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Elisa e Scientology

Le riflessioni di una ex staff italiana, uscita da poco da quella che lei stessa definisce una ragnatela.

Febbraio 2006.

 
Paura, smarrimento, rabbia.

Questi, in sequenza, i sentimenti che ho provato da quando sono uscita da Scientology.

18 anni spesi ad inseguire un ideale. Ci sono episodi della mia vita che avrei voluto raccontare o fatti di cui sono stata testimone che bene avrebbero reso il clima in cui ho vissuto, ma voglio mantenere l'anonimato. Penso che tanti anni passati in Scientology mi diano il diritto di sentirmi "una voce in capitolo", per cui intendo dire la mia... .

Buona istruzione, buon lavoro, amicizie, affetti, la mia vita trascorreva serena, coltivando vari interessi e utilizzando un po' di tempo libero per il volontariato.

Non mi sono avvicinata a Scientology perché stessi attraversando un periodo particolare o perché fossi una persona debole o insoddisfatta; in realtà non ne avevo mai sentito parlare fino a quando una persona a me molto vicina, sfruttando il mio interesse per la mente e il comportamento umano mi portò in un'org. La mia situazione economica era molto buona e così mi vennero proposti subito i corsi cosiddetti maggiori. Sentiti i prezzi pensai immediatamente che si trattava di cifre molto alte ed ero infastidita dalla fretta e dall'insistenza della persona con la quale stavo parlando, ma, per usare un termine di Scientology, invalidai quella percezione negativa e accettai di fare il primo corso, lo Student Hat. Sostanzialmente mi interessava apprendere una tecnica per imparare a studiare, e, cosa non meno importante, mi fidavo del mio FSM.

I dubbi maturati negli anni e mai chiariti, e... l'osservazione dell'ovvio (in scientologhese: OBNOSI)!

  • Gli alti prezzi dei corsi, osservando l'aspetto e lo stile di vita dello staff fanno immediatamente capire che la maggior parte delle entrate non rimangono di certo nell'org e men che meno vanno sulle paghe.

  • Non ho mai capito perché la Chiesa di Scientology affermi di ricevere donazioni in cambio dei suoi servizi, visto che ogni singola cosa, dalla spilletta all'auditing ha un costo ben preciso di listino, che non solo non si può contrattare, ma deve sempre essere dato in anticipo.

  • Sono entrata per fare corsi di miglioramento personale e mi sono ritrovata in un posto che si proclamava Chiesa e religione; ritengo di avere sufficientemente esperienza come scientologa da poter esprimere fermamente l'opinione che non si tratti di una religione, e penso che i vari studiosi che la definiscono tale si siano basati sulla documentazione che il Managment sapientemente fornisce loro, ma di sicuro non sono mai entrati in un'org per assistere a un ciclo di etica, un ciclo di regging o una riunione di produzione, dove si fanno pianificazioni finanziarie, dove si fanno liste di persone a cui vendere servizi.

  • Si afferma che LRH non è un Dio eppure si esclude che, come qualsiasi essere umano, possa aver fatto errori e, comunque, durante gli event o i briefing viene osannato: bisogna alzarsi in piedi, applaudire a una foto e urlare Hip Hip Urrà!: esternazioni che considero tipicamente americane, come molte cose in Scientology, e a cui il pubblico italiano fa fatica ad abituarsi.

  • Uno degli slogan più famosi della Chiesa è "impara a ragionare con la tua testa" ma guai se non ti attieni alle direttive di Hubbard.

  • Sono stata uno staff a lungo e ho ricoperto posti da executive molto delicati e posso testimoniare che le persone vengono letteralmente spolpate economicamente e gli viene rubato ogni minuto del tempo libero che ha e quando ne ha è impegnato a pensare a come trovare altri soldi o altro tempo o a come giustificare che aveva del tempo libero che ha dedicato a cose wog piuttosto che a Scientology.

