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Scientology, religione e abusi
 
Trascrizione di un intervento tenuto dalla Dott.ssa Raffaella Di Marzio nel corso della trasmissione mensile del GRIS su Radio Maria, emittente cattolica, Giugno 1999.
 
A cura di Martini.
 
 
 
 
 
 
Introduzione
 
Il tema della trasmissione era il fenomeno in ambito religioso conosciuto come "doppia appartenenza", riscontrabile ad esempio in quelle persone che, pur dichiarandosi Cattoliche, accettano e praticano dottrine incompatibili con il Cristianesimo.
 
Tra gli altri è intervenuto un ex appartenente alla Chiesa di Scientology, che ha esposto il suo caso descrivendo il travaglio interiore derivatogli dall'affiliazione alla multinazionale. I rappresentanti di Scientology lo avevano rassicurato sul fatto che l'appartenenza alla loro organizzazione non era in alcun modo in contrasto con la sua fede Cattolica.  [1] 
 
L'intervento della Dott.ssa Di Marzio del GRIS Roma era incentrato sulla sofferenza e i possibili danni psicologici causati ad un certo numero di persone dall'appartenenza a questa organizzazione, e sulle informazioni che Scientology diffonde sulle sue pubblicazioni, a proposito di una rilevante problematica come quella della "manipolazione mentale".
 
 
Martini
 
 
 
Intervento
 
Buonasera a tutti. Vorrei fare un breve commento: dunque, se ho capito bene il racconto, questa persona ha frequentato questa organizzazione per circa due anni, e poi ha spiegato che per uscirne fuori completamente ne ha impiegati circa tre o quattro, naturalmente con un certo travaglio di tipo spirituale e psicologico. Io vorrei dire questo: che il caso di questa persona in un certo senso mi rallegra, perché diciamo che in un certo senso si è concluso abbastanza bene, a parte ciò che questa persona ha perduto dal punto di vista finanziario, cioè quanto non gli è stato evidentemente restituito, e soprattutto quello che si è ritrovato dopo questo tipo di esperienza, e quanto abbia sofferto prima, quando cercava di inserirsi pienamente in questa organizzazione e quindi tenere, diciamo così, i piedi in due staffe, nella Religione Cattolica e nella Chiesa di Scientology. E quanto ha sofferto dopo con la disillusione che ne ha avuto, e col lungo cammino che ha dovuto fare per liberarsi, evidentemente, perché se sono stati necessari tre o quattro anni di sofferenze, evidentemente a questa persona erano stati inculcati, aveva dentro di sé dei condizionamenti che lentamente ha dovuto superare.
 
Ecco, io sono a conoscenza anche di altri casi che invece purtroppo non si sono conclusi in questa maniera, nel senso che purtroppo le persone sono andate via dalla Chiesa di Scientology e non hanno più ritrovato la fede, la loro fede, e attualmente ancora dopo anni vivono in una condizione di sbando, sia dal punto di vista psicologico che spirituale. Alcuni hanno anche subito, proprio in seguito a queste pratiche che vengono effettuate nell'organizzazione, dei "danni" a livello psicologico dai quali non riescono a risollevarsi, perché hanno rivissuto dei traumi personali, durante quelle famose sedute, che poi non sono stati però poi riaccolti, cioè non sono stati aiutati a ritrovare se stessi pienamente, e a rivivere serenamente quei traumi, cosa che può fare una persona che è ovviamente specializzata nel campo della psicoterapia, e che ha studiato, lavorato, e ha fatto pratica per anni per poter aiutare le persone che hanno questi problemi.
 
