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Scientology denuncia un newsgroup

Nel gruppo di discussione sono apparsi alcuni messaggi con materiale protetto da copyright. E parte l'azione legale contro il server che detiene il gruppo.

Tratto da Punto Informatico, ZDNews. Anno IV - n. 875 di Lunedì 7 Giugno 1999. 

New York (USA) - Ancora una volta la Chiesa di Scientology si scaglia contro un newsgroup sul quale sarebbe apparso del materiale protetto da copyright della Chiesa stessa.

Scientology non ama che i testi dei propri libri e dei propri riti circolino liberamente e per la seconda volta nel giro di qualche mese ha dato il via ad una azione legale per ottenere dal provider gli estremi dell'abbonato internet autore dei messaggi finiti nel mirino.

Secondo il Digital Communication Millennium Act, sostiene Scientology, AT&T è tenuta a cedere l'informazione che consentirà alla Chiesa di perseguire il "criminale" suo abbonato.

Ancora non si sa se l'identità dell'autore dei messaggi potrà effettivamente essere stabilita ma di certo la vita è cambiata nel newsgroup alt.religion.scientology.

L'avvocato dell'utente finora conosciuto soltanto come "Safe", Dan Leipold, sostiene che la legge in questo caso vuole essere utilizzata contro il diritto del suo cliente: «si deve ancora dimostrare che questa persona abbia effettivamente commesso qualcosa di sbagliato ma gli si chiede comunque di rivelare la sua identità».

Secondo l'avvocato specializzato della Cooley Godward, Eric Goldman, «se Scientology può sostenere che qualcuno ha violato i diritti di copyright allora il provider si trova praticamente obbligato a fornire i dati richiesti. Non so se il Millennium Act implica la fine dell'anonimato su internet, tutto dipende anche dagli strumenti di anonimizzazione utilizzati dall'utente».

Il portavoce di AT&T Jonathan Varman ha spiegato di non aver ancora fornito alla Chiesa i dati sul proprio abbonato e che «stiamo facendo il meglio per rispettare la privacy del nostro utente e rispettare la legge».

Il tutto si inserisce in un contesto nel quale la Chiesa viene criticata per le sue strategie molto severe contro coloro che, appartenendo a Scientology, decidono di lasciarla, e spesso di denunciare le sue pratiche, violando norme interne della Chiesa stessa.

 
 
 
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