  • I Clear e gli OT che ho conosciuto non sono i superuomini e le superdonne descritti da Ron Hubbard: hanno gli stessi problemi finanziari, di lavoro e di famiglia degli altri esseri umani, commettono overt allo stesso modo. Di sicuro le percezioni si affinano, si ha una migliore conoscenza della natura delle cose, non si è continuamente restimolati, ma queste persone per definizione devono essere causa sul MEST, che è cosa ben diversa. Il punto è che purtroppo si convincono di essere invincibili, diventano veramente più abili, ma più abili nel cercare i soldi che servono per il prossimo servizio, bravissimi a sistemare le cose per trovare il tempo per i corsi, non importa passando sopra a chi o a che cosa.

  • Personalmente non conosco dati che vietino ad uno scientologo di essere di un'altra religione; vi sono, però, direttive che impediscono di fare altre pratiche, come ad esempio, yoga, meditazione, o arti marziali che implichino "esercizi mentali". All'inizio puoi ancora seguire un altro credo, in quanto ancora non sei completamente dentro, ma a lungo andare, ti accorgi che non c'è compatibilità con qualsiasi altra religione, in realtà non c'è compatibilità con niente altro; Scientology è talmente assorbente che non ti lascia spazio per nessun'altra attività e se lo fai, il gruppo disapprova e alla fine, alla prima occasione, finisci in etica, dove vieni maneggiato che Scientology è una religione. Hubbard ha anche ovviamente istituito riti come funzioni domenicali, matrimoni, funerali, battesimi e ogni Chiesa di Scientology ha il suo Ministro di culto.

  • Mi chiedo: come fa la Chiesa a rimanere nel rispetto della legge viste le condizioni di lavoro in cui tiene gli staff? Gli orari, la paga, in alcuni casi gli stessi edifici. Si possono far lavorare così tante persone per 70-80 ore la settimana con paghe misere e che sia tutto a posto? C'è da dire che la lealtà dello staff è tale che nessuno di loro ammetterebbe mai, durante un controllo, che la Chiesa lo sfrutta, piuttosto giurerebbe che fa il volontario!

  • Gli scientologist sono tra i fumatori più accaniti che ci sono. Perché? Ron Hubbard era un fumatore e naturalmente se lo faceva lui... non ci sono dati in cui lui abbia detto che il fumo fa male, quindi se non l'ha scritto lui... l'unica idiozia (permettetemi questo termine ma è quello che penso) che esiste sull'argomento è che fumare non è altro che una drammatizzazione dell'essere un vulcano (il dato è nel libro "Storia dell'Uomo"). E allora? Cosa questo voglia dire non l'ho mai capito e di sicuro non è una buona presentazione per uno scientologo che vuole spiegare alla gente comune quanto i conservanti, le droghe, i medicinali siano tossici e magari te lo spiega fumandosi una bella sigaretta.

  • La cosa più seria di tutte, però, il dubbio che in tutti questi anni mi ha comunque sempre tenuta, come dire, un po' fuori, era questo terribile contrasto tra la ricerca della libertà spirituale e la mancanza assoluta di libertà all'interno del mondo di Scientology arrivando a concepire la mostruosità che per essere liberi bisogna essere totalmente obbedienti! Sono stata sempre gelosa della mia indipendenza, della mia capacità di giudizio e di ragionamento e mi sono ritrovata in un posto in cui ogni singolo aspetto della tua vita viene regolato da una policy.

  • Paradossalmente mi trovo meglio a lavorare ed agire nel mondo wog che non nella confusione e nella pressione di quella che dovrebbe essere un'oasi di sanità mentale; spesso mi sono sentita infastidita dall'ignoranza, nel senso proprio del termine, degli staff che avevo intorno, dalle drammatizzazioni dei miei senior e dalla generale incompetenza riguardo la vita reale, di come ci si muove nella società civile, dalla totale disinformazione (leggere i giornali è entheta, vedere la televisione è aberrante, navigare in Internet è pericoloso). Purtroppo, dopo un po', questo vale specialmente per lo staff, ci si ritrova a vivere in un mondo in cui esiste solo Scientology e si perdono di vista le cose pratiche della vita, o meglio, si rifiuta tutto ciò che c'è di wog, anche se buono. Per uno scientologo esiste solo Scientology, Scientology è la cosa più importante che c'è. La cosa più curiosa è che quando sei fuori ti accorgi che la maggior parte della gente non la conosce e se la conosce ne ha una cattiva opinione.