Per cui ecco, il primo commento che mi viene è questo: che dispiace che in molti altri casi le cose non siano andate così, e questa è una prima cosa. Poi volevo anche sottolineare un certo tipo di informazione che viene diffusa proprio dalla Chiesa di Scientology: per esempio recentemente è stata pubblicata su Internet la rivista "Diritti dell'Uomo" che, cito, viene definita "informazioni e inchieste di interesse pubblico edite dalla Chiesa di Scientology". In questa rivista si parla delle attività di questa chiesa in favore della libertà religiosa in tutto il mondo, ma in particolare in questa rivista, cioè nei "Diritti dell'Uomo", si parla della libertà religiosa in Italia. Viene descritta una marcia che è stata effettuata in diversi paesi e anche in Italia, proprio per sollevare questo problema del diritto alla libertà religiosa. Problema che ovviamente sentiamo tutti, e che condividiamo pienamente, perché il diritto alla libertà religiosa è un diritto inalienabile di ogni persona umana. In questa rivista c'è un articolo intitolato "Bilancio positivo per l'Italia alla Conferenza Internazionale sui Diritti Umani", e si parla qui di una conferenza dell'OSCE, cioè dell'organizzazione per la sicurezza e la collaborazione in Europa in cui si sono trattati questi temi, quindi anche i temi della libertà religiosa. Questa organizzazione ha la funzione di preservare la stabilità e i diritti umani, assicurandosi che il trattato di Helsinki, che è uno dei principali trattati in materia di diritti umani, sottoscritto nel 1975 e poi ratificato, venga rispettato. Tra i vari temi viene affrontato anche quello della libertà religiosa.
 
In questo giornale, in questo articolo, il sottotitolo è "fazioni anti-religiose in Italia tenute a bada dalla vigilanza dei cittadini".  [2] Cioè si afferma, leggo una frase: "nel nostro paese non mancano agitatori dell'intolleranza". Si fanno alcuni nomi di persone, si nomina l'Associazione per la Ricerca e Informazione sulle Sette, l'ARIS, alcuni personaggi di questa associazione, e poi viene portato, viene praticamente affermato, che questi personaggi, definiti con questa terminologia "ANTI-SETTE", questi personaggi vorrebbero, secondo il giornale che sto leggendo, "persuadere i legislatori italiani addirittura a ritornare al vecchio reato di plagio che è stato abolito in Italia", e questo perché questi, tra virgolette sempre "anti-sette", vorrebbero riportare in auge il concetto di "lavaggio del cervello", che sarebbe stato definitivamente eliminato dal novero dei concetti scientifici.
 
Per avvalorare questa tesi, il giornale "Diritti dell'Uomo" cita un pronunciamento dell'American Psychological Association [APA] dell'11 Maggio '87 che comportò il rifiuto di un rapporto steso da una commissione guidata dalla Dott.ssa Margaret Singer e da altri personaggi che avevano studiato il fenomeno del "controllo mentale" e della persuasione coercitiva nei gruppi religiosi e pseudo-religiosi. Questo comitato dell'American Psychological Association doveva, diciamo così, dare una valutazione su questo rapporto, anche alla luce di alcuni casi giudiziari che si presentavano nei Tribunali dove alcuni movimenti religiosi venivano accusati di aver fatto il cosiddetto "lavaggio del cervello" ai loro membri. In questo caso erano soprattutto famiglie che volevano essere risarcite dei danni subiti, perché secondo loro questi gruppi religiosi avrebbero, tra virgolette, fatto il "lavaggio del cervello" ai propri figli.  [3] 
 
Ora il giornale dice che fin dall'87 questa Associazione avrebbe dichiarato che il "controllo mentale", la persuasione coercitiva non esistono, quindi affermare queste cose va contro quello che ha detto un'autorevolissima associazione. A un certo punto dice: "La Singer e i suoi devoti italiani del plagio hanno cercato di dimostrare che l'APA", cioè questa grande associazione americana di psicologi, "non intendeva dire quanto affermato. Comunque il messaggio è stato ripetuto così tante volte che non vi possono essere dubbi: l'idea della persuasione coercitiva o plagio da parte delle religioni è in se stessa un concetto fuorviante". Ecco, io leggendo questo articolo ho pensato: ma chi saranno mai questi devoti italiani del plagio? Devoti italiani anche di questa dottoressa? Effettivamente ho pensato che forse c'è qualche riferimento a me stessa e ad Alberto Amitrani, perché gli unici che hanno fatto uno studio, una ricerca riguardo a questo documento famoso dell'87 siamo noi due, che abbiamo approfondito questo tema e abbiamo trovato questo famoso documento nel quale l'associazione, dopo aver rifiutato il rapporto, affermava anche che l'American Psychological Association non aveva abbastanza informazioni per prendere una posizione definitiva sulla questione del "lavaggio del cervello" o "controllo mentale" nei Nuovi Movimenti Religiosi.  [4] 
 
