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«La scienza lasciamola fare a chi fa realmente scienza»

Intervento nei newsgroup italiani a cura di un membro del C.I.C.A.P.

 
Mi spiace tornare sugli stessi argomenti di sempre, ma gli ultimi interventi apparsi sul ng mi portano a dover rifare le solite precisazioni del caso. 

In più occasioni, i membri del CICAP non hanno mancato di denunciare il presunto carattere antiscientifico degli interventi che li riguardano sostenendo che chi è contro di loro è di conseguenza contro la scienza, ecc., ecc. 

Chiaramente questa puntualizzazione è stata rivolta verso aree culturali che loro ritengono newagiane o giù di lì. 

Senza togliere nulla ai meriti o ai demeriti della New Age, si vuole ribadire, per l'ennesima volta e sicuramente non mancheranno altre occasioni vista la pervicacia del loro paradigma di dinsinformazione, che non siamo affatto contro la scienza e che fare ricerca in certi campi non significa necessariamente ricadere in una qualsiasi identificazione di parte. 

La scienza è un nostro punto di riferimento ben preciso che ci consente di attuare la ricerca in molti campi per soddisfare la nostra curiosità di gente comune di fronte ai fenomeni della vita. 

Critichiamo, invece, chi si nasconde dietro alla scienza per dare autorevolezza alle proprie convinzioni confessionali che nulla hanno a che fare, se non nell'uso del lessico, con la scienza stessa. Noi riteniamo che la scienza sia ben altra cosa dall'usar e la scienza per i propri scopi. 

Riteniamo che la scienza appartenga ad una modalità essenziale di rapporto con l'esistenza che può consentire all'uomo un rapporto pragmatico con la natura e se c'è anche con quanto trascende la dimensione ordinaria dell'uomo. 

La scienza è una modalità umana di sviluppo e di gestione della conoscenza che non ha connotati morali se non quelli che possiedono i ricercatori che operano al di fuori del concetto di scienza. 

Se proprio vogliamo dare un risvolto morale alla scienza possiamo dire che essa rappresenta lo strumento attraverso il quale l'uomo può aspirare di poter sconfiggere la superstizione e l'ignoranza per poter portare l'umanità al suo progresso e alla maturità dei singoli individui. 

La scienza non può essere intesa solo come un conservatorismo delle idee fine a se stesso e giustificarsi  in questa presa di posizione in nome della difesa della purezza della stessa scienza. 

Questa non è scienza. È usare la parola scienza per i propri interessi di parte, per dar loro peso e credito.

Un qualsiasi ente, che proclami di fare scienza in nome della purezza della scienza e applichi attività censorie sulle idee del prossimo, non farebbe altro che comportarsi come una qualsiasi delle tante religioni di questo pianeta: una verità, i suoi dogmi, una santa organizzazione senza macchia, dei sommi sacerdoti, dei maestri che guidano le masse ignoranti verso la luce... e  così via. E come le religioni userebbe la violenza di una qualsiaisi santa inquisizione. 

Negli USA ci sono fondamentalismi mascherati dalla parola scienza che sono addirittura giunti a negare il principio dell'evoluzione in nome del creazionismo. Un creazionismo che si sottrae ad ogni verifica razionale ma che si vuole imporre attraverso il meccanismo della autorevolezza vantata dai luminari mediatici del caso. 

E come può essere scienza quando una verità confessionale è spacciata da laureati convertiti alla religione di turno con il sottofondo del "lei non sa chi sono io?". 

E come può essere scienza quando questi movimenti non fanno altro che fare del business usando le loro attività per sponsorizzare i propri capi nella vendita di gadget di ogni genere? 

È questa pantomima della scienza che noi critichiamo e che denunceremo sempre. 

La scienza lasciamola fare a chi fa scienza. A coloro che lavorano nel campo della ricerca per assicurare il futuro dell'umanità. A quanti senza troppa pubblicità e senza fustigazioni fanno il loro lavoro con modestia e sincerità. 

A quanti fanno realmente scienza... 

Altrimenti non si farà altro che confondere le idee a persone oneste che possono cadere nell'equivoco di fare scienza e invece finire per essere intruppati e poi trovarsi in qualche gruppo che in realtà si occupa di tutt'altro che fare scienza. 
 

Giancarlo 

 
 
 
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