Ho fatto buona parte del Ponte sia come auditor che ricevendo auditing e corsi vari indirizzati a particolari soggetti. Ho avuto molti guadagni da Scientology; ritengo che ci sia molto in questa filosofia che si possa veramente applicare nella vita e che possa essere di qualche utilità per migliorare se stessi e la società che ci è intorno. Il punto è chiedersi se il gioco vale la candela, cioè mettere su un piatto della bilancia quanto tu ricevi in termini di guadagni e sull'altro quanto sacrificio sei costretto ad affrontare nella tua vita da scientologo, a quanto impegno viene richiesto e quanti soldi devi trovare. Spesso mi sono chiesta se veramente stavo meglio in Scientology o prima di entrarvi. Dentro di me rispondevo prima, ma la mia posizione e il mio status non mi permettevano affermazioni del genere. D'altra parte sarebbe stato come ammettere il mio personale fallimento e ammettere di essere stata raggirata: ancora oggi non sono in grado di dire quanto ho pagato in termini di soldi e di sacrifici.

Mi piacerebbe ora approfondire un aspetto di cui si è parlato forse poco in questo sito, se non per i figli dei membri della SO.


I bambini e la famiglia in Scientology

In una famiglia scientologa non c'è spazio per i figli. Se si vuole essere uno scientologo upstat, se si vuole (in realtà si deve!) partecipare a tutte le attività e procedere veramente sul Ponte, è facile comprendere come possa essere impensabile conciliare questo con la presenza di bambini, specialmente di tenera età. Così ecco che due bravi scientologist, se non hanno nonne o baby sitter continuamente disponibili, si organizzano: uno è in org e l'altro sta con i figli, alternandosi; questo accade in tutti quei momenti, che già sono pochi, in cui una famiglia normale si riunisce: a cena, la sera, il sabato e la domenica e nei giorni di festa.

Si sa, in un genitore scatta spesso l'amore materno o paterno, ma quell'istinto wog viene maneggiato in diversi modi: ti spiegano (conferenza di LRH "Creare la seconda dinamica") che i figli non sono altro che thetan indipendenti da te, ai quali tu hai solo contribuito a dare un corpo, quindi il fatto di attaccarsi tanto a questi esserini è senz'altro aberrativo e comunque c'è un pianeta da salvare, cosa sono 1, 2, 3 bambini a confronto dell'umanità? Se proprio non ti convinci finisci in etica, dove volente o nolente alla fine "ti convinci" che la cosa giusta da fare è senz'altro finire subito il tuo corso o l'auditing, quindi addirittura aumentare la tua schedula, cioè il numero di ore.

Il fatto di avere figli è totalmente ignorato, nel senso che la condizione è tua, quindi è necessario maneggiare (questo è un gergo abbastanza diffuso in Scientology); altro modo di organizzarsi per una famiglia scientologa è che uno si occupi del pianeta e l'altro della famiglia, così alla fine, quello che si occupa della cosa meno nobile (ovviamente la famiglia), ottiene dall'ufficiale di etica un discorso tipo: «l'altro è upstat, tu lo stai fermando sul suo Ponte», e se non basta, si viene indagati sul perché non si ha una soluzione per andare entrambi sul Ponte! Conseguenza: ti maneggiano per ore e ore fino a quando non ti lasci convincere a sistemare la cosa, non come pensi che sia giusto, ma come l'org richiede.

Provate ora ad immaginare quando accade un imprevisto (con i bambini succede spesso) e fai tardi o non puoi recarti in org; quello che accade è che il call-iner ti chiama più volte per convincerti a trovare una soluzione e precipitarti in org, e sapete perché? Perché se no il tuo auditor perde le ore che doveva fare con te e magari non raggiunge le 25 ore settimanali (questo è motivo sufficiente per mandarlo in etica), in classe magari sei in completamento e saltando le ore la statistica dei corsi completati in quella settimana va giù e così via; non parliamo poi se sei uno staff, il problema non devi neanche porlo al tuo senior il quale vuole soluzioni, non problemi!! In ogni caso se tuo figlio, per esempio, si ammala, è PTS e se è PTS è responsabilità tua.