Quindi la conclusione realistica di tutta questa vicenda non è che in Italia ci sono devoti di Margaret Singer, o persone che vogliono ritornare a mettere nel nostro codice penale il reato di plagio ormai definitivamente abolito. La conclusione è semplicemente questa: che questa grande Associazione non ha mai preso una posizione definitiva sulla questione, tant'è vero che ancora molte ricerche dovranno farsi, ed essa stessa le promuove.
 
Seconda cosa, nessuno chiede di creare nuovi reati perché si vuole annientare la libertà di religione, questo non è mai stato né detto né scritto, almeno per quanto io ne so e per quanto io stessa ho detto e scritto. Semplicemente noi ci poniamo un problema, e la storia della persona che ho sentito poco fa lo pone a tutti noi. Cerchiamo di fare in modo che la religione, il sentimento religioso delle persone, diventi un qualcosa che aiuta a costruire l'uomo, che lo rende felice e che realizza i valori umani fondamentali. Se avviene questo, non c'è assolutamente intolleranza, non c'è "lavaggio del cervello", non c'è "controllo mentale", non ci sono queste metafore, nessuno ne parlerà mai. Noi ci poniamo problemi soltanto quando ci troviamo di fronte a persone che invece, a causa di certe tecniche, di certe attività e di certe pratiche si trovano a soffrire. E allora ci chiediamo: cosa è accaduto in quel gruppo religioso? C'è stato qualcosa che forse non ha rispettato completamente questa persona? E allora noi ci domandiamo questo e andiamo alla ricerca della verità.
 
Per cui, concludendo, volevo dire: non vogliamo l'intolleranza, noi siamo persone di fede, siamo credenti, sarebbe sciocco da parte nostra, da parte dei cattolici, dei cristiani, degli ebrei, dei musulmani, di chiunque abbia una fede, lavorare per l'intolleranza religiosa, perché sarebbe un lavorare contro se stessi. Noi vorremmo soltanto che la religione fosse un aspetto dell'uomo, un modo di vivere, di sentire e di credere che promuove l'uomo e i valori umani, e che non lo distrugge, non lo rovina, non lo fa soffrire, non gli rende la vita impossibile. Noi vorremmo questo, e per questo credo che dobbiamo lavorare.
 
 
 
Note
 
[1] Sulla compatibilità fra Scientology e il Cattolicesimo, vedi l'articolo Hubbard, la croce di Scientology e Aleister Crowley.
 
[2] Il brano pubblicato sull'organo di stampa della multinazionale appare seguire le linee strategiche generali adottate dal management dell'organizzazione, il quale invoca la protezione delle garanzie accordate alla religione per ciascuna attività nella quale è coinvolta. Scientology presenta regolarmente se stessa come una "minoranza religiosa perseguitata" esclusivamente per le sue credenze di natura religiosa, e non al contrario soggetta a riserve e maggiori controlli a seguito di condanne subite in tribunale per l'accertata commissione di attività illegali in campi che esulano dalla sfera religiosa. Per una nota esaustiva sull'argomento, vedi qui.
 
[3] Per un'ampia discussione su queste tematiche, vedi la pagina Il fenomeno delle Sètte.
 
[4] Nella sezione di cui alla Nota precedente, vedi la parte denominata "Controversie" a proposito delle teorie sul Controllo Mentale.
 
 
 
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