In ottemperanza al provvedimento 08/05/2014 Garante per la protezione dei dati personali, si avvisa il lettore che questo sito potrebbe utilizzare cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche anonime. Proseguendo con la navigazione si accetta l'uso dei cookie.
Le pastoie della mente: Epilogo

La prima analisi/denuncia europea dei metodi e delle credenze di Hubbard e della sua Chiesa di Scientology.

Di Cyril Vosper. Prima edizione, Neville Spearman Limited, 1971 / Seconda Edizione, Granada Publishing Limited, 1973.
© Cyril Vosper. http://xenu.apana.org.au/acsrc/books/vosper/

Traduzione a cura di Martini, 2006.

 
«Scopri chi sei veramente».

Ecco ciò che l'Ordine di Etica mi diceva di fare.

«Vosper dovrà applicare la formula di Nemico che è: "Scopri chi sei veramente"».

Nessuna lettera amichevole a Ken Urquhart [1] per dirgli: «Dai Ken, mi conosci da anni. Tu sai chi sono».

Hubbard e tutte le sue peculiari estensioni - gli scientologist - volevano che dicessi: «SONO UNA PERSONA SOPPRESSIVA!!»

Lo scrissi su un pezzo di carta cercando di convincermi guardando l'inchiostro. Ero seduto su una panchina di Hyde Park, vicino allo Speaker's Corner. La gente camminava su e giù. Non sapeva che in mezzo a loro si aggirava un Nemico dell'Umanità intera. Mi sentii davvero qualcuno.

Non era sufficiente scrivere semplicemente «SONO UNA PERSONA SOPPRESSIVA!» e spedirlo a chi di dovere. No. Questi scientologist volevano una confessione totale di tutte le cose terribili che avevi fatto in tutta la tua vita. E anche nelle vite precedenti! Vogliono che ti degradi completamente. Che ammetti di essere uno dei Nemici dell'Umanità.

Iniziai a scrivere. Avevo fatto un sacco di cose deplorevoli. Una volta a scuola avevo copiato. Avevo anche pensato che L. Ron Hubbard fosse un idiota, quello l'ho pensato spesso. A volte mi sono arrabbiato con i miei figli. Quando avevo sette anni ho lanciato una freccia contro un gatto.

Quando rilessi ciò che avevo scritto vi trovai un sacco di cose del genere, e mi resi conto che avevo avuto una vita davvero banale. Non mi ero lasciato dietro montagne di teschi come Attila l'Unno, nemmeno una montagnola di teschi. A dodici anni avevo fumato alcune sigarette che un amico aveva rubato. Forse quello equivaleva a "ricettare merce rubata".

Terminato il mio lungo elenco mi sentii molto meglio. Non ero davvero un Nemico dell'Umanità.

Dovevo mandarlo sulle linee? Oppure era una scemenza di dimensioni tali che sarebbe stato più saggio ignorare gli scientologist? Ma i bambini, i miei figli. Che cosa avrebbero pensato di me se non avessi nemmeno cercato di rientrare in Scientology? Mandai tutto a Ken Urquhart.

Nelle sei settimane successive presentai altre cinque di queste applicazioni di Formula di Nemico. Ogni volta diventavo più immaginativo. Alla fine riuscii a vedere me stesso come uno degli esseri più malvagi che avessero mai abitato l'universo fisico. Ma non ne ricavai alcun bene.

Continuai a ricevere lettere straordinarie da Peter Warren che mi diceva «Scopri chi sei veramente». Non mi avrebbero reintegrato. Ma per allora non mi interessava nemmeno più che lo facessero.

Alla fine decisi che non mi sarei mai più inchinato a tale idiozia e andai a trovare i miei figli.



Note di Martini

1. Si veda: Le interviste non pubblicate: Ken Urquhart

 
 
 
INDIETRO INDICE AVANTI
 
 

Copyright © Allarme Scientology. L'utilizzo anche parziale dei materiali di questo sito - testi, traduzioni, grafica, immagini, digitalizzazione e impaginazione - con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto, non consentita senza il preventivo consenso scritto del gestore del sito. Per richieste e chiarimenti contattare: allarmescientology@email.it