Come fa uno staff a occuparsi dei figli? Non lo fa. Il tempo che ha a disposizione è troppo poco per affermare che possa accudire ed educare i propri figli. Passa con loro un tempo minimo (solamente il giorno libero, durante il quale si deve anche pulire la casa e fare la spesa), ma non ha nulla che vedere con il "crescere" dei figli. Gli staff sono persone buone, leali e veramente dedicate, ma ciò non toglie che la vita che conducono anche con la migliore buona volontà impedisce loro di essere dei genitori nel vero senso della parola. Qualcuno ha l'appoggio dei nonni, qualcuno ad un certo punto deve chiedere un permesso per lavorare fuori dall'org per poter sopravvivere, qualcuno si fa debiti, così tanti debiti che alla fine esce dallo staff.

Per ciò che riguarda l'accudire vero e proprio dei bambini, le Org messe meglio hanno una nursery, vale a dire una casa messa a disposizione da qualche scientologo in cui una persona guarda e si occupa dei bambini figli dello staff dalla mattina alla sera, e quando parlo di sera intendo le 22.30 come minimo. Naturalmente niente di confrontabile ad un asilo nido o a una scuola materna... Forse solo la Chiesa di Scientology di Milano ha a disposizione qualcosa di simile.

Ancora oggi non mi dò pace per l'affetto e la tolleranza che ho negato ai miei figli e di quante cose di loro mi sono persa; sto cercando di rimediare ricostruendo ogni giorno il nostro rapporto e cercando di cambiare i miei atteggiamenti che, dopo tanti anni passati in un'organizzazione paramilitare, sono molto simili a quelli di un executive, così spesso mi scopro a pretendere da loro cose che i bambini della loro stessa età non si sognano nemmeno.

Voglio ribadire che gli scientologist non trattano male i loro bambini, semplicemente non hanno il tempo di prendersene cura. Vengono lasciati alle nanny, alle nonne, alle zie, alle amiche, insomma a chiunque se ne possa occupare; diventano importanti per l'org quando crescono, se tu hai già comprato a sufficienza per te, o quando l'IAS fa fare tessere vitalizie ai genitori per i loro figli in fasce!

I bambini in apparenza vengono tenuti in altissima considerazione, ma nella realtà sono un problema ed un intralcio; le persone del pubblico devono essere audite, devono andare in classe, devono partecipare agli event, devono fare i volontari per le associazioni di facciata delle org, lo staff deve produrre e in questo i bambini non sono contemplati.

Perché vi chiederete? Perché ho accettato tutto questo? Ormai ero dentro. Non sono una donna stupida, eppure avevo perso la capacità di prendere decisioni, non avevo il coraggio di affrontare la situazione anche perché conoscevo così bene i metodi che non volevo sottopormi a maneggiamenti di ore e ore durante i quali ti fanno sentire colpevole, un fuori etica che pensa solo a se stesso e non volevo andare davanti ad una persona che ha già chiaro quale maneggiamento dovrai ricevere, qualunque siano le tue ragioni.


La vita da staff

Esistono staff appagati, felici, che non cambierebbero mai la loro vita? Sì, ma in base alla mia esperienza sono ben pochi; di solito costituiscono il nucleo dell'org, il gruppetto di veterani intorno al quale c'è il continuo ricambio degli altri e che di fatto detiene il vero potere, guadagna meglio (se di guadagno si può parlare), e ha trovato una soluzione economica per poter fare lo staff (doppio lavoro, aiuto costante dei genitori, eredità, etc.). Gli staff che vivono solo della loro paga sono delle eccezioni, e solitamente si tratta dei registrar [addetti alle vendite - NdR] più abili.

Le org, in realtà, perdono staff come sangue da una ferita e ricevono richieste incessanti anche da parte del Managment per reclutare persone da mandare in addestramento in America o a Copenaghen. Ogni scientologo, vecchio o nuovo che sia, viene tartassato per entrare nello staff. I più ambiti sono i vecchi scientologist, i quali però sono molto difficili da convincere in quanto sanno esattamente a cosa vanno incontro (in realtà pensano di saperlo) oppure le persone nuovissime, meglio ancora se non hanno i soldi per fare il Ponte ma che nello stesso tempo non abbiano già dei debiti.

