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Lo Scandalo Scientology: Conclusioni

© Di Paulette Cooper. Il libro del 1972 che ha fatto storia per la gravità delle ritorsioni e delle molestie contro l'autrice da parte della chiesa di L. Ron Hubbard.

© Traduzione a cura di Simonetta Po, primavera 1998.

In questo libro ho cercato di spiegare ciò a cui gli Scientologist credono e quello che fanno; come Scientology è nata e si è diffusa, e che cosa capita alla persona che entra in Scientology. 
 
Una domanda a cui non ho ancora dato risposta - ed è una di quelle che mi rivolgono con più frequenza - è: "Perché la gente entra in Scientology?" 
 
In primo luogo, perché non hanno letto questo libro - o qualsiasi altro materiale riveli qualcosa di concreto sul gruppo. La maggior parte delle persone che partecipa ai corsi introduttivi o visita l'Org per curiosità, non sa nulla di chi è entrato e ha scoperto che le sue difficoltà emotive erano state aggravate invece che alleviate; di chi ha speso migliaia di dollari in Scientology in un solo anno; e di chi, una volta fuori, ha subito molestie. 
 
Gli Scientologist hanno fatto tutto il possibile per tenere segrete queste storie. Non solo hanno querelato e molestato quanti avevano parlato pubblicamente contro il gruppo, ma anche cercato di screditarli "rivelando", in alcune occasioni, i loro presunti "crimini", in dettagli sporchi e grotteschi. 
 
Chi entra in Scientology di solito non ha la possibilità di ascoltare i critici, e neanche gli Scientologist. Di fatto non conoscono realmente ciò che Scientology può dare, o in cosa si stanno imbarcando. Chi entra ha bisogno di un po' di tempo per scoprire in cosa gli Scientologist credono veramente, che cosa sia il procedimento chiamato auditing o addirittura che tale pratica esista. 
 
Questo deriva dal modo evasivo con cui gli Scientologist rispondono (o evitano di farlo) alle domande circa le loro attività e su Scientology in generale, con affermazioni del tipo "è meraviglioso", "ti rende veramente libero", "devi provare da te". E in effetti si deve provare da sé per un po', prima di realizzare quanto profondamente si è rimasti coinvolti sia finanziariamente che emotivamente. 
 
A volte, a questo punto, si è troppo coinvolti per andarsene. Quanto più una persona è penetrata in profondità in Scientology, tanto più tende a restarci. Più corsi fa, più tempo passa con gli Scientologist. Più tempo passa con i nuovi amici e meno tempo trascorre con i vecchi. Se abbandona l'impiego e va a lavorare per Scientology, come fanno in molti, ben presto vivrà e lavorerà soltanto per Scientology, occupando il proprio tempo solo con gli Scientologist, e, come molte delle persone che li hanno conosciuti scoprono con stupore, parlando solo di Scientology. 
 
Ma se questo può spiegare perché vi rimangono, non spiega il coinvolgimento iniziale nel gruppo. 
 
Personalmente ritengo che una delle cose che attragga maggiormente la gente in Scientology sia 'l'apparenza'. Scientology appare religiosa (ministri di culto, abbigliamento clericale ecc.); appare scientifica ("Scientologia"); appare legata alla 'tecnologia' (l'E-Meter); sembra possedere un corpo di conoscenze di natura filosofica (gli scritti di Hubbard). 
 
Un'altra cosa che attrae è l'aspetto delle persone. Nonostante si possa pensare a questo punto che gli Scientologist abbiano sguardi da pazzo, parlino un linguaggio strampalato e si muovano come se provenissero dallo spazio siderale, l'impressione iniziale che generalmente si ha quando si entra per la prima volta in un'Org è di gente giovane, attraente e spesso intelligente. Inoltre molti di loro sono sentimentalmente liberi, quindi i single e i solitari si sentono attratti dalla vita sociale di Scientology. 
 
Alcuni entrano in Scientology perché il loro compagno/a era o è diventato Scientologist. Ci sono Scientologist tra i più ferventi che ammettono di essere inizialmente entrati in Scientology o di essersi interessati al gruppo perché i loro consorti o fidanzate erano Scientologist e il solo modo per continuare a vederle, o continuare ad avere qualcosa in comune, era di far parte a loro volta del gruppo. 
 
