarono al licenziamento».

 
 
 
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