Molti penseranno che se non si vuole entrare nello staff sia sufficiente dire di no. Non è così: Lo staff conosce ogni tuo bottone, sa chi sono i tuoi opinion leader, conosce il tuo carattere e ogni tuo punto debole e semplicemente lavora su di essi. Fu così anche per me. Ora mi sembra incredibile, ma accettai. Ero una scientologa di vecchia data, sentivo di poter effettivamente fare qualunque cosa! Non è poi il motivo per cui si fa Scientology?

Non sono d'accordo con alcune affermazioni trovate sul sito in cui si descrivono i poveri scientologist come persone fragili, insicure, sole o tossicodipendenti. CHIUNQUE può entrare nelle maglie di un'organizzazione del genere; il "lavaggio del cervello" non consiste in coercizione fisica o in chissà quali strani meccanismi, consiste di una pressione incessante sull'individuo, mettendo allo scoperto ogni sua debolezza e insistendo senza pietà su tutte quelle cose che hanno valore per lui, ottenendone poi un appoggio consenziente.

I miei anni di esperienza come staff mi sono stati utili per conoscere meglio la natura umana e prendere atto che effettivamente c'è un degrado morale e di ideali nella nostra società, ma ho imparato anche che le persone vogliono diventare migliori e sono alla ricerca di risposte. Scientology sembra in grado di rispondere a qualsiasi domanda.

Questa è la sua grande forza e ciò che "appiccica" gli individui. Ovviamente si può discutere sulla logicità o illogicità di queste risposte, ma vi assicuro che illudersi di avere la verità in mano, di avvicinarsi a una filosofia che pensi si possa applicare davvero alla vita di tutti i giorni, pensare che stai lavorando per la salvezza eterna ti fa intravedere un futuro fatto di felicità.

L'altra faccia della medaglia è poi la vera vita di una Chiesa di Scientology e dei suoi seguaci, public o staff che siano; il tutto pian piano mi ha sempre più allontanata, fino alla decisione di andarmene.

La vita dello staff dà qualche gratificazione, ma più spesso è una vita dura, fatta di sacrifici e delusioni. L'etica pesa moltissimo: lo staff va spesso in etica perché non produce secondo quanto richiesto e questo succede sempre in quanto, a parte delle eccezioni, le Org non si stanno affatto espandendo come il Managment pretende e le richieste sono esagerate. Un esempio: in occasione di ogni event, la SO [Sea Organization - NdR] dà delle quote che di solito sono ben al di sopra delle reali possibilità dell'Org, quindi se un'org ha, per dire, un giro di public di 200 persone può succedere che si sente fare la richiesta di avere 800 persone all'Event. Già ottenere che i public che frequentano la chiesa partecipino ad un event è un'impresa, in quanto in sostanza si tratta di stare a guardare noiosissimi video di almeno 3 ore e poi di essere sottoposti a vendita dura, figuriamoci far partecipare chi è venuto una volta a fare un corso o che ha comprato solo un libro. Va a finire che gli staff addetti a ottenere queste presenze finiscono in etica la maggior parte delle volte, perché l'event non ha le conferme, monitorate giornalmente, che dovrebbe avere.

Lo staff in etica viene poi passato al setaccio e quello che immancabilmente emerge è che ha il fisico a pezzi per la vita che si conduce (15 - 18 ore di lavoro al giorno per 6/7 giorni la settimana, alimentazione e sonno inadeguati, nessuna cura medica), poi esce immancabilmente fuori la questione che per sopravvivere chiedono prestiti, magari ai genitori, che non vedono mai perché non hanno tempo e perché di solito vengono considerati se non SP comunque wog aberrati, dei quali ovviamente si sentono PTS, e infine viene fuori il malumore per l'ambiente dell'org, per i rapporti con il senior, per gli orari. Il problema è che più parlano e più finiscono su condition in quanto in Scientology la critica nei confronti del gruppo non è ammessa. Scientology ha un sistema autoritario di tipo militare.