Oltre a quelli che diventano affiliati perché cercavano un compagno/a, molti altri invece desideravano un gruppo al quale appartenere ed essere parte per davvero. Scientology è veramente una grande famiglia. Hubbard, naturalmente, è il padre, e sua moglie gioca il ruolo della madre. Gli Scientologist sono i figli che, se si comportano bene, verranno curati e amati; se invece si comportano male (protestano o contestano), babbo li espellerà dall'unità familiare. 
 
Qualsiasi cosa inerente alla loro vita è pianificata. Ci sono corsi da fare e obiettivi che devono essere raggiunti in ogni corso. Se disobbediscono e si dimostrano incerti nell'attraversare qualche livello, verranno severamente puniti. 
 
Fortunatamente per gli Scientologist, Hubbard tratta i suoi figli abbastanza gentilmente almeno finché non crescono e lasciano la famiglia. Come ogni gruppo familiare, e di fatto avviene in ogni gruppo, Scientology soddisfa i bisogni dei suoi membri. Quelli con un forte desiderio di essere rispettati dagli altri possono facilmente diventare ministri di Scientology, ed essere trattati con la reverenza generalmente accordata all'abito talare. Quelli che soffrono di senso di inferiorità intellettuale si convincono di poter aumentare il loro Q.I., e possono, di fatto, prendere una laurea (Scientology) e un diploma di Dottorato (Scientology). Quelli che si sentono soli hanno un posto dove andare, e amici da frequentare. 
 
Scientology porta significato nella vita laddove un tempo c'era soltanto il vuoto. L'uomo che ho descritto nel primo capitolo, che raccontava che prima di scoprire Scientology se ne stava tutto il giorno a letto a fissare il soffitto, non è molto diverso dagli altri che sono entrati. Ma adesso questa persona ha un posto dove andare, qualcosa da fare. La gente capisce quello che dice perché parlano la stessa lingua. Lo guarda dritto negli occhi quando comunica con lui. Lo ama perché condivide gli stessi obiettivi. E, cosa ancora più importante, ora anche lui ha degli obiettivi. Sta lavorando sodo per portare tutti dentro Scientology in modo che insieme possano salvare il mondo. E sarebbe anche un obiettivo degno di lode, eccetto che per una cosa: a nessuno è permesso di essere in disaccordo o criticare il modo in cui gli Scientologist pensano di salvare il pianeta. 
 
Detto questo, ciò che a Scientology rimane ancora da offrire è la sua cura o procedimenti. I seguaci sono convinti sia la nostra via per la Salvezza. Amano dire che non ci possono essere due facce per la Verità; e dal momento che ritengono di possedere la Verità, chi non è d'accordo con loro semplicemente si sbaglia. 
 
A volte, quando mi sento molto scettica sull'efficacia dei loro metodi, ripenso a quello che mi ha detto una volta uno Scientologist sulla loro appartenenza (usando cifre di norma gonfiate): "Quindici milioni di persone non possono sbagliare". Tuttavia  la storia ha spesso dimostrato il contrario. 
 

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«Molte delle teorie e degli insegnamenti di Scientology sono così sciocchi che la reazione dell'individuo medio nell'ascoltarli è generalmente di divertimento e incredulità... e persiste l'impressione che Scientology sia soltanto un'altra stupidaggine che non fa del male a nessuno, e che i suoi seguaci siano semplicemente degli illusi, che le sue teorie siano infantili ma divertenti, e che non ci sia niente di pericoloso nel lasciare a degli stupidi di avere le loro stupide credenze, o portare avanti le loro stupide pratiche. In realtà, questo atteggiamento è auspicato dagli Scientologist, perché serve a coprire la vera e oscura natura di Scientology»
 
(dall'Inchiesta Australiana)
 
 
«La non credibilità delle altre informazioni, e la nostra legittimità. Questa è la nostra risorsa più grande, e ci dà più protezione di ogni altra cosa. Se certi gruppi avessero pensato che eravamo reali, avremmo avuto infinitamente più fastidi [...] Senza l'incredulità pubblica non saremmo mai arrivati così lontano. E ora è troppo tardi per fermarci. La protezione è stata casuale, ma ci ha fatto veramente molto bene. Ricordatelo, la prossima volta che l'ignorante si beffa di noi»
 
(L. Ron Hubbard)
 
 
 
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