Ho cercato di usare le policy di Ron Hubbard al meglio delle mie capacità, cercando di trovarvi quanto di buono ci fosse, ma alla fine è l'interpretazione della cerchia direttiva che conta. Io e tanti altri siamo rimasti in Scientology perché volevamo aiutare il prossimo, volevamo migliorarci e portare beneficio anche alle nostre famiglie; nella realtà ci si ritrova in un meccanismo dove le sole cose importanti sono le ore di auditing consegnate, il numero di public entrati nell'org a fare un servizio, il numero di libri venduti, statistiche, statistiche, statistiche. Dopo un po' si perde il punto di vista dell'aiuto, ci si dimentica che la persona davanti a te è un individuo che ha veramente bisogno: ma se non può spendere soldi non riceve servizio, e se non è nelle condizioni di ricevere servizio va in etica.

Ci si trova davanti persone con situazioni finanziarie disastrose causate dalle donazioni sconsiderate fatte all'IAS o alla Chiesa e poi mandate in etica perché hanno fatto debiti! Ho sentito con le mie orecchie staff che sfacciatamente dicevano alla persona: «avresti potuto dire di no» quando sanno perfettamente che i metodi usati ti portano inevitabilmente a dire sì.

Altro argomento scottante: i PTS [Fonti Potenziali di Guai - NdR]. Non si diventa PTS perché le persone a noi vicine sono cattive, ma perché chi ti vede disaffezionarti, abbandonare le tue amicizie, disdire qualunque impegno perché sei impegnato con Scientology, abbandonare pian piano il lavoro e intanto le tue esigenze di soldi aumentano sempre più arrivao invariabilmente ad incolpare e attaccare Scientology. Come fa un genitore, un coniuge, un figlio o un amico a stare tranquillo? E attenzione: ogni singolo scientologo viene addestrato meticolosamente su come reagire alle critiche, come affrontare i famigliari, come parlare in pubblico o con i media! In più si viene dichiarati PTS OGNI volta che ci si ammala, vale a dire anche per un banale raffreddore o per una indigestione; questo implica la sospensione da ogni servizio e un passaggio in Etica per cercare chi è il tuo SP [Persona Soppressiva - NdR], che sarai costretto a maneggiare. Quanto detto sui PTS vale sia per il pubblico che per lo staff, ovviamente.

Lo scientologo non abbiente viene di solito reclutato con il miraggio di poter fare il Ponte (per lo staff è gratuito). Ho visto ben pochi staff andare veramente sul Ponte. Per ricevere gradini del Ponte, sia auditing che livelli dell'Accademia devono essere pienamente addestrati sul loro posto, il che richiede almeno 4 0 5 corsi. Uno staff dovrebbe studiare 12,5 ore alla settimana, ma questo di fatto non avviene in quanto se sono bassi di statistica devono maneggiare la produzione e di certo non vanno in classe, se sono in etica non vanno a studiare perché devono prima risalire le proprie condition etc, poi magari c'è un event importante e quindi non c'è tempo, poi magari perdi uno staff junior e il carico di lavoro aumenta e così via; alla fine ti ritrovi che magari hai passato anni in org e hai fatto solo i corsi di staff di base mentre a livello di auditing probabilmente sei stato riparato con delle liste apposite (allo staff succede in continuazione visto i ritmi e le umiliazioni cui devono sottostare) o hai ricevuto solo confessional. Di Ponte neanche un lontano assaggio!! Gli unici staff che ho conosciuto che sono andati avanti sul Ponte l'hanno fatto o perché mandati come TTC ad addestrarsi come auditor o perché hanno trovato il modo di pagarsi l'auditing o perché sono andati avanti mentre erano ancora public.

La cosa drammatica poi è che lo staff, il quale fa la fame in quanto la paga che prende non basta nemmeno per fare la spesa, finisce in etica perché ha problemi economici, quindi deve realizzare che se è così non è perché con 50-100 euro alla settimana non si può vivere, ma il motivo sta in lui e nel fatto che non produce abbastanza o non fa produrre i proprio junior! Ecco perché a volte lo staff cerca di venderti disperatamente del materiale; su quello può prendere una minima percentuale e almeno arrotonda un pochino.

Altra cosa, come ho già detto, è l'ossessione delle statistiche. Il compito di uno staff è aiutare gli individui, eppure se hai statistiche basse anche se hai aiutato una persona non importa a nessuno (a meno che questo non abbia portato entrate); ciò che viene visto è che hai perso ore con una persona e tutto ciò che di buono viene fatto non viene considerato. Ecco allora che lo staff può arrivare a falsificare o forzare qualche statistica. Non è umanamente possibile far salire costantemente una statistica, cioè il solo modo di rispettare la condizione di normale operatività, e la tua paga già misera dipende anche dalla tua condizione settimanale.

Ma arriviamo a quando uno staff decide di andarsene. Può farlo in 2 modi: fare il R/F (Modulo di percorso) di uscita per lo staff, sia che abbia terminato il suo contratto sia che non lo abbia portato a termine; oppure andarsene e basta. Nel primo caso si può ancora continuare a fare Scientology, nel secondo si viene dichiarati SP, cioè persona soppressiva, diventando un nemico dichiarato e condannato alla dannazione eterna, visto che non si possono ricevere più i servizi di Scientology.

Lo staff che affronta il R/F di uscita si sottopone ad un iter che dura mesi, durante il quale nessuno dovrebbe sapere che stai andando via e in realtà lo sanno praticamente tutti: basta vedere che la persona viene messa a lungo su lavori pesanti (se è qualcuno che rompe il contratto). Certo, perché uscire dallo staff ovviamente non è una passeggiata: ore e ore di maneggiamenti per convincerti a rimanere, poi quando fai capire che non hai cambiato idea vai sul R/F e devi fare cicli di etica, maneggiamenti PTS, auditing, stesure di O/W, una completa revisione della tua produzione, chiarimenti di parole, trovare un sostituto (come se ci fosse una fila di candidati!), pagare un freeloader (solo nel caso di interruzione di contratto) e comunque sempre un Sec Check. Nessuno ti aiuta a farlo in fretta perché in fondo sei un traditore fuori etica e il gruppetto che è a conoscenza delle tue intenzioni quasi non ti saluta. In realtà gli unici a sapere che vuoi andare via dovrebbero essere le persone alle quali ti devi rivolgere durante il R/F ma in un'org lo staff che conta conosce ogni cosa di chiunque, a parte, forse, le Org molto grandi.

Nella tecnologia di Scientology, non mi stanco di ripeterlo, c'è del buono; il punto che ne mutila il vero valore è il modo in cui tutto ciò viene amministrato. Correre, correre, urgente, immediato, questi sono i termini più usati in Scientology. Non puoi fare un corso secondo i tuoi tempi, il tempo che TU decidi di dedicare a quello scopo, sul foglio di verifica non ci puoi andare con i tuoi ritmi e le tue capacità di apprendimento. No, devi correre, devi raggiungere i target, devi volare sul tuo foglio di verifica per arrivare a fine corso in tempi brevi e questo nella realtà si trasforma in un apprendimento abborracciato. Così ci si ritrova a non aver assimilato bene i dati, a non saperli applicare e prima o poi ci si ritrova a dover rifare quel corso, o andare in cramming a tue spese; ritorni alla stessa pressione, lo fai di nuovo velocemente perché altrimenti le stat della classe vanno giù e apprendi quello che puoi nel tempo che hai a disposizione. Ho visto scientologist rifare lo stesso corso 3 volte, naturalmente pagando ogni volta!!

Lo stesso vale per l'auditing. Gli auditor vengono ossessionati per il numero di ore che devono audire e sul finire i procedimenti sul pc, così finiscono per vedere aghi liberi che non ci sono e prendere letture all'e-meter scorrette o non vedere letture che invece ci sono.

Alla fine: tutti in etica; lo studente perché ha oltrepassato parole malcomprese, il supervisore perché ha fatto diplomare uno studente che non è un prodotto, l'auditor perché ha falsificato i fogli di lavoro, il pc perché magari non ottiene guadagni di caso e allora è PTS. Mai e poi mai si pensa che il perché sia da ricercare nei bollettini tecnici o nelle direttive politiche e che qualche abbaglio l'ha preso anche LRH! È per tutto ciò che ho raccontato che alla fine mi è diventato insopportabile rimanere in quella ragnatela; improvvisamente ho deciso che mi sarei ripresa la mia vita, quella vita che avevo regalato per tanti anni in maniera così dedicata e che alla resa dei conti mi aveva procurato più sofferenze che gioie, e un giorno me ne sono semplicemente andata via senza più ripresentarmi.

I primi tempi ero terrorizzata. Avevo paura che mi venissero a cercare, mi guardavo costantemente intorno nel timore di vedere qualcuno che fosse venuto a recuperarmi; ho sballato gli orari in cui uscivo e tornavo a casa per non farmi trovare oppure me ne stavo chiusa in casa e sussultavo ogni volta che suonava il campanello.

In seguito, alla paura è seguito lo smarrimento: Quando vivi per anni in un certo modo e sei abituato a pensare, ad agire, persino a guardare gli altri in una certa maniera, quando per anni hai avuto un solo scopo, ritornare alla vita reale mi ha fatto sentire un vuoto sotto i piedi. Sono diventata ansiosa, insicura, nonostante i miei "perfetti TRs" divento rossa quando parlo con le persone comuni. La medicina che ho trovato è stata quella di continuare a leggere, a leggere tutto ciò che c'è in questo sito e più leggevo e più sentivo crescere in me la rabbia, la rabbia per aver sprecato anni, per essere stata stupida ed ingenua, per aver lasciato che i miei figli crescessero senza di me, per aver lasciato che delle persone, in nome dell'aiuto, venissero imbrigliate nella stessa trappola.

Fino a quando non sono stata fuori da Scientology non sono mai andata su alcun sito critico. La prima volta che l'ho fatto ero terrorizzata; il cuore mi batteva forte: stavo per fare una cosa vietata, che voleva dire chiudersi veramente Scientology alle spalle. Quando sei dentro ti fanno credere che, oltre ai dati confidenziali dei livelli OT, i siti critici pubblichino solo cattiverie e falsità, si guardano bene dal dire che ci sono anche fatti documentati. In realtà, ho cominciato a leggere sempre più avidamente perché quello che credevo succedesse solo nella mia realtà e che pensavo fosse un limite della mia org, succedeva in ogni singola chiesa di Scientology; le storie degli ex membri sono simili alla mia, le sensazioni, le motivazioni sono simili. Addirittura riconoscevo nomi e situazioni, ma soprattutto ho aperto gli occhi perché le cose raccontate io le ho viste fare su altri mille volte, e quelle di cui non sono stata testimone sono credibili, perché il modus operandi descritto è quello che vige in Scientology.

Oggi come oggi mi sento un po' più forte; so che non è ancora finita (gli scientologist non mollano facilmente), ma sto ricominciando a darmi degli obiettivi reali, sto riassaporando il piacere delle cose semplici, di quelle cose "wog" come passeggiare, leggere un bel libro, vedere un film, passare del tempo con la mia famiglia. Mi ci vorrà ancora un po'. Ci sono pezzi della mia vita che sono ancora nella Chiesa di Scientology.

Il guaio è che sono totalmente inaridita spiritualmente. Mi sento disincantata verso ogni forma di spiritualità, mi sento tradita nell'intimo e non riesco a fidarmi di nessuno. Come ha scritto un altro ex membro, sì, sono pirati dell'Anima... .

Spero che questa mia esperienza possa aiutare qualcuno, possa essere di avvertimento per coloro che si stanno avvicinando a Scientology ma ancora non ci sono dentro. Il rammarico è che gli scientologist non guardano i siti critici, non guardano programmi o leggono giornali in cui si parla male di Scientology e le uniche informazioni che hanno sono quelle diffuse dalla Chiesa. È vero anche che in tanti scappano via appena possono e checché ne dicano le Chiese di Scientology, in tanti anni ho visto molta più gente andare via che rimanere; una volta mi disperavo per questo, oggi dico: per fortuna!

Ritengo Scientology pericolosa perché è fanatica e ritengo che nella sua smisurata voglia di potere e nella sua insensata idea di onnipotenza e mancanza assoluta di autocritica (caratteristica d'altra parte del suo fondatore), si distruggerà da sola.

Elisa

 
 
 
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